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Dal Papa un nuovo motu proprio sulla protezione dei minori, “task force” nelle diocesi 

Domani il comitato organizzatore in riunione con i capi Dicastero.

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Padre Lombardi annuncia tre iniziative per il dopo-summit, tra cui un vademecum per i vescovi della Dottrina della Fede. Domani il comitato organizzatore in riunione con i capi Dicastero. Intanto le vittime si dicono deluse per i risultati «poco concreti» del vertice

Il vertice sugli abusi è finito ma il Vaticano è già al lavoro per il “dopo-summit”. Mentre gruppi di vittime in piazza San Pietro lamentano ai giornalisti grande «rabbia e delusione» perché un incontro conclusosi con «parole» e «nessuna misura concreta», nel quotidiano briefing nell’Istituto Augustinianum padre Federico Lombardi, moderatore dell’evento, annuncia tre «iniziative concrete» per il prossimo futuro finalizzate a mettere in pratica le indicazioni e le richieste emerse durante i quattro giorni di lavoro in Aula nuova del Sinodo.

Si tratta anzitutto di «un nuovo motu proprio del Papa “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili”, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano». Esso, la cui pubblicazione dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, «accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento». 

È prevista poi la pubblicazione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede di «un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti». E infine «la creazione di task forces di persone competenti per aiutare le Conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà ad affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori». 

«Non pensate che si rimandi chissà quanto», ha chiarito il gesuita. I due documenti e gli organismi diocesani vedranno la luce molto presto. La Chiesa ha fretta, infatti, di riparare ad errori del passato e – ha detto Lombardi, ripetendo le parole del Papa durante l’Angelus – «vogliamo assolutamente che tutte le attività pastorali della Chiesa cattolica e i luoghi dove esse si esercitano siano pienamente sicuri per i minori, per il rispetto della loro dignità e la loro crescita umana e spirituale». 

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Sempre l’ex portavoce vaticano ha riferito che domani mattina, alle 9, i membri del comitato organizzatore si riuniranno i responsabili della Curia Romana che hanno partecipato all’incontro, in modo da impostare fin d’ora il lavoro necessario per dare seguito ai propositi e alle idee maturate nei giorni scorsi. Già oggi pomeriggio il comitato – ovvero Lombardi, Zollner, Scicluna e i due cardinali Cupich e Gracias – si rivedranno per stabilire i punti nella riunione di domani.

Sono tutti «primi passi segni di incoraggiamento», ha detto ancora padre Lombardi, che «ci accompagneranno nella nostra missione di servizio per tutti i bambini del mondo, sentendoci solidali con tutte le persone di buona volontà che vogliono abolire ogni forma di violenza e di abuso contro i minori». Il gesuita moderatore del summit ha ribadito anche la richiesta di sincero perdono alle vittime «per ciò che abbiamo fatto di male e per ciò che abbiamo mancato di fare». «Torniamo alle nostre diocesi e alle nostre comunità, sparse in tutto il mondo, con una comprensione più profonda di questo terribile scandalo e delle ferite che provoca nelle vittime e nell’intero popolo di Dio», ha aggiunto.

Parole ribadite anche dal prefetto del Dicastero della comunicazione, Paolo Ruffini, che ha aggiunto anche un ringraziamento «a nome del Dicastero» a tutti i media e i giornalisti per il loro lavoro «anche quando è scomodo per noi», perché «ci sprona ad essere a nostra volta scomodi e veri».

Da parte sua padre Zollner, il gesuita presidente del Centro per la protezione dei minori dell’Università Gregoriana, si è detto soddisfatto dei risultati del vertice dal punto di vista «qualitativo e quantitativo» perché ha dimostrato come, rispetto a 7-8 anni fa, «è stata fatta moltissima strada». In particolare è stato «confortante» sentire che vescovi provenienti da Africa e Asia, che fino a qualche giorno fa si mostravano vagamente interessati alla problematica perché poco rilevante nei loro Paesi schiacciati da altri drammi come guerre povertà, hanno riconosciuto a fine summit la gravità della questioni abusi, assicurando di intervenire sul problema una volta tornati nelle loro case.

Confortante, anche, è stato sentire le relazioni delle tre donne, in particolare quella della giornalista messicana Valentina Alazraki sul tema della trasparenza nella comunicazione, presente oggi alla conferenza. A dirlo questo è il cardinale di Bombay Oswald Gracias, presidente dei vescovi indiani, che ha esclamato: «Sono state le migliori, con tutto il rispetto per chi ha parlato incluso monsignor Scicluna! Ascoltare di più le donne dà una prospettiva più alta».

Sempre Gracias, interpellato a riguardo dai cronisti, ha affrontato la questione emerse nei scorsi giorni della revisione del segreto pontificio. «È sicuramente un argomento da trattare», ha detto, «finora veniva usato allo scopo di tutelare la riservatezza, ma se viene utilizzato per nascondere e causare danni dobbiamo capire qual è l’obiettivo ultimo». Inoltre, ha aggiunto il porporato, «se usato troppo ampiamente si fanno danni al sistema» e «può rivelarsi inefficiente».

D’accordo su questo punto l’arcivescovo Scicluna che ha affermato: «Non c’è necessità del segreto pontificio soprattutto per i casi di abusi sessuali. Quello che poteva essere utile anni fa ora è controproducente». Certo, si può applicare ad esempio per le indagini sui candidati che possono diventare vescovi e «a volte è necessario per proteggere la libertà della Chiesa e del Papa», ma nei casi di abusi no. E su questo quasi tutti i partecipanti al summit si sono trovati concordi. 

In generale, uno dei più immediati risultati dell’evento vaticano è stato l’armonia e l’unità di intenti da parte degli episcopati mondiali. D’altronde su un tema del genere era difficile trovare elementi di dissonanza. In particolare Scicluna si è detto soddisfatto di vedere come si sia raggiunta una consapevolezza non scontata da parte di tutti: «Per decenni ci siamo concentrati sul crimine dell’abuso sui minori che è gravissimo, ma ora abbiamo capito tutti come l’insabbiamento è altrettanto grave. Non si può tornare indietro».

Il segretario aggiunto della Dottrina della fede ha poi descritto come fondamentale l’aver potuto ascoltare la voce delle vittime. «Continueremo a farlo, dobbiamo continuare a farlo perché si tratta di una esperienza importante. Se parliamo di discernimento questa è la via giusta: non possiamo non ascoltare» chi ha subito abusi. Perché va bene cambiare e aggiornare il Diritto canonico, ma la prima cosa che deve cambiare «è il cuore».

Solo così, infatti, è possibile scardinare certi atteggiamenti e sistemi di potere che hanno contribuire ad ampliare questa voragine degli abusi e dei loro occultamenti. Certo non è facile: «La Chiesa è una grande nave, per cambiare direzione ci vogliono molte energie», ha detto Zollner, ma «l’importante è non concentrarsi sui singoli casi, ma sul sistema degli insabbiamenti». Le promesse, quindi, sono alte: «La Chiesa vuole essere in prima linea nella difesa dei diritti dei bambini», ha detto il cardinale Gracias, «deve essere un modello per come agisce».

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Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Dal Papa un nuovo motu proprio sulla protezione dei minori, “task force” nelle diocesi 

Domani il comitato organizzatore in riunione con i capi Dicastero.

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Il vertice sugli abusi è finito ma il Vaticano è già al lavoro per il “dopo-summit”. Mentre gruppi di vittime in piazza San Pietro lamentano ai giornalisti grande «rabbia e delusione» perché un incontro conclusosi con «parole» e «nessuna misura concreta», nel quotidiano briefing nell’Istituto Augustinianum padre Federico Lombardi, moderatore dell’evento, annuncia tre «iniziative concrete» per il prossimo futuro finalizzate a mettere in pratica le indicazioni e le richieste emerse durante i quattro giorni di lavoro in Aula nuova del Sinodo.

Si tratta anzitutto di «un nuovo motu proprio del Papa “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili”, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano». Esso, la cui pubblicazione dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, «accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento». 

È prevista poi la pubblicazione da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede di «un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti». E infine «la creazione di task forces di persone competenti per aiutare le Conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà ad affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori». 

«Non pensate che si rimandi chissà quanto», ha chiarito il gesuita. I due documenti e gli organismi diocesani vedranno la luce molto presto. La Chiesa ha fretta, infatti, di riparare ad errori del passato e – ha detto Lombardi, ripetendo le parole del Papa durante l’Angelus – «vogliamo assolutamente che tutte le attività pastorali della Chiesa cattolica e i luoghi dove esse si esercitano siano pienamente sicuri per i minori, per il rispetto della loro dignità e la loro crescita umana e spirituale». 

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Sempre l’ex portavoce vaticano ha riferito che domani mattina, alle 9, i membri del comitato organizzatore si riuniranno i responsabili della Curia Romana che hanno partecipato all’incontro, in modo da impostare fin d’ora il lavoro necessario per dare seguito ai propositi e alle idee maturate nei giorni scorsi. Già oggi pomeriggio il comitato – ovvero Lombardi, Zollner, Scicluna e i due cardinali Cupich e Gracias – si rivedranno per stabilire i punti nella riunione di domani.

Sono tutti «primi passi segni di incoraggiamento», ha detto ancora padre Lombardi, che «ci accompagneranno nella nostra missione di servizio per tutti i bambini del mondo, sentendoci solidali con tutte le persone di buona volontà che vogliono abolire ogni forma di violenza e di abuso contro i minori». Il gesuita moderatore del summit ha ribadito anche la richiesta di sincero perdono alle vittime «per ciò che abbiamo fatto di male e per ciò che abbiamo mancato di fare». «Torniamo alle nostre diocesi e alle nostre comunità, sparse in tutto il mondo, con una comprensione più profonda di questo terribile scandalo e delle ferite che provoca nelle vittime e nell’intero popolo di Dio», ha aggiunto.

Parole ribadite anche dal prefetto del Dicastero della comunicazione, Paolo Ruffini, che ha aggiunto anche un ringraziamento «a nome del Dicastero» a tutti i media e i giornalisti per il loro lavoro «anche quando è scomodo per noi», perché «ci sprona ad essere a nostra volta scomodi e veri».

Da parte sua padre Zollner, il gesuita presidente del Centro per la protezione dei minori dell’Università Gregoriana, si è detto soddisfatto dei risultati del vertice dal punto di vista «qualitativo e quantitativo» perché ha dimostrato come, rispetto a 7-8 anni fa, «è stata fatta moltissima strada». In particolare è stato «confortante» sentire che vescovi provenienti da Africa e Asia, che fino a qualche giorno fa si mostravano vagamente interessati alla problematica perché poco rilevante nei loro Paesi schiacciati da altri drammi come guerre povertà, hanno riconosciuto a fine summit la gravità della questioni abusi, assicurando di intervenire sul problema una volta tornati nelle loro case.

Confortante, anche, è stato sentire le relazioni delle tre donne, in particolare quella della giornalista messicana Valentina Alazraki sul tema della trasparenza nella comunicazione, presente oggi alla conferenza. A dirlo questo è il cardinale di Bombay Oswald Gracias, presidente dei vescovi indiani, che ha esclamato: «Sono state le migliori, con tutto il rispetto per chi ha parlato incluso monsignor Scicluna! Ascoltare di più le donne dà una prospettiva più alta».

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D’accordo su questo punto l’arcivescovo Scicluna che ha affermato: «Non c’è necessità del segreto pontificio soprattutto per i casi di abusi sessuali. Quello che poteva essere utile anni fa ora è controproducente». Certo, si può applicare ad esempio per le indagini sui candidati che possono diventare vescovi e «a volte è necessario per proteggere la libertà della Chiesa e del Papa», ma nei casi di abusi no. E su questo quasi tutti i partecipanti al summit si sono trovati concordi. 

In generale, uno dei più immediati risultati dell’evento vaticano è stato l’armonia e l’unità di intenti da parte degli episcopati mondiali. D’altronde su un tema del genere era difficile trovare elementi di dissonanza. In particolare Scicluna si è detto soddisfatto di vedere come si sia raggiunta una consapevolezza non scontata da parte di tutti: «Per decenni ci siamo concentrati sul crimine dell’abuso sui minori che è gravissimo, ma ora abbiamo capito tutti come l’insabbiamento è altrettanto grave. Non si può tornare indietro».

Il segretario aggiunto della Dottrina della fede ha poi descritto come fondamentale l’aver potuto ascoltare la voce delle vittime. «Continueremo a farlo, dobbiamo continuare a farlo perché si tratta di una esperienza importante. Se parliamo di discernimento questa è la via giusta: non possiamo non ascoltare» chi ha subito abusi. Perché va bene cambiare e aggiornare il Diritto canonico, ma la prima cosa che deve cambiare «è il cuore».

Solo così, infatti, è possibile scardinare certi atteggiamenti e sistemi di potere che hanno contribuire ad ampliare questa voragine degli abusi e dei loro occultamenti. Certo non è facile: «La Chiesa è una grande nave, per cambiare direzione ci vogliono molte energie», ha detto Zollner, ma «l’importante è non concentrarsi sui singoli casi, ma sul sistema degli insabbiamenti». Le promesse, quindi, sono alte: «La Chiesa vuole essere in prima linea nella difesa dei diritti dei bambini», ha detto il cardinale Gracias, «deve essere un modello per come agisce».

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Originale: Vatican Insider

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