13 C
Rome
Lun, 9 Dicembre 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Approfondimenti Dialettica dello Spirito

Dialettica dello Spirito

Gli Atti degli Apostoli ci raccontano due situazioni di apostolato di straordinaria attualità.

- Advertisement -
di: Paolo Gamberini

Gli Atti degli Apostoli ci raccontano due situazioni di apostolato di straordinaria attualità. Vorrei soffermarmi su due di queste: Atti 10–11 (l’apostolato di Pietro); Atti 20–21 (l’apostolato di Paolo).

Continuità e discontinuità nella Tradizione. È interessante notare che in Atti 10 Pietro che «la voce dal cielo» (bat qol) chiede a Pietro ciò che il testo di Levitico (Lv 11) proibiva: mangiare carne immonda, compresa la carne di porco; ricordiamo che, nel secondo libro dei Maccabei (capp. 6 e 7), Eleàzaro e sette fratelli preferiscono essere uccisi che mangiare carne di porco.

La voce di Dio (?) chiede a Pietro ciò che è contro la Legge, cioè contro la Tradizione! Come usare i criteri del discernimento in questo caso? Se ciò che viene chiesto di compiere è contro la Legge, vuol dire che quella voce non viene da Dio ma dal diavolo? Pietro si fida dello Spirito di Dio, piuttosto che della lettera della Legge.

Partire dal contesto, ovvero dall’ascolto dell’esperienza, prima di giudicarla. L’esperienza non viene pre-ceduta da una legge (o tradizioni, si è sempre fatto così, è il dogma!) ma da visioni (Cornelio), da estasi (Pietro). Il racconto di quanto è successo è ripetuto per ben tre volte: nella visione di Cornelio, nell’estasi di Pietro e, infine, nel racconto di Pietro a Gerusalemme. Evidenziare l’esperienza: ciò-che-sta-accadendo, non ciò-che-penso di ciò che sta accadendo! Perché ci sia una conversione mentale e intellettuale, è necessario una visione-estasi!

Il primato dell’esperienza è confermato in Atti 10,45: «I fedeli circoncisi si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito». E ci sono dei segni esterni. Se ci sono questi segni, allora c’è lo Spirito! Questo è stato sempre il criterio della fede della Chiesa: dall’evento all’interpretazione di questo evento e alle descrizione delle possibilità di ciò che è avvenuto, e non viceversa (!).

Dialettica dello Spirito. Lo Spirito di Dio a volte sembra dire cose opposte e contraddittorie a seconda dei contesti (cf. At 20,22-25.32; 21,3-4).

Commentando questi testi, il card. Carlo Maria Martini nel 25° anniversario di ordinazione episcopale, al seminario di Venegono, il 10 maggio 2005, parlò di dialettica delle interpretazioni. A volte lo Spirito dice a Paolo qualcosa di opposto a ciò che lo stesso Spirito dice alla comunità di Tiro. «Ci siamo interrogati su come risolvere questo dilemma che è molto istruttivo perché, questa dialettica delle interpretazioni percorre la storia della Chiesa e ci insegna a trovare la complementarietà tra quelle cose che, a prima vista, ci appaiono distanti, o contrarie, o diverse».

Lo Spirito di Dio, dunque, a seconda dei contesti religiosi e culturali, può chiedere cose diverse. Nel caso di Cornelio e Pietro, si tratta di un principio, quello del puro/impuro, che serviva a custodire la Legge, dunque la rivelazione stessa di Dio. Mi viene in mente la seconda proposizione della Professio fidei che afferma: «Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo».

L’oggetto che viene insegnato con questa formula comprende tutte quelle dottrine attinenti al campo dogmatico o morale che sono necessarie per custodire ed esporre fedelmente il deposito della fede, sebbene non siano state proposte dal magistero della Chiesa come formalmente rivelate. Nel caso di Paolo (andare o non andare a Gerusalemme) si tratta di una decisione concreta che bisogna prendere nello Spirito: Paolo e la comunità di Tiro giudicano nello Spirito non solo diversamente ma in maniera opposta.

Martini e Radcliffe: i sogni dei pastori.

Questi tre aspetti dovrebbero ispirare e “problematizzare” il nostro servizio ecclesiale. Penso sia alla questione di come cogliere la presenza dello Spirito nelle altre Chiese (ecumenismo) e nelle altre religioni; sia alla questione di come accogliere persone emarginate dalla Chiesa (divorziati, omosessuali, coppie di fatto) e cogliere in loro la presenza dello Spirito; sia nella questione del ministero ordinato (cf. diaconato, in particolare) da estendere alle donne.

Nel sinodo dei vescovi del 1999 l’ex maestro generale dei domenicani, l’inglese Timothy Radcliffe, ricordò che la Chiesa – per essere convincente – deve saper «condividere il cammino delle persone, a cominciare dalle donne, dai divorziati, da coloro che hanno abortito, dagli omosessuali».

Anche Martini, sempre al sinodo dei vescovi, il 7 novembre 1999, riaffermò la necessità dell’ordinazione al sacerdozio di uomini sposati; l’ordinazione delle donne al diaconato, almeno; la guida delle comunità senza sacerdote affidata ai laici; la revisione della condanna dei contraccettivi e dell’amore omosessuale; la revisione della scomunica di fatto inflitta ai divorziati risposati; il ripensamento del modo di amministrare il sacramento della penitenza; il come far pace con le Chiese non cattoliche e con le democrazie laiche. Finora la Chiesa di Pietro ha detto «No», come Pietro disse «No, davvero, Signore» alla voce dal cielo.

Seguendo l’esempio di questi pastori (Martini e Radcliffe), possano i pastori della Chiesa di Dio dare spazio alla visione di Dio e all’ascolto dell’esperienza degli altri; almeno – come fa Pietro – a domandarci anche se possiamo essere perplessi che cosa significhi ciò che vediamo attorno a noi.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Dialettica dello Spirito

Gli Atti degli Apostoli ci raccontano due situazioni di apostolato di straordinaria attualità.

  

- Advertisement -
di: Paolo Gamberini

Gli Atti degli Apostoli ci raccontano due situazioni di apostolato di straordinaria attualità. Vorrei soffermarmi su due di queste: Atti 10–11 (l’apostolato di Pietro); Atti 20–21 (l’apostolato di Paolo).

Continuità e discontinuità nella Tradizione. È interessante notare che in Atti 10 Pietro che «la voce dal cielo» (bat qol) chiede a Pietro ciò che il testo di Levitico (Lv 11) proibiva: mangiare carne immonda, compresa la carne di porco; ricordiamo che, nel secondo libro dei Maccabei (capp. 6 e 7), Eleàzaro e sette fratelli preferiscono essere uccisi che mangiare carne di porco.

La voce di Dio (?) chiede a Pietro ciò che è contro la Legge, cioè contro la Tradizione! Come usare i criteri del discernimento in questo caso? Se ciò che viene chiesto di compiere è contro la Legge, vuol dire che quella voce non viene da Dio ma dal diavolo? Pietro si fida dello Spirito di Dio, piuttosto che della lettera della Legge.

Partire dal contesto, ovvero dall’ascolto dell’esperienza, prima di giudicarla. L’esperienza non viene pre-ceduta da una legge (o tradizioni, si è sempre fatto così, è il dogma!) ma da visioni (Cornelio), da estasi (Pietro). Il racconto di quanto è successo è ripetuto per ben tre volte: nella visione di Cornelio, nell’estasi di Pietro e, infine, nel racconto di Pietro a Gerusalemme. Evidenziare l’esperienza: ciò-che-sta-accadendo, non ciò-che-penso di ciò che sta accadendo! Perché ci sia una conversione mentale e intellettuale, è necessario una visione-estasi!

Il primato dell’esperienza è confermato in Atti 10,45: «I fedeli circoncisi si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito». E ci sono dei segni esterni. Se ci sono questi segni, allora c’è lo Spirito! Questo è stato sempre il criterio della fede della Chiesa: dall’evento all’interpretazione di questo evento e alle descrizione delle possibilità di ciò che è avvenuto, e non viceversa (!).

- Advertisement -

Dialettica dello Spirito. Lo Spirito di Dio a volte sembra dire cose opposte e contraddittorie a seconda dei contesti (cf. At 20,22-25.32; 21,3-4).

Commentando questi testi, il card. Carlo Maria Martini nel 25° anniversario di ordinazione episcopale, al seminario di Venegono, il 10 maggio 2005, parlò di dialettica delle interpretazioni. A volte lo Spirito dice a Paolo qualcosa di opposto a ciò che lo stesso Spirito dice alla comunità di Tiro. «Ci siamo interrogati su come risolvere questo dilemma che è molto istruttivo perché, questa dialettica delle interpretazioni percorre la storia della Chiesa e ci insegna a trovare la complementarietà tra quelle cose che, a prima vista, ci appaiono distanti, o contrarie, o diverse».

Lo Spirito di Dio, dunque, a seconda dei contesti religiosi e culturali, può chiedere cose diverse. Nel caso di Cornelio e Pietro, si tratta di un principio, quello del puro/impuro, che serviva a custodire la Legge, dunque la rivelazione stessa di Dio. Mi viene in mente la seconda proposizione della Professio fidei che afferma: «Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo».

L’oggetto che viene insegnato con questa formula comprende tutte quelle dottrine attinenti al campo dogmatico o morale che sono necessarie per custodire ed esporre fedelmente il deposito della fede, sebbene non siano state proposte dal magistero della Chiesa come formalmente rivelate. Nel caso di Paolo (andare o non andare a Gerusalemme) si tratta di una decisione concreta che bisogna prendere nello Spirito: Paolo e la comunità di Tiro giudicano nello Spirito non solo diversamente ma in maniera opposta.

Martini e Radcliffe: i sogni dei pastori.

Questi tre aspetti dovrebbero ispirare e “problematizzare” il nostro servizio ecclesiale. Penso sia alla questione di come cogliere la presenza dello Spirito nelle altre Chiese (ecumenismo) e nelle altre religioni; sia alla questione di come accogliere persone emarginate dalla Chiesa (divorziati, omosessuali, coppie di fatto) e cogliere in loro la presenza dello Spirito; sia nella questione del ministero ordinato (cf. diaconato, in particolare) da estendere alle donne.

Nel sinodo dei vescovi del 1999 l’ex maestro generale dei domenicani, l’inglese Timothy Radcliffe, ricordò che la Chiesa – per essere convincente – deve saper «condividere il cammino delle persone, a cominciare dalle donne, dai divorziati, da coloro che hanno abortito, dagli omosessuali».

Anche Martini, sempre al sinodo dei vescovi, il 7 novembre 1999, riaffermò la necessità dell’ordinazione al sacerdozio di uomini sposati; l’ordinazione delle donne al diaconato, almeno; la guida delle comunità senza sacerdote affidata ai laici; la revisione della condanna dei contraccettivi e dell’amore omosessuale; la revisione della scomunica di fatto inflitta ai divorziati risposati; il ripensamento del modo di amministrare il sacramento della penitenza; il come far pace con le Chiese non cattoliche e con le democrazie laiche. Finora la Chiesa di Pietro ha detto «No», come Pietro disse «No, davvero, Signore» alla voce dal cielo.

Seguendo l’esempio di questi pastori (Martini e Radcliffe), possano i pastori della Chiesa di Dio dare spazio alla visione di Dio e all’ascolto dell’esperienza degli altri; almeno – come fa Pietro – a domandarci anche se possiamo essere perplessi che cosa significhi ciò che vediamo attorno a noi.

- Advertisement -
Originale: Settimana News

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
279FansMi piace
873FollowerSegui
13,000FollowerSegui
606FollowerSegui
58IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Rut, la moabita

Ri-innamorarsi

Parrocchia e civiltà urbana

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO