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Concistoro a giugno, ecco i nuovi cardinali di Francesco

Il Prossimo Concistoro

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Il Papa ha annunciato una nuova “infornataˮ di porporati: sono 14, 11 elettori e 3 ultraottantenni. C’è il patriarca caldeo Luis Sako, il Prefetto della fede Ladaria, l’elemosiniere Krajewski, il Sostituto Becciu, il vicario di Roma De Donatis

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

Ha fatto come sempre, un annuncio a sorpresa, senza che i nominati fossero allertati in precedenza. Ha tenuto fino all’ultimo segreto l’elenco dei nuovi porporati, per evitare fughe di notizie. Papa Francesco ha annunciato al Regina Coeli di oggi, domenica 20 maggio 2018, festa di Pentecoste, un nuovo concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali: 11 di loro sono elettori, con meno di ottant’anni, e dunque membri votanti in un eventuale conclave. A questi si aggiungono tre ultraottantenni, figure simboliche che il Pontefice argentino vuole aggregare al collegio cardinalizio.  

«Sono lieto di annunciare che il 29 giugno – ha detto Francesco – terrò un concistoro per la nomina di 14 nuovi cardinali. La loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra. L’inserimento dei nuovi cardinali nella diocesi di Roma, inoltre, manifesta l’inscindibile legame tra la sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo». 
  
Questi i nomi dei nuovi porporati, che riceveranno la berretta rossa dalle mani di Francesco durante il concistoro che sarà celebrato il prossimo 29 giugno. Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq; Luis Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, dal 1° luglio 2017 Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede; Angelo De Donatis, Vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato; Konrad Krajewski, polacco, Elemosiniere pontificio; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan; Antonio dos Santos Marto, portoghese, vescovo di Leiria-Fatima; Pedro Ricardo Barreto Jimeno, gesuita, arcivescovo di Huancayo, in Perù; Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina, in Madagascar; Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila; Thomas Aquino Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, in Giappone.  
 
Insieme a loro ci sono tre ultraottantenni che, ha detto il Pontefice, «si sono distinti per il loro servizio a la Chiesa»: Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito messicano; Toribio Ticona Porco, prelato emerito di Corocoro, in Bolivia; padre Aquilino Bocos Merino, dei missionari clarettiani, l’unico non vescovo tra le nomine annunciate oggi. 
 
Apre la lista il patriarca caldeo Sako, una nomina significativa nel panorama del Medio Oriente. Come pure è significativa la porpora che raggiunge l’arcivescovo di Karachi, in Pakistan. Ricevono la berretta a sorpresa il vescovo elemosiniere Konrad Krajewski, e il Sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu, quest’ultimo destinato a ricoprire nelle prossime settimane un nuovo incarico in Vaticano. Le nomine strettamente curiali sono tre. 
 
Tra gli italiani residenziali non si sono l’arcivescovo di Milano (il predecessore Scola, peraltro, non ha ancora ottant’anni, lo stesso meccanismo può essere stato preso in considerazione per il nuovo arcivescovo di Parigi, anch’egli non incluso) e gli altri pastori di grandi città, ma quello dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi – che il Papa conosce personalmente e la cui designazione rappresenta anche un segno di attenzione verso le popolazioni colpite dal terremoto – oltre al Vicario di Roma. Mentre il neo cardinale peruviano Pedro Barreto, nel 2012 era stato minacciato di morte dopo la pubblicazione di una lettera in cui chiedeva di fermare le attività estrattive nella regione amazzonica.
 
 
Questa la nuova composizione del collegio che il 29 giugno prossimo passa ad essere composto da 115 a 125 votanti in caso di conclave (in giugno il cardinale Amato compirà ottantant’anni): di questi 59 sono stati nominati dall’attuale Pontefice, il gruppo più consistente (47 sono quelli creati di Papa Ratzinger, 19 da Giovanni Paolo II). I porporati elettori provenienti dall’Europa passano da 47 a 53; quelli dell’America del Nord rimangono 17; quelli dell’America Centrale rimangano 5, quelli dell’America del Sud da 12 a 13; quelli dell’Africa da 15 a 16; quelli dell’Asia da 14 a 17; quelli dell’Oceania rimangono 4. 
 
Tra le sorprese c’è dunque l’inclusione nella lista di monsignor Kraiewski, Elemosiniere dedito notte e giorno ad aiutare poveri, senzatetto, migranti e rifugiati. «Non ne sapevo nulla – ha detto a Vatican Insider pochi minuti dopo aver ascoltato il suo nome dalla voce del Pontefice – stavo per uscire in bicicletta dal Vaticano quando mi hanno avvertito che dovevo ascoltare il Papa al Regina Coeli. Per me è una sorpresa totale…». 
 
«Davvero il papa mi ha nominato cardinale? Ma nessuno me l’ha chiesto!». Così ha reagito, con un sorriso, il neo cardinale Louis Sako, che ha ricevuto la notizia per telefono dall’Editrice missionaria italiana (Emi) pochi minuti dopo l’annuncio in diretta TV. «Questa nomina non è per me ma per la Chiesa in Iraq e per l’Iraq. Tutto il nostro Paese ha bisogno di appoggio. Questa nomina assomiglia a quella del nunzio in Siria Zenari, come segno di sostegno di Papa Francesco alla nostra Chiesa. Sono molto grato a Papa Francesco. Farò tutto quello che posso a servizio della Chiesa». 

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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ANDREA TORNIELLI
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Ha fatto come sempre, un annuncio a sorpresa, senza che i nominati fossero allertati in precedenza. Ha tenuto fino all’ultimo segreto l’elenco dei nuovi porporati, per evitare fughe di notizie. Papa Francesco ha annunciato al Regina Coeli di oggi, domenica 20 maggio 2018, festa di Pentecoste, un nuovo concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali: 11 di loro sono elettori, con meno di ottant’anni, e dunque membri votanti in un eventuale conclave. A questi si aggiungono tre ultraottantenni, figure simboliche che il Pontefice argentino vuole aggregare al collegio cardinalizio.  

«Sono lieto di annunciare che il 29 giugno – ha detto Francesco – terrò un concistoro per la nomina di 14 nuovi cardinali. La loro provenienza esprime l’universalità della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra. L’inserimento dei nuovi cardinali nella diocesi di Roma, inoltre, manifesta l’inscindibile legame tra la sede di Pietro e le Chiese particolari diffuse nel mondo». 
  
Questi i nomi dei nuovi porporati, che riceveranno la berretta rossa dalle mani di Francesco durante il concistoro che sarà celebrato il prossimo 29 giugno. Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq; Luis Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, dal 1° luglio 2017 Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede; Angelo De Donatis, Vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato; Konrad Krajewski, polacco, Elemosiniere pontificio; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan; Antonio dos Santos Marto, portoghese, vescovo di Leiria-Fatima; Pedro Ricardo Barreto Jimeno, gesuita, arcivescovo di Huancayo, in Perù; Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina, in Madagascar; Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila; Thomas Aquino Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, in Giappone.  
 
Insieme a loro ci sono tre ultraottantenni che, ha detto il Pontefice, «si sono distinti per il loro servizio a la Chiesa»: Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito messicano; Toribio Ticona Porco, prelato emerito di Corocoro, in Bolivia; padre Aquilino Bocos Merino, dei missionari clarettiani, l’unico non vescovo tra le nomine annunciate oggi. 
 
Apre la lista il patriarca caldeo Sako, una nomina significativa nel panorama del Medio Oriente. Come pure è significativa la porpora che raggiunge l’arcivescovo di Karachi, in Pakistan. Ricevono la berretta a sorpresa il vescovo elemosiniere Konrad Krajewski, e il Sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu, quest’ultimo destinato a ricoprire nelle prossime settimane un nuovo incarico in Vaticano. Le nomine strettamente curiali sono tre. 
 
Tra gli italiani residenziali non si sono l’arcivescovo di Milano (il predecessore Scola, peraltro, non ha ancora ottant’anni, lo stesso meccanismo può essere stato preso in considerazione per il nuovo arcivescovo di Parigi, anch’egli non incluso) e gli altri pastori di grandi città, ma quello dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi – che il Papa conosce personalmente e la cui designazione rappresenta anche un segno di attenzione verso le popolazioni colpite dal terremoto – oltre al Vicario di Roma. Mentre il neo cardinale peruviano Pedro Barreto, nel 2012 era stato minacciato di morte dopo la pubblicazione di una lettera in cui chiedeva di fermare le attività estrattive nella regione amazzonica.
 
 
Questa la nuova composizione del collegio che il 29 giugno prossimo passa ad essere composto da 115 a 125 votanti in caso di conclave (in giugno il cardinale Amato compirà ottantant’anni): di questi 59 sono stati nominati dall’attuale Pontefice, il gruppo più consistente (47 sono quelli creati di Papa Ratzinger, 19 da Giovanni Paolo II). I porporati elettori provenienti dall’Europa passano da 47 a 53; quelli dell’America del Nord rimangono 17; quelli dell’America Centrale rimangano 5, quelli dell’America del Sud da 12 a 13; quelli dell’Africa da 15 a 16; quelli dell’Asia da 14 a 17; quelli dell’Oceania rimangono 4. 
 
Tra le sorprese c’è dunque l’inclusione nella lista di monsignor Kraiewski, Elemosiniere dedito notte e giorno ad aiutare poveri, senzatetto, migranti e rifugiati. «Non ne sapevo nulla – ha detto a Vatican Insider pochi minuti dopo aver ascoltato il suo nome dalla voce del Pontefice – stavo per uscire in bicicletta dal Vaticano quando mi hanno avvertito che dovevo ascoltare il Papa al Regina Coeli. Per me è una sorpresa totale…». 
 
«Davvero il papa mi ha nominato cardinale? Ma nessuno me l’ha chiesto!». Così ha reagito, con un sorriso, il neo cardinale Louis Sako, che ha ricevuto la notizia per telefono dall’Editrice missionaria italiana (Emi) pochi minuti dopo l’annuncio in diretta TV. «Questa nomina non è per me ma per la Chiesa in Iraq e per l’Iraq. Tutto il nostro Paese ha bisogno di appoggio. Questa nomina assomiglia a quella del nunzio in Siria Zenari, come segno di sostegno di Papa Francesco alla nostra Chiesa. Sono molto grato a Papa Francesco. Farò tutto quello che posso a servizio della Chiesa». 

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