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Così Aiuto alla Chiesa che Soffre impiega i 111 milioni di euro raccolti

Donazioni private da oltre 330mila benefattori. Sono andate in 139 Paesi, in primis Siria e Iraq

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Oltre 111 milioni di euro per la Chiesa povera, oppressa e perseguitata in tutto il mondo. È il totale delle offerte raccolte nel 2018 da Aiuto alla Chiesa che Soffre attraverso le sue 23 sedi nazionali e la sede internazionale. Tale raccolta, ottenuta grazie a donazioni private degli oltre 330mila benefattori che Acs conta a livello internazionale, ha permesso di realizzare 5.019 progetti in 139 Paesi. Gran parte delle offerte è stata devoluta a progetti in Africa (27%) e in Medio Oriente (25%).

Il sostegno emergenziale alle migliaia di cristiani sfollati e rifugiati, soprattutto nell’area mediorientale, ha rappresentato più del 12% degli aiuti elargiti lo scorso anno. Sono state inoltre 1.479 le abitazioni cristiane ricostruite in Medio Oriente grazie all’intervento della Fondazione.

È la Siria il Paese che nel 2018 ha più di tutti beneficiato del sostegno di Acs con progetti per 8,6 milioni; al secondo posto l’Iraq con progetti per 6,5 milioni.

Ecco i tipi di progetto più finanziati

Per quanto riguarda le aree di intervento di Acs, si confermano al primo posto i progetti di costruzione e ricostruzione (31,9% degli aiuti) con oltre 23milioni e 200mila euro complessivi che hanno contribuito a costruire 2.470 tra abitazioni, cappelle, chiese, conventi,seminari e centri pastorali. Seguono le intenzioni di Messe (16,4%), uno strumento che ha permesso il sostegno a 40.569 sacerdoti. Al terzo posto tra le tipologie di aiuti vi sono quelli emergenziali, a pari merito con gli interventi a sostegno della formazione di sacerdoti e religiosi (12,4%). Nel 2018 è stata sostenuta la formazione di 11.817 seminaristi e sono stati finanziati gli studi di 4.370 sacerdoti.

Un’altra categoria di intervento è relativa ai mezzi di trasporto per la pastorale (6,8%), con 907 veicoli donati tra cui 370 automobili, 189 motociclette, 342 biciclette, 2 camion, 2 pullman e 2 barche. Segue il sostegno ai media cristiani e alla pubblicazione di Bibbie e altri testi religiosi (4,6%). Tra testi sacri e pubblicazioni proprie, nel 2018 la Fondazione ha permesso la pubblicazione e la diffusione di 1.103.480 volumi.

Sono aumentati i donatori italiani

«In questo quadro – riferisce la fondazione pontificia – è stato estremamente rilevante il sostegno dei benefattori italiani. Nel 2018 Acs-Italia ha visto un incremento del 22,1% della raccolta, che ha raggiunto quota 4.493.660 rispetto ai 3.679.035 euro del 2017. Un altro dato significativo è il rilevante aumento del numero dei benefattori italiani, dai 13.012 del 2017 ai 17.230 dello scorso anno, con un aumento del 32,5%. Molti dei progetti concretizzatisi grazie al contributo italiano sono stati realizzati in Siria e in Iraq».

In Siria le donazioni (531.200 euro) hanno permesso, fra l’altro, di acquistare latte per i bambini e cibo per gli adulti di Aleppomedicine per i malati di Homs, pasti per i numerosi cristiani rifugiati. In Iraq, invece, i 486.300 euro donati sono stati impiegati principalmente per agevolare il rientro delle famiglie cristiane, dei sacerdoti e dei religiosi nella Piana di Ninive aggredita dal Daesh.

Aiuti considerevoli sono stati offerti anche in Venezuela, dove i 345.377 euro donati hanno consentito ai sacerdoti di dedicarsi ai poveri attraverso le pentole solidali. Tra le nazioni sostenute anche Nigeria(257.209 euro), Pakistan (234.616 euro), India (209.910 euro) e Egitto(44.500 euro).

Originale: Avvenire.it
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Così Aiuto alla Chiesa che Soffre impiega i 111 milioni di euro raccolti

Donazioni private da oltre 330mila benefattori. Sono andate in 139 Paesi, in primis Siria e Iraq

  

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Oltre 111 milioni di euro per la Chiesa povera, oppressa e perseguitata in tutto il mondo. È il totale delle offerte raccolte nel 2018 da Aiuto alla Chiesa che Soffre attraverso le sue 23 sedi nazionali e la sede internazionale. Tale raccolta, ottenuta grazie a donazioni private degli oltre 330mila benefattori che Acs conta a livello internazionale, ha permesso di realizzare 5.019 progetti in 139 Paesi. Gran parte delle offerte è stata devoluta a progetti in Africa (27%) e in Medio Oriente (25%).

Il sostegno emergenziale alle migliaia di cristiani sfollati e rifugiati, soprattutto nell’area mediorientale, ha rappresentato più del 12% degli aiuti elargiti lo scorso anno. Sono state inoltre 1.479 le abitazioni cristiane ricostruite in Medio Oriente grazie all’intervento della Fondazione.

È la Siria il Paese che nel 2018 ha più di tutti beneficiato del sostegno di Acs con progetti per 8,6 milioni; al secondo posto l’Iraq con progetti per 6,5 milioni.

Ecco i tipi di progetto più finanziati

Per quanto riguarda le aree di intervento di Acs, si confermano al primo posto i progetti di costruzione e ricostruzione (31,9% degli aiuti) con oltre 23milioni e 200mila euro complessivi che hanno contribuito a costruire 2.470 tra abitazioni, cappelle, chiese, conventi,seminari e centri pastorali. Seguono le intenzioni di Messe (16,4%), uno strumento che ha permesso il sostegno a 40.569 sacerdoti. Al terzo posto tra le tipologie di aiuti vi sono quelli emergenziali, a pari merito con gli interventi a sostegno della formazione di sacerdoti e religiosi (12,4%). Nel 2018 è stata sostenuta la formazione di 11.817 seminaristi e sono stati finanziati gli studi di 4.370 sacerdoti.

Un’altra categoria di intervento è relativa ai mezzi di trasporto per la pastorale (6,8%), con 907 veicoli donati tra cui 370 automobili, 189 motociclette, 342 biciclette, 2 camion, 2 pullman e 2 barche. Segue il sostegno ai media cristiani e alla pubblicazione di Bibbie e altri testi religiosi (4,6%). Tra testi sacri e pubblicazioni proprie, nel 2018 la Fondazione ha permesso la pubblicazione e la diffusione di 1.103.480 volumi.

Sono aumentati i donatori italiani

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«In questo quadro – riferisce la fondazione pontificia – è stato estremamente rilevante il sostegno dei benefattori italiani. Nel 2018 Acs-Italia ha visto un incremento del 22,1% della raccolta, che ha raggiunto quota 4.493.660 rispetto ai 3.679.035 euro del 2017. Un altro dato significativo è il rilevante aumento del numero dei benefattori italiani, dai 13.012 del 2017 ai 17.230 dello scorso anno, con un aumento del 32,5%. Molti dei progetti concretizzatisi grazie al contributo italiano sono stati realizzati in Siria e in Iraq».

In Siria le donazioni (531.200 euro) hanno permesso, fra l’altro, di acquistare latte per i bambini e cibo per gli adulti di Aleppomedicine per i malati di Homs, pasti per i numerosi cristiani rifugiati. In Iraq, invece, i 486.300 euro donati sono stati impiegati principalmente per agevolare il rientro delle famiglie cristiane, dei sacerdoti e dei religiosi nella Piana di Ninive aggredita dal Daesh.

Aiuti considerevoli sono stati offerti anche in Venezuela, dove i 345.377 euro donati hanno consentito ai sacerdoti di dedicarsi ai poveri attraverso le pentole solidali. Tra le nazioni sostenute anche Nigeria(257.209 euro), Pakistan (234.616 euro), India (209.910 euro) e Egitto(44.500 euro).

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