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Corpus Domini, la festa di Gesù che si fa pane

Origini e storia della festa del “Corpo di Cristo”

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Festa della fede, perché la vivifica e la rafforza, ma soprattutto festa del Signore e dell’Eucaristia, il Corpus Domini – o come viene chiamata in alcuni Paesi, Corpus Christi – richiama alla memoria il mistero dell’Incarnazione e lo perpetua, perché Gesù resta sempre con noi

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Gesù si è fatto uomo come noi e al tempo stesso, diventando come noi, ha reso possibile la “divinizzazione” dell’uomo. È dal mistero dell’Incarnazione che si deve partire per conoscere a fondo questa solennità dedicata ai Santissimi Corpo e Sangue di Cristo, che riassume in sé tutto il mistero della salvezza ed è, quindi, sintesi dell’Anno liturgico. Cristo, per assicurare all’uomo questa speciale identità, si fa pane: ecco, allora, che l’Eucaristia diventa una sorta di continuazione storica dell’Incarnazione.

Origini e storia della festa del “Corpo di Cristo”

Nel 1207 una monaca agostiniana appena quindicenne, Giuliana di Cornillon, di origini belghe, ha la visione di una luna piena con una macchia opaca che la sporca. Gli esperti suoi contemporanei la interpretano così: la luna piena simboleggia la Chiesa; la macchia opaca è l’assenza di una festa che celebri specificamente il Corpo di Gesù Eucaristia. L’anno successivo la stessa religiosa ha una visione più chiara, ma deve lottare molto per far istituire la festa. Ci riuscirà solo a livello diocesano nel 1247 quando diventa vescovo di Liegi Roberto de Thourotte. Sono gli anni in cui la Chiesa combatte l’eresia di Berengario di Tours secondo il quale la presenza di Cristo nell’Eucaristia è solo simbolica e non reale. Berengario, poi, ritratterà, e così la Chiesa stabilirà la presenza di Gesù nell’Eucaristia come dogma di fede. Quando poi nel 1264 l’ex arcidiacono di Liegi diventa Papa Urbano IV, la solennità è estesa a tutta la Chiesa universale e Tommaso d’Aquino viene incaricato di comporne l’ufficio liturgico.

L’Eucaristia al centro del mistero

Il giorno di questa celebrazione a essere protagonista è Gesù. Abbiamo già detto come il Corpus Domini sia la festa dell’Eucaristia e come questa sia il prolungamento dell’Incarnazione. Cristo e l’Eucaristia, sono quindi lo stesso mistero. Inoltre, avere fede che l’Eucaristia in quanto presenza viva di Cristo sia un mistero, è una condizione essenziale per accostarvisi con cuore puro. Un mistero, poi, in quanto tale, non può essere compreso neppure dalle più erudite interpretazioni teologiche, ma va semplicemente accolto e contemplato con amore: per questo si è diffusa nei secoli la pratica dell’adorazione del Santissimo Sacramento, cioè di Gesù Eucaristia. L’Eucaristia racchiude l’opera di salvezza realizzata da Cristo e ci permette di pregustare la pienezza della gloria celeste.

La celebrazione del Corpus Domini

Il Corpus Domini è una festa mobile, che il calendario fissa al giovedì (o alla domenica per alcuni Paesi) della seconda settimana dopo la Pentecoste o, più semplicemente, al giovedì (o alla domenica) successiva alla SS. Trinità. Essendo diventata una delle feste più popolari della cristianità, viene spesso celebrata con imponenti processioni, tradizione introdotta da Giovanni XXII nel 1316.  In passato, a Roma, si svolgeva una solenne processione che il Papa guidava da San Giovanni in Laterano fino a Santa Maria Maggiore. L’anno scorso Papa Francesco ha celebrato la solennità del Corpus Domini nella parrocchia romana di Santa Monica ad Ostia, seguita dalla processione eucaristica alla parrocchia di Nostra Signora di Bonaria.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Corpus Domini, la festa di Gesù che si fa pane

Origini e storia della festa del “Corpo di Cristo”

  

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Festa della fede, perché la vivifica e la rafforza, ma soprattutto festa del Signore e dell’Eucaristia, il Corpus Domini – o come viene chiamata in alcuni Paesi, Corpus Christi – richiama alla memoria il mistero dell’Incarnazione e lo perpetua, perché Gesù resta sempre con noi

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Gesù si è fatto uomo come noi e al tempo stesso, diventando come noi, ha reso possibile la “divinizzazione” dell’uomo. È dal mistero dell’Incarnazione che si deve partire per conoscere a fondo questa solennità dedicata ai Santissimi Corpo e Sangue di Cristo, che riassume in sé tutto il mistero della salvezza ed è, quindi, sintesi dell’Anno liturgico. Cristo, per assicurare all’uomo questa speciale identità, si fa pane: ecco, allora, che l’Eucaristia diventa una sorta di continuazione storica dell’Incarnazione.

Origini e storia della festa del “Corpo di Cristo”

Nel 1207 una monaca agostiniana appena quindicenne, Giuliana di Cornillon, di origini belghe, ha la visione di una luna piena con una macchia opaca che la sporca. Gli esperti suoi contemporanei la interpretano così: la luna piena simboleggia la Chiesa; la macchia opaca è l’assenza di una festa che celebri specificamente il Corpo di Gesù Eucaristia. L’anno successivo la stessa religiosa ha una visione più chiara, ma deve lottare molto per far istituire la festa. Ci riuscirà solo a livello diocesano nel 1247 quando diventa vescovo di Liegi Roberto de Thourotte. Sono gli anni in cui la Chiesa combatte l’eresia di Berengario di Tours secondo il quale la presenza di Cristo nell’Eucaristia è solo simbolica e non reale. Berengario, poi, ritratterà, e così la Chiesa stabilirà la presenza di Gesù nell’Eucaristia come dogma di fede. Quando poi nel 1264 l’ex arcidiacono di Liegi diventa Papa Urbano IV, la solennità è estesa a tutta la Chiesa universale e Tommaso d’Aquino viene incaricato di comporne l’ufficio liturgico.

L’Eucaristia al centro del mistero

Il giorno di questa celebrazione a essere protagonista è Gesù. Abbiamo già detto come il Corpus Domini sia la festa dell’Eucaristia e come questa sia il prolungamento dell’Incarnazione. Cristo e l’Eucaristia, sono quindi lo stesso mistero. Inoltre, avere fede che l’Eucaristia in quanto presenza viva di Cristo sia un mistero, è una condizione essenziale per accostarvisi con cuore puro. Un mistero, poi, in quanto tale, non può essere compreso neppure dalle più erudite interpretazioni teologiche, ma va semplicemente accolto e contemplato con amore: per questo si è diffusa nei secoli la pratica dell’adorazione del Santissimo Sacramento, cioè di Gesù Eucaristia. L’Eucaristia racchiude l’opera di salvezza realizzata da Cristo e ci permette di pregustare la pienezza della gloria celeste.

La celebrazione del Corpus Domini

Il Corpus Domini è una festa mobile, che il calendario fissa al giovedì (o alla domenica per alcuni Paesi) della seconda settimana dopo la Pentecoste o, più semplicemente, al giovedì (o alla domenica) successiva alla SS. Trinità. Essendo diventata una delle feste più popolari della cristianità, viene spesso celebrata con imponenti processioni, tradizione introdotta da Giovanni XXII nel 1316.  In passato, a Roma, si svolgeva una solenne processione che il Papa guidava da San Giovanni in Laterano fino a Santa Maria Maggiore. L’anno scorso Papa Francesco ha celebrato la solennità del Corpus Domini nella parrocchia romana di Santa Monica ad Ostia, seguita dalla processione eucaristica alla parrocchia di Nostra Signora di Bonaria.

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