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Dal Papa 100mila euro per i poveri di Aleppo

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L’ultima messa degli Esercizi Spirituali ad Ariccia dedicata alla drammatica situazione in Siria. A fine gennaio la missione di Dal Toso e Zenari

IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Questa mattina il Papa ha celebrato la messa per la Siria, nell’ultimo giorno degli Esercizi Spirituali di Quaresima con la Curia romana ad Ariccia, «ed ha inviato 100 mila euro ai poveri di Aleppo, grazie anche al contributo della Curia Romana». Lo ha reso noto la vicedirettrice della Sala Stampa vaticana Paloma Garcia Ovejero. La donazione sarà effettuata tramite la Elemosineria Apostolica attraverso la Custodia di Terra Santa.  

 

 

  

Papa Francesco, aveva spiegato il predicatore padre Giulio Michelini al Sir, «ha scelto il silenzio per gli esercizi spirituali, ma il momento del convivio sarà accompagnato dalla breve lettura di un paio di pagine che poi lascerà spazio alla musica. Il primo libro è di un confratello, fra Ibrahim Alsabagh», parroco di Aleppo, «e si intitola “Un istante prima dell’alba”. Sono cronache di guerra e di speranza da Aleppo: mi sembrava bello portare all’attenzione del Santo Padre e della Curia romana una realtà tanto drammatica toccata dalla fede. E poi proporrò una raccolta di testi mariani, curati dalla Comunità di Bose, che procede dai padri della Chiesa ai teologi contemporanei». Durante le giornate ad Ariccia, peraltro, il francescano ha ricevuto una mail di testimonianza dallo stesso fra Ibrahim Alsabagh, in cui si descrive il calvario della popolazione.  

 

«Siamo felici e non vediamo l’ora di dirlo ai nostri fedeli rimasti qui in città», è il commento affidato sempre Sir dal vicario apostolico di Aleppo dei latini, monsignor Georges Abou Khazen. «La notizia mi è stata data poco fa dal mio confratello padre Giulio Michelini», prosegue. «In città ci sono segni di miglioramento, nella sicurezza innanzitutto. Da qualche giorno sta tornando in alcuni quartieri cittadini l’erogazione di energia elettrica e aspettiamo anche quella dell’acqua. Ma i bisogni materiali restano enormi». Purtroppo, aggiunge il vicario, «ci sono ancora tante famiglie cristiane che partono» e la speranza è che «questo gesto del Papa, la vicinanza di tutta la Chiesa possa spingere tante nostre famiglie a tornare» e sia visto anche come «un messaggio alla diplomazia perché possa trovare una soluzione giusta e pacifica a questa guerra che nessuno vuole». 

 

Non si tratta del primo gesto di vicinanza alla Siria da parte del Papa, che ha fatto ripetuti appelli per la guerra nel martoriato Paese mediorientale. Da ultimo ha ricordato nell’udienza di inizio anno con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, i ragazzi e le ragazze «che subiscono le conseguenze dell’atroce conflitto in Siria, privati delle gioie dell’infanzia e della giovinezza: dalla possibilità di giocare liberamente all’opportunità di andare a scuola. A loro e a tutto il caro popolo siriano va il mio costante pensiero, mentre faccio appello alla comunità internazionale perché si adoperi con solerzia per dare vita ad un negoziato serio, che metta per sempre la parola fine al conflitto, che sta provocando una vera e propria sciagura umanitaria». 

  

Dal 18 al 23 gennaio, poi, il segretario delegato del nuovo dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, monsignor Giampietro Dal Toso, ha compiuto una missione proprio ad Aleppo insieme al cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, e al consigliere della nunziatura, monsignor Thomas Habib. La delegazione – informava la Sala Stampa vaticana – ha incontrato le comunità cristiane locali visitando le istituzioni caritative e alcuni campi di rifugiati. In particolare, si è avviato un Centro di assistenza umanitaria gestito da Caritas Aleppo nel quartiere di Hanano. La missione è stata l’occasione anche per una serie di incontri con rappresentanti dell’islam, durante i quali, si leggeva nella nota, «si è sottolineata la responsabilità delle religioni nell`educare alla pace e alla riconciliazione». 

  

In Siria, informa l’associazione Pro Terra Sancta, i frati della Custodia di Terra Santa sono quindici e sono presenti in varie zone: Latakia; Damasco (Damasco-Bab Touma, Damasco-Salieh, Damasco-Tabbaleh, Maarat Sidnaya); Aleppo (Aleppo-Azizieh, Aleppo-Er Ram, Aleppo Centro Sant’Antonio, Slenfe); in alcuni villaggi della valle Orontes Kanye, Yacoubieh). 

  

In occasione del sesto anniversario delle proteste contro il regime siriano del 15 marzo 2011 a cui hanno poi fatto seguito scontri divenuti, infine, una vera e propria guerra, Caritas italiana organizzato per martedì prossimo 14 marzo, a partire dalle 11.30 a Roma, presso The Church Palace (Domus Mariae), in via Aurelia 481, la presentazione ai media del terzo dossier con dati e testimonianze sulla Siria. Interverrà monsignor Antoine Audo, vescovo di Aleppo e presidente di Caritas Siria. 

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Questa mattina il Papa ha celebrato la messa per la Siria, nell’ultimo giorno degli Esercizi Spirituali di Quaresima con la Curia romana ad Ariccia, «ed ha inviato 100 mila euro ai poveri di Aleppo, grazie anche al contributo della Curia Romana». Lo ha reso noto la vicedirettrice della Sala Stampa vaticana Paloma Garcia Ovejero. La donazione sarà effettuata tramite la Elemosineria Apostolica attraverso la Custodia di Terra Santa.  

 

 

  

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«Siamo felici e non vediamo l’ora di dirlo ai nostri fedeli rimasti qui in città», è il commento affidato sempre Sir dal vicario apostolico di Aleppo dei latini, monsignor Georges Abou Khazen. «La notizia mi è stata data poco fa dal mio confratello padre Giulio Michelini», prosegue. «In città ci sono segni di miglioramento, nella sicurezza innanzitutto. Da qualche giorno sta tornando in alcuni quartieri cittadini l’erogazione di energia elettrica e aspettiamo anche quella dell’acqua. Ma i bisogni materiali restano enormi». Purtroppo, aggiunge il vicario, «ci sono ancora tante famiglie cristiane che partono» e la speranza è che «questo gesto del Papa, la vicinanza di tutta la Chiesa possa spingere tante nostre famiglie a tornare» e sia visto anche come «un messaggio alla diplomazia perché possa trovare una soluzione giusta e pacifica a questa guerra che nessuno vuole». 

 

Non si tratta del primo gesto di vicinanza alla Siria da parte del Papa, che ha fatto ripetuti appelli per la guerra nel martoriato Paese mediorientale. Da ultimo ha ricordato nell’udienza di inizio anno con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, i ragazzi e le ragazze «che subiscono le conseguenze dell’atroce conflitto in Siria, privati delle gioie dell’infanzia e della giovinezza: dalla possibilità di giocare liberamente all’opportunità di andare a scuola. A loro e a tutto il caro popolo siriano va il mio costante pensiero, mentre faccio appello alla comunità internazionale perché si adoperi con solerzia per dare vita ad un negoziato serio, che metta per sempre la parola fine al conflitto, che sta provocando una vera e propria sciagura umanitaria». 

  

Dal 18 al 23 gennaio, poi, il segretario delegato del nuovo dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, monsignor Giampietro Dal Toso, ha compiuto una missione proprio ad Aleppo insieme al cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, e al consigliere della nunziatura, monsignor Thomas Habib. La delegazione – informava la Sala Stampa vaticana – ha incontrato le comunità cristiane locali visitando le istituzioni caritative e alcuni campi di rifugiati. In particolare, si è avviato un Centro di assistenza umanitaria gestito da Caritas Aleppo nel quartiere di Hanano. La missione è stata l’occasione anche per una serie di incontri con rappresentanti dell’islam, durante i quali, si leggeva nella nota, «si è sottolineata la responsabilità delle religioni nell`educare alla pace e alla riconciliazione». 

  

In Siria, informa l’associazione Pro Terra Sancta, i frati della Custodia di Terra Santa sono quindici e sono presenti in varie zone: Latakia; Damasco (Damasco-Bab Touma, Damasco-Salieh, Damasco-Tabbaleh, Maarat Sidnaya); Aleppo (Aleppo-Azizieh, Aleppo-Er Ram, Aleppo Centro Sant’Antonio, Slenfe); in alcuni villaggi della valle Orontes Kanye, Yacoubieh). 

  

In occasione del sesto anniversario delle proteste contro il regime siriano del 15 marzo 2011 a cui hanno poi fatto seguito scontri divenuti, infine, una vera e propria guerra, Caritas italiana organizzato per martedì prossimo 14 marzo, a partire dalle 11.30 a Roma, presso The Church Palace (Domus Mariae), in via Aurelia 481, la presentazione ai media del terzo dossier con dati e testimonianze sulla Siria. Interverrà monsignor Antoine Audo, vescovo di Aleppo e presidente di Caritas Siria. 

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