14.3 C
Roma
Mar, 31 Marzo 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Culmen et Fons Dal 29 novembre si reciterà il Padre Nostro secondo la nuova traduzione

Dal 29 novembre si reciterà il Padre Nostro secondo la nuova traduzione

Il nuovo Messale (che sarà pubblicato già dopo Pasqua) aiuterà nella nuova pronuncia “obbligatoria” a partire dalla Prima Domenica di Avvento

- Advertisement -

Direte «non ci abbandonare alla tentazione» e non più «non ci indurre in tentazione». Il nuovo Messale (che sarà pubblicato già dopo Pasqua) aiuterà nella nuova pronuncia “obbligatoria” a partire dalla Prima Domenica di Avvento

Il nuovo Messale sarà pubblicato dopo Pasqua, che quest’anno cade il 12 aprile, ma la data da segnarsi per i fedeli è il 29 novembre, prima domenica di Avvento: da allora, in tutte le chiese italiane, sarà obbligatorio recitare il Padre Nostro nella nuova traduzione definita dalla Cei, nella quale si dice «non ci abbandonare alla tentazione» e non più «non ci indurre in tentazione».

Ad anticiparlo ad Adnkronos (28 gennaio) è monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e Vasto e teologo fra i più influenti in Vaticano, a margine del Forum internazionale di Teologia in corso alla Pontificia Università Lateranense.

La traduzione dal greco

Non si tratta, naturalmente, di cambiare il Padre Nostro: i Vangeli sono scritti in greco e il testo originale della preghiera di Gesù è immutabile.

Il problema, non solo in Italia, è piuttosto la traduzione, come rendere quella voce verbale che si legge nel Vangelo di Matteo (6,13), riferimento della tradizione liturgica: eisenénkes , dal verbo eisféro, che per secoli è stato tradotto con l’«inducere» latino della Vulgata di San Girolamo, da cui l’ «indurre» italiano. Questione delicata, perché tutti hanno imparato fin da piccoli a dire «e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male».

Solo che «questa è una traduzione non buona», aveva spiegato alla fine del 2017 Papa Francesco: «Sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, aiuta ad alzarsi subito. Chi ci induce in tentazione è Satana, è questo il mestiere di Satana». Così, aveva aggiunto, «il senso della nostra preghiera è: “Quando Satana mi induce in tentazione tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano”» (Corriere, 28 gennaio) .

“L’azione di Dio nei confronti dell’uomo”

Non sono solo sfumature linguistiche, ma importanti valenze teologiche. Nella nuova traduzione della Bibbia, ratificata nel 2008, il passaggio del Padre Nostro era stato già modificato in quello che verrà adottato dalla liturgia. «Non abbandonarci alla tentazione» è una formulazione più coerente con «l’azione di Dio nei confronti dell’uomo», aveva spiegato il Pontefice.

Tuttavia l’abitudine dei fedeli aveva fatto sì che ad oggi, nelle liturgie correnti, fosse largamente utilizzata la vecchia versione, legata tanto alla mnemonica dell’orazione quanto ai vecchi stampati in circolazione, seppure talvolta accompagnata dalla nuova versione che comincia ad essere assimilata.

Con la pubblicazione della terza edizione del Messale romano, dopo sedici anni di lavoro, la nuova formulazione entra nell’uso liturgico in modo inderogabile dal 29 novembre e la transizione sarà accompagnata dai nuovi opuscoli, a cura della Conferenza Episcopale Italiana, per rendere familiare la nuova versione come accaduto in Francia dove dal 2017 nelle chiese si recita «ne nous laisse pas entrer en tentation» (Gq Italia, 28 gennaio).

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Dal 29 novembre si reciterà il Padre Nostro secondo la nuova traduzione

Il nuovo Messale (che sarà pubblicato già dopo Pasqua) aiuterà nella nuova pronuncia “obbligatoria” a partire dalla Prima Domenica di Avvento

  

- Advertisement -

Direte «non ci abbandonare alla tentazione» e non più «non ci indurre in tentazione». Il nuovo Messale (che sarà pubblicato già dopo Pasqua) aiuterà nella nuova pronuncia “obbligatoria” a partire dalla Prima Domenica di Avvento

Il nuovo Messale sarà pubblicato dopo Pasqua, che quest’anno cade il 12 aprile, ma la data da segnarsi per i fedeli è il 29 novembre, prima domenica di Avvento: da allora, in tutte le chiese italiane, sarà obbligatorio recitare il Padre Nostro nella nuova traduzione definita dalla Cei, nella quale si dice «non ci abbandonare alla tentazione» e non più «non ci indurre in tentazione».

Ad anticiparlo ad Adnkronos (28 gennaio) è monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti e Vasto e teologo fra i più influenti in Vaticano, a margine del Forum internazionale di Teologia in corso alla Pontificia Università Lateranense.

La traduzione dal greco

Non si tratta, naturalmente, di cambiare il Padre Nostro: i Vangeli sono scritti in greco e il testo originale della preghiera di Gesù è immutabile.

- Advertisement -

Il problema, non solo in Italia, è piuttosto la traduzione, come rendere quella voce verbale che si legge nel Vangelo di Matteo (6,13), riferimento della tradizione liturgica: eisenénkes , dal verbo eisféro, che per secoli è stato tradotto con l’«inducere» latino della Vulgata di San Girolamo, da cui l’ «indurre» italiano. Questione delicata, perché tutti hanno imparato fin da piccoli a dire «e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male».

Solo che «questa è una traduzione non buona», aveva spiegato alla fine del 2017 Papa Francesco: «Sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, aiuta ad alzarsi subito. Chi ci induce in tentazione è Satana, è questo il mestiere di Satana». Così, aveva aggiunto, «il senso della nostra preghiera è: “Quando Satana mi induce in tentazione tu, per favore, dammi la mano, dammi la tua mano”» (Corriere, 28 gennaio) .

“L’azione di Dio nei confronti dell’uomo”

Non sono solo sfumature linguistiche, ma importanti valenze teologiche. Nella nuova traduzione della Bibbia, ratificata nel 2008, il passaggio del Padre Nostro era stato già modificato in quello che verrà adottato dalla liturgia. «Non abbandonarci alla tentazione» è una formulazione più coerente con «l’azione di Dio nei confronti dell’uomo», aveva spiegato il Pontefice.

Tuttavia l’abitudine dei fedeli aveva fatto sì che ad oggi, nelle liturgie correnti, fosse largamente utilizzata la vecchia versione, legata tanto alla mnemonica dell’orazione quanto ai vecchi stampati in circolazione, seppure talvolta accompagnata dalla nuova versione che comincia ad essere assimilata.

Con la pubblicazione della terza edizione del Messale romano, dopo sedici anni di lavoro, la nuova formulazione entra nell’uso liturgico in modo inderogabile dal 29 novembre e la transizione sarà accompagnata dai nuovi opuscoli, a cura della Conferenza Episcopale Italiana, per rendere familiare la nuova versione come accaduto in Francia dove dal 2017 nelle chiese si recita «ne nous laisse pas entrer en tentation» (Gq Italia, 28 gennaio).

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
285FansMi piace
925FollowerSegui
13,000FollowerSegui
631FollowerSegui
69IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Razzismo 2.0, l’odio online

Il mondo mistico dell’ebraismo

La ricerca storica su Gesù

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO