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Concistoro e cardinali: una storia a ritroso nel tempo (foto)

Vita Ecclesiale

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Le origini del Concistoro e della figura dei cardinali: con testi e foto un viaggio all’indietro nel tempo per comprendere la ricchezza dell’oggi
 

Debora Donnini-Città del Vaticano

Domani nel Concistoro ordinario pubblico vengono creati da Papa Francesco 14 nuovi cardinali. Una storia, quella del cardinalato, che ha origini lontane. La parola deriva da “cardine” ed indica il punto dove ruota la porta. Il ruolo dei cardinali, infatti, è strettamente collegato non solo all’elezione del Pontefice ma alla collaborazione con il Papa nella sua funzione di Pastore della Chiesa universale, come spiega il Codice di Diritto Canonico in merito.

Come nascono i cardinali

Nella chiesa antica il Papa aveva come collaboratori alcuni presbiteri preposti alla cura delle più antiche chiese di Roma, diaconi che amministravano il Palazzo del Laterano e i sette dipartimenti di Roma, e vescovi suburbicari, cioè delle diocesi vicino a Roma. Qui le origini dei cardinali e dei tre ordini: i cardinali vescovi, i cardinali presbiteri e i cardinali diaconi.  Ma è con Niccolò II nel 1059 che viene riservata l’elezione del Papa ai soli cardinali vescovi romani e non più al clero della Diocesi di Roma. Nel 1179 Papa Alessandro III allarga, poi, questo diritto a tutti i cardinali: proprio nel XII secolo iniziano ad essere nominati cardinali anche prelati residenti fuori di Roma.

Chi può essere nominato cardinale

Nel passato anche i laici potevano essere nominati cardinali e subito dopo ricevevano l’ordinazione diaconale ma nel 1918 Benedetto XV decise che tutti i cardinali dovessero essere ordinati presbiteri. Giovanni XXIII decise che dovessero essere ordinati vescovi. Oggi i cardinali possono essere liberamente eletti dal Papa tra i chierici che abbiano ricevuto almeno il presbiterato. Gli ultimi tre Papi, di fatto, hanno elevato alla dignità cardinalizia anche sacerdoti con oltre 80 anni, che quindi non hanno diritto di voto al Conclave. 

Il Concistoro

I nuovi cardinali vengono creati nel Concistoro. Andando a ritroso nel tempo si vede come il termine derivi dall’antica Roma: il “sacro concistoro” era il consiglio privato dell’imperatore composto dai suoi collaboratori più stretti. I Concistori sono, quindi, riunioni del Collegio cardinalizio e si dividono in ordinari e straordinari: i primi con i cardinali residenti a Roma, ai secondi devono partecipare tutti i cardinali. Quello per la creazione dei cardinali è un Concistoro ordinario pubblico. E’ poi interessante sapere che non tutti i nomi dei cardinali vengono resi noti prima perché ci sono casi rari in cui il nome del cardinale non viene rivelato, per particolari ragioni di pericolo e quindi per proteggerlo.

Il Conclave

Nel Conclave, invece, i cardinale eleggono il Pontefice. E mentre nei primi secoli il loro numero oscillava fra i 20 e i 40, fu fissato a 70 con Sisto V nel 1586 e, infine, Paolo VI portò il numero dei cardinali elettori massimo a 120. Un limite confermato dai Successori che però a volte vi hanno derogato. Ad oggi – prima quindi del Concistoro di domani – i cardinali sono 212, di cui 114 elettori e 98 non elettori. Domani verranno fatti 14 nuovi cardinali, di cui 3 non elettori. Fu lo stesso Paolo VI con la Lettera apostolica Ingravescentem Aetatem a stabilire il limite di 80 anni per i cardinali che eleggono il Papa. Oggi i cardinali provengono dai Cinque Continenti e precisamente da 83 Paesi. Fra loro, c’è il Decano del Collegio cardinalizio, che viene eletto e presiede il Collegio dei cardinali e il Conclave. C’è poi il Camerlengo che amministra i beni della Santa Sede, regge la sede vacante e convoca il Conclave. Il primo dei cardinali diaconi si chiama Protodiacono e deve annunciare al popolo cristiano l’elezione del nuovo Papa con il noto Habemus Papam.

I segni

I segni che contraddistinguono la nomina cardinalizia sono l’assegnazione di una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia),  l’anello, in uso dal XII secolo, e la berretta rosso porpora. Un colore che caratterizza gli abiti dei porporati e rimanda al segno di disponibilità al martirio.

Papa Francesco e i cardinali

Nei Concistori che Papa Francesco ha tenuto, ha ricordato ai neo porporati la loro vocazione a servire. “Lui non vi ha chiamati a diventare ‘principi’ nella Chiesa, a ‘sedere alla sua destra o alla sua sinistra’. Vi chiama a servire come Lui e con Lui. A servire il Padre e i fratelli”, ha detto, in particolare, nel Concistoro ordinario pubblico del 28 giugno dello scorso anno. Li ha anche spesso invitati a spendere la propria vita per la gente come “segni di riconciliazione”. “Caro fratello neo Cardinale – disse nel 2016 – il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore; la nostra meta e aspirazione è cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione”. E ancora nel 2015 ricordò ai neo cardinali che la loro chiamata è ad essere uomini di speranza e carità e, nel Concistoro ordinario pubblico dell’anno precedente, sottolineò: la Chiesa “ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione,con me e tra di voi. La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità”. Va anche ricordato che Papa Francesco con un Chirografo del 2013 ha Istituito un Consiglio di cardinali, detto comunemente C9, per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e proporre la revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Debora Donnini-Città del Vaticano

Domani nel Concistoro ordinario pubblico vengono creati da Papa Francesco 14 nuovi cardinali. Una storia, quella del cardinalato, che ha origini lontane. La parola deriva da “cardine” ed indica il punto dove ruota la porta. Il ruolo dei cardinali, infatti, è strettamente collegato non solo all’elezione del Pontefice ma alla collaborazione con il Papa nella sua funzione di Pastore della Chiesa universale, come spiega il Codice di Diritto Canonico in merito.

Come nascono i cardinali

Nella chiesa antica il Papa aveva come collaboratori alcuni presbiteri preposti alla cura delle più antiche chiese di Roma, diaconi che amministravano il Palazzo del Laterano e i sette dipartimenti di Roma, e vescovi suburbicari, cioè delle diocesi vicino a Roma. Qui le origini dei cardinali e dei tre ordini: i cardinali vescovi, i cardinali presbiteri e i cardinali diaconi.  Ma è con Niccolò II nel 1059 che viene riservata l’elezione del Papa ai soli cardinali vescovi romani e non più al clero della Diocesi di Roma. Nel 1179 Papa Alessandro III allarga, poi, questo diritto a tutti i cardinali: proprio nel XII secolo iniziano ad essere nominati cardinali anche prelati residenti fuori di Roma.

Chi può essere nominato cardinale

Nel passato anche i laici potevano essere nominati cardinali e subito dopo ricevevano l’ordinazione diaconale ma nel 1918 Benedetto XV decise che tutti i cardinali dovessero essere ordinati presbiteri. Giovanni XXIII decise che dovessero essere ordinati vescovi. Oggi i cardinali possono essere liberamente eletti dal Papa tra i chierici che abbiano ricevuto almeno il presbiterato. Gli ultimi tre Papi, di fatto, hanno elevato alla dignità cardinalizia anche sacerdoti con oltre 80 anni, che quindi non hanno diritto di voto al Conclave. 

Il Concistoro

I nuovi cardinali vengono creati nel Concistoro. Andando a ritroso nel tempo si vede come il termine derivi dall’antica Roma: il “sacro concistoro” era il consiglio privato dell’imperatore composto dai suoi collaboratori più stretti. I Concistori sono, quindi, riunioni del Collegio cardinalizio e si dividono in ordinari e straordinari: i primi con i cardinali residenti a Roma, ai secondi devono partecipare tutti i cardinali. Quello per la creazione dei cardinali è un Concistoro ordinario pubblico. E’ poi interessante sapere che non tutti i nomi dei cardinali vengono resi noti prima perché ci sono casi rari in cui il nome del cardinale non viene rivelato, per particolari ragioni di pericolo e quindi per proteggerlo.

Il Conclave

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Nel Conclave, invece, i cardinale eleggono il Pontefice. E mentre nei primi secoli il loro numero oscillava fra i 20 e i 40, fu fissato a 70 con Sisto V nel 1586 e, infine, Paolo VI portò il numero dei cardinali elettori massimo a 120. Un limite confermato dai Successori che però a volte vi hanno derogato. Ad oggi – prima quindi del Concistoro di domani – i cardinali sono 212, di cui 114 elettori e 98 non elettori. Domani verranno fatti 14 nuovi cardinali, di cui 3 non elettori. Fu lo stesso Paolo VI con la Lettera apostolica Ingravescentem Aetatem a stabilire il limite di 80 anni per i cardinali che eleggono il Papa. Oggi i cardinali provengono dai Cinque Continenti e precisamente da 83 Paesi. Fra loro, c’è il Decano del Collegio cardinalizio, che viene eletto e presiede il Collegio dei cardinali e il Conclave. C’è poi il Camerlengo che amministra i beni della Santa Sede, regge la sede vacante e convoca il Conclave. Il primo dei cardinali diaconi si chiama Protodiacono e deve annunciare al popolo cristiano l’elezione del nuovo Papa con il noto Habemus Papam.

I segni

I segni che contraddistinguono la nomina cardinalizia sono l’assegnazione di una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia),  l’anello, in uso dal XII secolo, e la berretta rosso porpora. Un colore che caratterizza gli abiti dei porporati e rimanda al segno di disponibilità al martirio.

Papa Francesco e i cardinali

Nei Concistori che Papa Francesco ha tenuto, ha ricordato ai neo porporati la loro vocazione a servire. “Lui non vi ha chiamati a diventare ‘principi’ nella Chiesa, a ‘sedere alla sua destra o alla sua sinistra’. Vi chiama a servire come Lui e con Lui. A servire il Padre e i fratelli”, ha detto, in particolare, nel Concistoro ordinario pubblico del 28 giugno dello scorso anno. Li ha anche spesso invitati a spendere la propria vita per la gente come “segni di riconciliazione”. “Caro fratello neo Cardinale – disse nel 2016 – il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore; la nostra meta e aspirazione è cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione”. E ancora nel 2015 ricordò ai neo cardinali che la loro chiamata è ad essere uomini di speranza e carità e, nel Concistoro ordinario pubblico dell’anno precedente, sottolineò: la Chiesa “ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione,con me e tra di voi. La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità”. Va anche ricordato che Papa Francesco con un Chirografo del 2013 ha Istituito un Consiglio di cardinali, detto comunemente C9, per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e proporre la revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana.

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