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«Consacrati, guidate e lasciatevi guidare»

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Il rito della benedizione delle candele e la processione hanno aperto nella Basilica di San Pietro la Messa presieduta da Papa Francesco, in occasione della Giornata della vita consacrata, con i membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica. Nell’omelia il Papa ha insistito sulla virtù dell’obbedienza, quella dimostrata da Giuseppe, dalla Madonna e dallo stesso Gesù, che “non è venuto a fare la sua volontà, ma la volontà del Padre”.
Dunque, “obbedienza e sapienza, nella gioia e nella creatività”; questa l’esortazione di Papa Francesco ai consacrati. Guidate gli altri a Gesù – ha detto loro – ma lasciatevi anche guidare da Lui. Per i consacrati, che il Papa ha acomuniato varie volte in un “noi”, la via dell’obbedienza “prende la forma della regola, improntata al carismo del fondatore”; attraverso di essa i consacrati possono raggiungere la saggezza. La stessa saggezza che nel racconto della Presentazione di Gesù al tempio è rappresentata da Simeone e Anna, “persone docili allo Spirito Santo”.

“Gesù ha fatto la nostra stessa strada, per indicare a noi il cammino nuovo, cioè la via nuova e vivente, che è Lui stesso. E per noi, consacrati, questa è l’unica strada che in concreto e senza alternative, dobbiamo percorrere con gioia e speranza”.

Questa strada passa attraverso l’obbedienza. “Gesù non è venuto a fare la sua volontà – dice il Papa – ma la volontà del Padre. Così chi segue Gesù si mette sulla via dell’obbedienza – continua il Pontefice – abbassandosi e facendo propria la volontà del Padre, anche fino all’annientamento e all’umiliazione di se stesso.
“Per un religioso, progredire significa abbassarsi nel servizio, cioè fare lo stesso cammino di Gesù, che non ritenne un privilegio l’essere come Dio. Abbassarsi facendosi servo per servire”.
Attraverso questa legge – continua Francesco – i consacrati possono raggiungere la sapienza, una dote che opera nel concreto ed è dono dello Spirito Santo. Il suo segno evidente è la gioia.
La scena della Presentazione di Gesù al Tempio torna in evidenza, quando il Papa mette in parallelo il gruppo dei giovani, Maria e Giuseppe, e degli anziani, Simeone e Anna, che accolgono il Bambino. Ambedue i gruppi portano il Bambino, ma sono anche condotti da Lui; ambedue i gruppi sono guidati dall’obbedienza a Dio e alla legge.

Aspetti che negli anziani si declinano attraverso una qualità ulteriore: quella della creatività, propria di chi è pieno di Spirito Santo. In questo modo – dice il Papa – Dio stesso trasforma l’obbedienza in sapienza.

“Attraverso il cammino perseverante nell’obbedienza, matura la saggezza personale e comunitaria, e così diventa possibile anche adattare le regole ai tempi: il vero aggiornamento, infatti, è opera della sapienza, forgiata nella docilità e obbedienza”.
Proprio per questo – sottolinea Papa Francesco – il rinvigorimento e il rinnovamento della vita consacrata avvengono attraverso un amore grande alla regola e anche attraverso la capacità di contemplare e ascoltare gli anziani della congregazione.
“Attraverso questo cammino, siamo preservati dal vivere la nostra consacrazione in maniera light e disincarnata, come fosse una gnosi, che si ridurrebbe ad una “caricatura” della vita religiosa, nella quale si attua una sequela senza rinuncia, una preghiera senza incontro, una vita fraterna senza comunione, un’obbedienza senza fiducia, una carità senza trascendenza. Entriamo, dunque nel mistero – conclude Papa Francesco – che si manifesta nel condurre gli altri a Gesù, lasciandoci allo stesso tempo guidare da Gesù”.

“Questo è ciò che dobbiamo essere: guide guidate”.

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Il rito della benedizione delle candele e la processione hanno aperto nella Basilica di San Pietro la Messa presieduta da Papa Francesco, in occasione della Giornata della vita consacrata, con i membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica. Nell’omelia il Papa ha insistito sulla virtù dell’obbedienza, quella dimostrata da Giuseppe, dalla Madonna e dallo stesso Gesù, che “non è venuto a fare la sua volontà, ma la volontà del Padre”.
Dunque, “obbedienza e sapienza, nella gioia e nella creatività”; questa l’esortazione di Papa Francesco ai consacrati. Guidate gli altri a Gesù – ha detto loro – ma lasciatevi anche guidare da Lui. Per i consacrati, che il Papa ha acomuniato varie volte in un “noi”, la via dell’obbedienza “prende la forma della regola, improntata al carismo del fondatore”; attraverso di essa i consacrati possono raggiungere la saggezza. La stessa saggezza che nel racconto della Presentazione di Gesù al tempio è rappresentata da Simeone e Anna, “persone docili allo Spirito Santo”.

“Gesù ha fatto la nostra stessa strada, per indicare a noi il cammino nuovo, cioè la via nuova e vivente, che è Lui stesso. E per noi, consacrati, questa è l’unica strada che in concreto e senza alternative, dobbiamo percorrere con gioia e speranza”.

Questa strada passa attraverso l’obbedienza. “Gesù non è venuto a fare la sua volontà – dice il Papa – ma la volontà del Padre. Così chi segue Gesù si mette sulla via dell’obbedienza – continua il Pontefice – abbassandosi e facendo propria la volontà del Padre, anche fino all’annientamento e all’umiliazione di se stesso.
“Per un religioso, progredire significa abbassarsi nel servizio, cioè fare lo stesso cammino di Gesù, che non ritenne un privilegio l’essere come Dio. Abbassarsi facendosi servo per servire”.
Attraverso questa legge – continua Francesco – i consacrati possono raggiungere la sapienza, una dote che opera nel concreto ed è dono dello Spirito Santo. Il suo segno evidente è la gioia.
La scena della Presentazione di Gesù al Tempio torna in evidenza, quando il Papa mette in parallelo il gruppo dei giovani, Maria e Giuseppe, e degli anziani, Simeone e Anna, che accolgono il Bambino. Ambedue i gruppi portano il Bambino, ma sono anche condotti da Lui; ambedue i gruppi sono guidati dall’obbedienza a Dio e alla legge.

Aspetti che negli anziani si declinano attraverso una qualità ulteriore: quella della creatività, propria di chi è pieno di Spirito Santo. In questo modo – dice il Papa – Dio stesso trasforma l’obbedienza in sapienza.

“Attraverso il cammino perseverante nell’obbedienza, matura la saggezza personale e comunitaria, e così diventa possibile anche adattare le regole ai tempi: il vero aggiornamento, infatti, è opera della sapienza, forgiata nella docilità e obbedienza”.
Proprio per questo – sottolinea Papa Francesco – il rinvigorimento e il rinnovamento della vita consacrata avvengono attraverso un amore grande alla regola e anche attraverso la capacità di contemplare e ascoltare gli anziani della congregazione.
“Attraverso questo cammino, siamo preservati dal vivere la nostra consacrazione in maniera light e disincarnata, come fosse una gnosi, che si ridurrebbe ad una “caricatura” della vita religiosa, nella quale si attua una sequela senza rinuncia, una preghiera senza incontro, una vita fraterna senza comunione, un’obbedienza senza fiducia, una carità senza trascendenza. Entriamo, dunque nel mistero – conclude Papa Francesco – che si manifesta nel condurre gli altri a Gesù, lasciandoci allo stesso tempo guidare da Gesù”.

“Questo è ciò che dobbiamo essere: guide guidate”.

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