10 C
Roma
Sab, 6 Marzo 2021

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Culmen et Fons Spazio Curiosità: Come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione.

Spazio Curiosità: Come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione.

- Advertisement -

Culmen et Fons
Culmen et Fons

“Ad arricchire la Rubrica “Culmen et Fons”, uno “Spazio Curiosità”; nel quale – periodicamente – proporremo alcuni estratti di normativa liturgica e risposte ai quesiti più comuni”.

 

CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

Risposta a un dubbio Quomodo agendum est su come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione, 31 dicembre 2000, 36 (2000), n. 412-413 (nov.- dic. 2000), p. 541

 

D. – Come ci si deve comportare circa il vino consacrato eventualmente rimasto dopo la comunione?

R. – Finita la distribuzione della sacra comunione, il vino consacrato eventualmente rimasto “deve essere consumato subito dopo la comunione, e non può essere conservato” (Istr. Inaestimabile donum, 3 aprile 1980. n. 14). Inoltre l’Istruzione generale del Messale romano (2000) precisa a più riprese la cosa, stabilendo che “il sacerdote consuma subito personalmente presso l’altare tutto i1 vino consacrato eventualmente rimasto” (n. 163) o, dove c’è un diacono, questi porga il calice ai fedeli e poi “subito consumi devotamente all’altare il sangue di Cristo che fosse rimasto, con l’aiuto, se è il caso, degli altri diaconi e presbiteri” (n. 182: cf. n. 247). Il sangue di Cristo non può essere conservato dopo la celebrazione della messa, e perciò “si ponga attenzione a consacrare soltanto la quantità di vino necessaria per la comunione” (Istr. Inaestimabile donum, 3 aprile 1980. n. 14).
Si fa eccezione soltanto, secondo quanto si precisa nel Rito dell’Unzione e cura pastorale degli infermi, per il caso in cui si dovesse amministrare il viatico ai malati. In tal caso, se l’infermo non può ricevere l’eucaristia sotto la specie del pane e neppure si può celebrare la messa presso di lui. il sangue di Cristo, in modo strettamente temporaneo e soltanto per questo, sia riposto nel tabernacolo fino al momento in cui sarà portato all’infermo (n. 95). E inoltre, se dopo l’amministrazione della comunione “rimanesse ancora del preziosissimo sangue, sia consumato dal ministro” (ivi).
È un gravissimo abuso e va assolutamente condannato spargere per terra il sangue di nostro Signore Gesù Cristo o anche versarlo nel sacrario dell’edificio sacro o fare di esso qualsiasi altro uso non contemplato nelle norme sopra esposte.
Chi osasse compiere un tale delitto, sia punito a norma dei canoni. Inoltre si tenga presente il can. 1367 e la sua interpretazione autentica (AAS 91[1999]918).

Giuseppe Gravante

in collaborazione con www.santamariadegliangeli.com

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Spazio Curiosità: Come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione.

- Advertisement -

Culmen et Fons
Culmen et Fons

“Ad arricchire la Rubrica “Culmen et Fons”, uno “Spazio Curiosità”; nel quale – periodicamente – proporremo alcuni estratti di normativa liturgica e risposte ai quesiti più comuni”.

 

CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

Risposta a un dubbio Quomodo agendum est su come comportarsi con il vino consacrato rimasto dopo la comunione, 31 dicembre 2000, 36 (2000), n. 412-413 (nov.- dic. 2000), p. 541

 

- Advertisement -

D. – Come ci si deve comportare circa il vino consacrato eventualmente rimasto dopo la comunione?

R. – Finita la distribuzione della sacra comunione, il vino consacrato eventualmente rimasto “deve essere consumato subito dopo la comunione, e non può essere conservato” (Istr. Inaestimabile donum, 3 aprile 1980. n. 14). Inoltre l’Istruzione generale del Messale romano (2000) precisa a più riprese la cosa, stabilendo che “il sacerdote consuma subito personalmente presso l’altare tutto i1 vino consacrato eventualmente rimasto” (n. 163) o, dove c’è un diacono, questi porga il calice ai fedeli e poi “subito consumi devotamente all’altare il sangue di Cristo che fosse rimasto, con l’aiuto, se è il caso, degli altri diaconi e presbiteri” (n. 182: cf. n. 247). Il sangue di Cristo non può essere conservato dopo la celebrazione della messa, e perciò “si ponga attenzione a consacrare soltanto la quantità di vino necessaria per la comunione” (Istr. Inaestimabile donum, 3 aprile 1980. n. 14).
Si fa eccezione soltanto, secondo quanto si precisa nel Rito dell’Unzione e cura pastorale degli infermi, per il caso in cui si dovesse amministrare il viatico ai malati. In tal caso, se l’infermo non può ricevere l’eucaristia sotto la specie del pane e neppure si può celebrare la messa presso di lui. il sangue di Cristo, in modo strettamente temporaneo e soltanto per questo, sia riposto nel tabernacolo fino al momento in cui sarà portato all’infermo (n. 95). E inoltre, se dopo l’amministrazione della comunione “rimanesse ancora del preziosissimo sangue, sia consumato dal ministro” (ivi).
È un gravissimo abuso e va assolutamente condannato spargere per terra il sangue di nostro Signore Gesù Cristo o anche versarlo nel sacrario dell’edificio sacro o fare di esso qualsiasi altro uso non contemplato nelle norme sopra esposte.
Chi osasse compiere un tale delitto, sia punito a norma dei canoni. Inoltre si tenga presente il can. 1367 e la sua interpretazione autentica (AAS 91[1999]918).

Giuseppe Gravante

in collaborazione con www.santamariadegliangeli.com

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
293FansMi piace
1,020FollowerSegui
13,000FollowerSegui
641FollowerSegui
201IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

Mamma Natuzza parlava proprio con Gesù. Ecco un suo colloquio con il Re dei...

Io ero inquieta, turbata… Gesù: Alzati e piglia il ritmo dei vecchi tempi. Natuzza: Come parlate, Gesù? Cosa devo fare? Gesù: Ci sono tante cose che puoi...

Qual è la differenza tra cattolico e cristiano?

Il cristiano è colui che ha Cristo come Signore Nel Nuovo Testamento si fa riferimento quattro volte ai seguaci di Cristo: 1. 1 Pt 4,16: “Ma...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Accessibility
0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x