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Conoscevate questi 10 divertenti aneddoti sui papi?

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Questi Vicari di Cristo hanno mantenuto il senso dell’umorismo mentre guidavano la Chiesa

Chi ha detto che i papi non sanno godersi uno scherzo? Ecco qualche esempio…

Sisto V: Un giorno il papa venne invitato ad assistere a un “miracolo” in una chiesa di Roma, una croce che sanguinava. Giunto sul posto, si rese conto che qualcosa non andava. Chiese allora che gli portassero un’ascia, e davanti alla croce disse: “Come Cristo ti adoro, come legno ti taglio”. Venne scoperto l’inganno, perché dall’interno della croce uscirono delle spugne imbevute di sangue. Per via della perspicacia del pontefice, si diffuse tra i romani il detto: “Come papa Sisto, che non ha perdonato neanche Gesù Cristo”.

Leone XIII: Il papa aveva riempito i Giardini Vaticani di animali che gli erano stati regalati durante il suo pontificato. Un giorno, mentre passeggiava, venne qausi gettato a terra da una gazzella che passò a tutta velocità. I presenti furono presi da grande spavento, ma il papa, sfoderando grande tranquillità per calmare tutti, disse: “Dove si è mai visto che un ‘Leone’ abbia paura di una gazzella indifesa?”

Sempre Leone XIII: Un giorno concesse un’udienza a un signore spagnolo, che molto grato gli disse: “Sua Santità, la ringrazio per questa grande occasione. Pensi che qualche giorno prima di morire anche Pio IX mi concesse un’udienza”, al che il papa replicò: “Se avessi saputo prima che lei è così pericoloso per i papi avrei rimandato di qualche anno l’incontro!”


LEGGI ANCHE: Le 5 ricette più amate da Papi e Santi


Pio XII: Questo aneddoto venne raccontato dal papa stesso, e riguarda due cardinali durante il suo pontificato. Un tale monsignore, di nome Spirito Maria Chiappetta, alloggiava in una stanza sopra a quella di monsignor Tardini. Monsignor Chiappetta aveva la brutta abitudine di spostare i mobili di notte, per cui monsignor Tardini chiese a una suora di dirgli che se non avesse smesso di fare rumore sarebbe andato da lui e lo avrebbe preso a calci nel suo cognome. Allora Pio XII fece chiamare monsignor Tardini, chiedendogli una spiegazione per il suo comportamento, al che questi rispose: “Non potevo dirgli che lo avrei preso a calci nel suo nome. Si chiama Spirito Maria!”

Giovanni XXIII: Il “papa buono” era noto per il suo carattere scherzoso. Durante un discorso disse: “Mi capita continuamente di svegliarmi di notte e di iniziare a pensare a una serie di gravi problemi. Allora prendo la decisione coraggiosa di andare al mattino a parlare col papa. Poi mi sveglio completamente e mi ricordo che il papa sono io”.

Un’altra perla si riferisce al periodo in cui era nunzio in Francia. Durante un ricevimento gli venne presentato il rabbino capo di Parigi, con cui monsignor Roncalli intavolò una cordiale conversazione. Quando gli ospiti passarono nel salone, il rabbino invitò gentilmente il nunzio a precederlo, ma Roncalli gli rispose: “Prego, prima l’Antico Testamento…”

Paolo VI: Un giorno chiamò il convento del Santo Spirito di Roma e rispose una suora che disse: “Salve, sono la Madre Superiora dello Spirito Santo”. Il papa rispose: “Mi dispiace, dovrà adattarsi all’umile Vicario di Cristo sulla terra”.


LEGGI ANCHE: Perché papa Francesco ci invita a vedere il film “Il pranzo di Babette”?


Giovanni Paolo II: Durante un conclave, un cardinale anziano si avvicinò al cardinal Wojtyła per rimproverarlo di una certa condotta: “Eminenza, ho sentito dire che lei va a sciare, scala montagne, va in bicicletta… Non credo si adatti a un principe della Chiesa”. Il futuro papa risposte: “Ma sa che in Polonia il 50% dei cardinali si dedica a queste attività?” La risposta fu molto intelligente, calcolando che in Polonia all’epoca c’erano solo due cardinali.

Papa Francesco: con la sua “picardía argentina” ci ha regalato più di un aneddoto. In questa sede menzioneremo solo due sue telefonate. La prima è stata quella come papa neoeletto: “Buongiorno, sono papa Francesco, vorrei parlare con il Padre Generale”, ha detto il pontefice, al che il portiere dei gesuiti ha risposto: “Sì, e io sono Napoleone!”. Il giorno in cui ha chiamato le carmelitane di Lucena (Córdoba) per salutarle non ha ricevuto risposta perché in quel momento stavano pregando. Il papa ha lasciato questo messaggio sulla segreteria telefonica: “Cosa andate facendo di così importante da non poter rispondere alle telefonate?”

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Chi ha detto che i papi non sanno godersi uno scherzo? Ecco qualche esempio…

Sisto V: Un giorno il papa venne invitato ad assistere a un “miracolo” in una chiesa di Roma, una croce che sanguinava. Giunto sul posto, si rese conto che qualcosa non andava. Chiese allora che gli portassero un’ascia, e davanti alla croce disse: “Come Cristo ti adoro, come legno ti taglio”. Venne scoperto l’inganno, perché dall’interno della croce uscirono delle spugne imbevute di sangue. Per via della perspicacia del pontefice, si diffuse tra i romani il detto: “Come papa Sisto, che non ha perdonato neanche Gesù Cristo”.

Leone XIII: Il papa aveva riempito i Giardini Vaticani di animali che gli erano stati regalati durante il suo pontificato. Un giorno, mentre passeggiava, venne qausi gettato a terra da una gazzella che passò a tutta velocità. I presenti furono presi da grande spavento, ma il papa, sfoderando grande tranquillità per calmare tutti, disse: “Dove si è mai visto che un ‘Leone’ abbia paura di una gazzella indifesa?”

Sempre Leone XIII: Un giorno concesse un’udienza a un signore spagnolo, che molto grato gli disse: “Sua Santità, la ringrazio per questa grande occasione. Pensi che qualche giorno prima di morire anche Pio IX mi concesse un’udienza”, al che il papa replicò: “Se avessi saputo prima che lei è così pericoloso per i papi avrei rimandato di qualche anno l’incontro!”


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Pio XII: Questo aneddoto venne raccontato dal papa stesso, e riguarda due cardinali durante il suo pontificato. Un tale monsignore, di nome Spirito Maria Chiappetta, alloggiava in una stanza sopra a quella di monsignor Tardini. Monsignor Chiappetta aveva la brutta abitudine di spostare i mobili di notte, per cui monsignor Tardini chiese a una suora di dirgli che se non avesse smesso di fare rumore sarebbe andato da lui e lo avrebbe preso a calci nel suo cognome. Allora Pio XII fece chiamare monsignor Tardini, chiedendogli una spiegazione per il suo comportamento, al che questi rispose: “Non potevo dirgli che lo avrei preso a calci nel suo nome. Si chiama Spirito Maria!”

Giovanni XXIII: Il “papa buono” era noto per il suo carattere scherzoso. Durante un discorso disse: “Mi capita continuamente di svegliarmi di notte e di iniziare a pensare a una serie di gravi problemi. Allora prendo la decisione coraggiosa di andare al mattino a parlare col papa. Poi mi sveglio completamente e mi ricordo che il papa sono io”.

Un’altra perla si riferisce al periodo in cui era nunzio in Francia. Durante un ricevimento gli venne presentato il rabbino capo di Parigi, con cui monsignor Roncalli intavolò una cordiale conversazione. Quando gli ospiti passarono nel salone, il rabbino invitò gentilmente il nunzio a precederlo, ma Roncalli gli rispose: “Prego, prima l’Antico Testamento…”

Paolo VI: Un giorno chiamò il convento del Santo Spirito di Roma e rispose una suora che disse: “Salve, sono la Madre Superiora dello Spirito Santo”. Il papa rispose: “Mi dispiace, dovrà adattarsi all’umile Vicario di Cristo sulla terra”.


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Giovanni Paolo II: Durante un conclave, un cardinale anziano si avvicinò al cardinal Wojtyła per rimproverarlo di una certa condotta: “Eminenza, ho sentito dire che lei va a sciare, scala montagne, va in bicicletta… Non credo si adatti a un principe della Chiesa”. Il futuro papa risposte: “Ma sa che in Polonia il 50% dei cardinali si dedica a queste attività?” La risposta fu molto intelligente, calcolando che in Polonia all’epoca c’erano solo due cardinali.

Papa Francesco: con la sua “picardía argentina” ci ha regalato più di un aneddoto. In questa sede menzioneremo solo due sue telefonate. La prima è stata quella come papa neoeletto: “Buongiorno, sono papa Francesco, vorrei parlare con il Padre Generale”, ha detto il pontefice, al che il portiere dei gesuiti ha risposto: “Sì, e io sono Napoleone!”. Il giorno in cui ha chiamato le carmelitane di Lucena (Córdoba) per salutarle non ha ricevuto risposta perché in quel momento stavano pregando. Il papa ha lasciato questo messaggio sulla segreteria telefonica: “Cosa andate facendo di così importante da non poter rispondere alle telefonate?”

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