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Come educare i propri figli al rispetto dell’Eucaristia?

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Ecco alcune idee per aiutare i propri figli ad approfondire la loro fede in Gesù Eucaristia e a vivere una maggiore vicinanza con Lui, che abbiano già fatto la Prima Comunione o meno.

di Christine Ponsard

Ludovico, 10 anni, esce dalla chiesa dopo la messa. Davanti agli occhi attoniti di uno dei suoi cugini, tira fuori un’ostia dalla tasca e, ridendo, dice: “Il corpo di Cristo”, prima di mangiarla. Al momento della comunione, si era messo in tasca l’ostia consacrata senza che nessuno lo vedesse e pensava di fare il furbo mostrando questa “prodezza” al cugino. Una triste prodezza, in verità, che dimostra chiaramente che Ludovico non ha capito un granché dell’Eucaristia. Questo tipo di comportamento non è raro, e questo dovrebbe portarci a prendere decisioni ferme per educare i bambini al rispetto dell’Eucaristia.

Perché rispettare il pane e il vino consacrati?

La risposta è, o dovrebbe essere, ovvia: il pane e il vino consacrati non sono più pane e vino, ma il Corpo e il Sangue di Gesù. “Con la consacrazione del pane e del vino tutta la sostanza del pane si trasforma nella sostanza del Corpo di Cristo nostro Signore e tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue (…). La presenza eucaristica di Cristo inizia al momento della consacrazione e dura finché sussistono le specie eucaristiche”, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, § 1376 e 1377. I gesti di adorazione esprimono e sostengono la nostra fede. Noi rispettiamo le Sacre Specie perché crediamo che Gesù sia veramente presente lì. Ma è vero anche l’inverso: i gesti di adorazione ci aiutano a credere che l’Ostia Consacrata sia Gesù.

Certo, Gesù ci è vicino e possiamo usare la più grande familiarità con Lui, ma Egli è anche l’Altissimo, e questa familiarità non può che essere adorante, questo è particolarmente vero quando Egli si dona a noi nell’Eucaristia. Egli sceglie infatti cibi così banali che è facile dimenticare che il pane e il vino consacrati non sono più pane e vino. I gesti di adorazione ci aiutano ad entrare in questa realtà che sfugge ai nostri sensi: Gesù è lì, presente.

Ricordare ai bambini alcuni principi elementari

L’educazione al rispetto dell’Eucaristia inizia molto prima della Prima Comunione. Quando un bambino piccolo vede i suoi genitori inginocchiarsi al momento della consacrazione e dopo la comunione, sente che questa ostia bianca non è un semplice pezzo di pane, ma che è qualcosa di eccezionale. Crescendo, imiterà naturalmente i gesti e gli atteggiamenti dei più grandi, e questa educazione del corpo è già un modo per scoprire l’Eucaristia.

Certo, i gesti non bastano: la catechesi eucaristica non può limitarsi all’apprendimento di atteggiamenti che rischierebbero di diventare abitudini vuote di senso. Si può adorare Gesù in verità senza inginocchiarsi, ma non è Gesù che ha bisogno che ci inginocchiamo: siamo noi. Siamo esseri umani, ed è indispensabile per noi pregare con il nostro corpo. Se non facciamo nessun gesto di adorazione, se non insegniamo ai bambini a farlo, finiremo per non saper più adorare.

La preparazione alla Prima Comunione deve insistere su questa educazione al rispetto dell’Eucaristia: l’essenziale non è lì, ma passa di lì. Cogliere il momento della consacrazione con una particolare solennità, curare i gesti di comunione, ricordare ai bambini alcuni principi elementari (come non mangiare caramelle durante la messa), tutto questo è importante.

Digiuno eucaristico per prepararsi a ricevere Gesù

D’altra parte, non dimentichiamo il digiuno eucaristico. Poiché le regole di questo digiuno sono state notevolmente ammorbidite (si chiede di astenersi da ogni cibo o bevanda, tranne acqua e farmaci, almeno un’ora prima della comunione), siamo arrivati ora a considerarlo facoltativo. Eppure questo digiuno è un modo molto bello e molto concreto, quindi profondamente umano, di prepararci a ricevere Gesù. I bambini sono capacissimi di comprenderne il significato e la portata se viene loro presentato non come un obbligo formale, ma come un atto di rispetto e di amore.

L’educazione al rispetto dell’Eucaristia è compito di tutti: non esitiamo nella nostra parrocchia a suscitare una riflessione sull’argomento. Quale gesto di adorazione dovrebbe essere proposto ai bambini al momento della consacrazione? Come possiamo favorire il loro raccoglimento durante la comunione? Che atteggiamento dobbiamo adottare quando un bambino va a fare la comunione masticando una gomma o disturbando? Tante domande che richiedono risposte concrete e, soprattutto, un approfondimento della nostra fede in Gesù nell’Eucaristia.

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Ludovico, 10 anni, esce dalla chiesa dopo la messa. Davanti agli occhi attoniti di uno dei suoi cugini, tira fuori un’ostia dalla tasca e, ridendo, dice: “Il corpo di Cristo”, prima di mangiarla. Al momento della comunione, si era messo in tasca l’ostia consacrata senza che nessuno lo vedesse e pensava di fare il furbo mostrando questa “prodezza” al cugino. Una triste prodezza, in verità, che dimostra chiaramente che Ludovico non ha capito un granché dell’Eucaristia. Questo tipo di comportamento non è raro, e questo dovrebbe portarci a prendere decisioni ferme per educare i bambini al rispetto dell’Eucaristia.

Perché rispettare il pane e il vino consacrati?

La risposta è, o dovrebbe essere, ovvia: il pane e il vino consacrati non sono più pane e vino, ma il Corpo e il Sangue di Gesù. “Con la consacrazione del pane e del vino tutta la sostanza del pane si trasforma nella sostanza del Corpo di Cristo nostro Signore e tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue (…). La presenza eucaristica di Cristo inizia al momento della consacrazione e dura finché sussistono le specie eucaristiche”, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, § 1376 e 1377. I gesti di adorazione esprimono e sostengono la nostra fede. Noi rispettiamo le Sacre Specie perché crediamo che Gesù sia veramente presente lì. Ma è vero anche l’inverso: i gesti di adorazione ci aiutano a credere che l’Ostia Consacrata sia Gesù.

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Certo, Gesù ci è vicino e possiamo usare la più grande familiarità con Lui, ma Egli è anche l’Altissimo, e questa familiarità non può che essere adorante, questo è particolarmente vero quando Egli si dona a noi nell’Eucaristia. Egli sceglie infatti cibi così banali che è facile dimenticare che il pane e il vino consacrati non sono più pane e vino. I gesti di adorazione ci aiutano ad entrare in questa realtà che sfugge ai nostri sensi: Gesù è lì, presente.

Ricordare ai bambini alcuni principi elementari

L’educazione al rispetto dell’Eucaristia inizia molto prima della Prima Comunione. Quando un bambino piccolo vede i suoi genitori inginocchiarsi al momento della consacrazione e dopo la comunione, sente che questa ostia bianca non è un semplice pezzo di pane, ma che è qualcosa di eccezionale. Crescendo, imiterà naturalmente i gesti e gli atteggiamenti dei più grandi, e questa educazione del corpo è già un modo per scoprire l’Eucaristia.

Certo, i gesti non bastano: la catechesi eucaristica non può limitarsi all’apprendimento di atteggiamenti che rischierebbero di diventare abitudini vuote di senso. Si può adorare Gesù in verità senza inginocchiarsi, ma non è Gesù che ha bisogno che ci inginocchiamo: siamo noi. Siamo esseri umani, ed è indispensabile per noi pregare con il nostro corpo. Se non facciamo nessun gesto di adorazione, se non insegniamo ai bambini a farlo, finiremo per non saper più adorare.

La preparazione alla Prima Comunione deve insistere su questa educazione al rispetto dell’Eucaristia: l’essenziale non è lì, ma passa di lì. Cogliere il momento della consacrazione con una particolare solennità, curare i gesti di comunione, ricordare ai bambini alcuni principi elementari (come non mangiare caramelle durante la messa), tutto questo è importante.

Digiuno eucaristico per prepararsi a ricevere Gesù

D’altra parte, non dimentichiamo il digiuno eucaristico. Poiché le regole di questo digiuno sono state notevolmente ammorbidite (si chiede di astenersi da ogni cibo o bevanda, tranne acqua e farmaci, almeno un’ora prima della comunione), siamo arrivati ora a considerarlo facoltativo. Eppure questo digiuno è un modo molto bello e molto concreto, quindi profondamente umano, di prepararci a ricevere Gesù. I bambini sono capacissimi di comprenderne il significato e la portata se viene loro presentato non come un obbligo formale, ma come un atto di rispetto e di amore.

L’educazione al rispetto dell’Eucaristia è compito di tutti: non esitiamo nella nostra parrocchia a suscitare una riflessione sull’argomento. Quale gesto di adorazione dovrebbe essere proposto ai bambini al momento della consacrazione? Come possiamo favorire il loro raccoglimento durante la comunione? Che atteggiamento dobbiamo adottare quando un bambino va a fare la comunione masticando una gomma o disturbando? Tante domande che richiedono risposte concrete e, soprattutto, un approfondimento della nostra fede in Gesù nell’Eucaristia.

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