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Chi ha creato gli angeli? Risponde Sant’Ireneo di Lione

“Sia gli angeli, sia gli arcangeli, sia i troni, sia le dominazioni, sono stati fondati e creati da colui che è Dio"

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“Sia gli angeli, sia gli arcangeli, sia i troni, sia le dominazioni, sono stati fondati e creati da colui che è Dio”

Al pensiero gnostico si contrappone Ireneo, vescovo di Lione dopo il 177. Nato in Asia Minore intorno al 130 e morto a Lione verso il 202. Teologo, scrittore cristiano di lingua greca. I dati biografici di Ireneo provengono, per la maggior parte, dalle sue stesse opere. Originario dell’Asia Minore, ricevette in Oriente un’ottima formazione religiosa, filosofica e teologica alla scuola di Policarpo, di Papia e di Melitone.

Sembra che sia stato per un certo periodo anche a Roma. Lo troviamo comunque verso il 177 a Lione, in Gallia, la cui comunità lo invia a Roma presso il vescovo Eleuterio per portargli la Lettera dei martiri di Lione. Non si sa precisamente quando divenne vescovo di Lione; in ogni caso al suo ritorno da Roma è il successore di Potino. Sembra che sia morto martire durante la cosiddetta persecuzione di Settimo Severo; però la notizia del suo martirio e tardiva.

Le opere di Ireneo a noi giunte sono due: la prima intitolata Adversus haereses, conservataci intera solo in una traduzione latina di carattere letterale e, per quando riguarda alcuni libri, in traduzione armena e siriaca. Vi sono anche numerosi frammenti greci. Essa ha come scopo “lo smascheramento e la confutazione della falsa gnosi” (come indica il titolo greco). La seconda invece, cioè la Dimostrazione della predicazione apostolica, di cui solo nel 1904 è stata ritrovata una traduzione armena, è un breve compendio della fede cristiana con carattere catechetico.

Nei suoi scritti evidenzia con forza e originalità la sana dottrina cristiana intorno agli angeli, indicandone gli aspetti fondamentali. Anzitutto afferma con frequenza che si angeli sono creature: “Dio è creatore del cielo e della terra e di tutto il mondo, creatore degli angeli e degli uomini”. Egli solo è “Padre, dio, Creatore, fondatore, artefice”. “Sia gli angeli, sia gli arcangeli, sia i troni, sia le dominazioni, sono stati fondati e creati da colui che è Dio al di sopra di tutte le cose per mezzo del suo Verbo”. Egli ha creato tutto ciò che è visibile e invisibile, in questo mondo e nel cielo, “pertanto ha creato anche gli esseri spirituali”.

Gli angeli quindi fanno parte del cosmo, quali esseri intermedi tra Dio e il mondo. Essendo stati creati nel Verbo, il Verbo è “ il capo degli esseri che stanno sopra i cieli, il capo delle cose spirituali e invisibili”. Tutto il movimento dell’economia salvifica si concentra nel primato assoluto di Cristo. Gli angeli perciò non possono essere considerati come “demiurghi”, poiché non hanno creato né formato il mondo. Dio non necessitava della loro opera per creare l’universo. D’altronde essi sono incapaci di formare l’uomo, poiché questo è stato creato e plasmato a immagine di Dio e ciò poteva avvenire soltanto in forza del Verbo, che è la vera immagine di Dio.

Un altro aspetto che viene sottolineato da Ireneo è la natura spirituale degli angeli: essa deriva dal fatto che gli angeli sono l’immagine del Padre, che è Spirito. per illustrare il senso di tale natura spirituale, Ireneo descrive l’essere angelico come essere senza carne, in contrapposizione a Cristo che ha assunto la carne umana. Essere spirituale significa anche essere che non possiede la sensibilità umana, caratteristica legata alla sessualità e alla riproduzione. Tuttavia Ireneo non sviluppa una teoria filosofica sull’essenza angelica; vuole piuttosto sottolineare la loro origine da Dio, e la loro inferiorità rispetto al Verbo.

Egli infatti afferma che pur possedendo la coscienza della potenza e della signoria di Dio, non possono vederlo. Questa era anche un’affermazione dello gnosticismo che Ireneo fa sua poiché esprime chiaramente la superiorità del verbo sugli angeli. Nessuno può conoscere la generazione del Figlio, neanche “gli angeli, le virtù e le potenze”, ma solo il padre e il Figlio. Gli angeli desiderano penetrare i misteri divini, ma non lo possono fare con le proprie forze, bensì per mezzo della rivelazione fatta dal Figlio, il quale “rivela fin dal principio il Padre, anche agli angeli e agli arcangeli, alle potestà e alle virtù.

Nella prospettiva cristologica di Ireneo, che vede nell’incarnazione del Verbo la ricapitolazione di tutte le cose, è chiaro che Cristo è posto sopra gli angeli in forza della sua “elevazione” sulla croce. Infatti quando ascende al cielo, gli angeli inferiori e gli angeli superiori cantano il salmi 23: “Alzate le vostre porte questo è il re della gloria”.

Dopo la sua ascensione, Cristo anche come uomo, è il capo di tutte le creature del cielo, come lo era fin dall’inizio in forza della sua divinità. Perciò gli angeli lo riconoscono e lo testimonino come vero uomo e vero Dio. Essi diventano gli inviati e i ministeri del Figlio dell’uomo nel giorno supremo del suo giudizio. In tal modo viene ristabilito la supremazia del nuovo Adamo sugli angeli, come era alle origini. E il popolo di Dio non è più sotto il potere degli angeli, ma sotto il potere del Signore. Comunque all’avvento del regno di Dio gli uomini stabiliranno “una profonda comunione con i santi angeli e saranno uniti agli esseri spirituali”.   

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Al pensiero gnostico si contrappone Ireneo, vescovo di Lione dopo il 177. Nato in Asia Minore intorno al 130 e morto a Lione verso il 202. Teologo, scrittore cristiano di lingua greca. I dati biografici di Ireneo provengono, per la maggior parte, dalle sue stesse opere. Originario dell’Asia Minore, ricevette in Oriente un’ottima formazione religiosa, filosofica e teologica alla scuola di Policarpo, di Papia e di Melitone.

Sembra che sia stato per un certo periodo anche a Roma. Lo troviamo comunque verso il 177 a Lione, in Gallia, la cui comunità lo invia a Roma presso il vescovo Eleuterio per portargli la Lettera dei martiri di Lione. Non si sa precisamente quando divenne vescovo di Lione; in ogni caso al suo ritorno da Roma è il successore di Potino. Sembra che sia morto martire durante la cosiddetta persecuzione di Settimo Severo; però la notizia del suo martirio e tardiva.

Le opere di Ireneo a noi giunte sono due: la prima intitolata Adversus haereses, conservataci intera solo in una traduzione latina di carattere letterale e, per quando riguarda alcuni libri, in traduzione armena e siriaca. Vi sono anche numerosi frammenti greci. Essa ha come scopo “lo smascheramento e la confutazione della falsa gnosi” (come indica il titolo greco). La seconda invece, cioè la Dimostrazione della predicazione apostolica, di cui solo nel 1904 è stata ritrovata una traduzione armena, è un breve compendio della fede cristiana con carattere catechetico.

Nei suoi scritti evidenzia con forza e originalità la sana dottrina cristiana intorno agli angeli, indicandone gli aspetti fondamentali. Anzitutto afferma con frequenza che si angeli sono creature: “Dio è creatore del cielo e della terra e di tutto il mondo, creatore degli angeli e degli uomini”. Egli solo è “Padre, dio, Creatore, fondatore, artefice”. “Sia gli angeli, sia gli arcangeli, sia i troni, sia le dominazioni, sono stati fondati e creati da colui che è Dio al di sopra di tutte le cose per mezzo del suo Verbo”. Egli ha creato tutto ciò che è visibile e invisibile, in questo mondo e nel cielo, “pertanto ha creato anche gli esseri spirituali”.

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Gli angeli quindi fanno parte del cosmo, quali esseri intermedi tra Dio e il mondo. Essendo stati creati nel Verbo, il Verbo è “ il capo degli esseri che stanno sopra i cieli, il capo delle cose spirituali e invisibili”. Tutto il movimento dell’economia salvifica si concentra nel primato assoluto di Cristo. Gli angeli perciò non possono essere considerati come “demiurghi”, poiché non hanno creato né formato il mondo. Dio non necessitava della loro opera per creare l’universo. D’altronde essi sono incapaci di formare l’uomo, poiché questo è stato creato e plasmato a immagine di Dio e ciò poteva avvenire soltanto in forza del Verbo, che è la vera immagine di Dio.

Un altro aspetto che viene sottolineato da Ireneo è la natura spirituale degli angeli: essa deriva dal fatto che gli angeli sono l’immagine del Padre, che è Spirito. per illustrare il senso di tale natura spirituale, Ireneo descrive l’essere angelico come essere senza carne, in contrapposizione a Cristo che ha assunto la carne umana. Essere spirituale significa anche essere che non possiede la sensibilità umana, caratteristica legata alla sessualità e alla riproduzione. Tuttavia Ireneo non sviluppa una teoria filosofica sull’essenza angelica; vuole piuttosto sottolineare la loro origine da Dio, e la loro inferiorità rispetto al Verbo.

Egli infatti afferma che pur possedendo la coscienza della potenza e della signoria di Dio, non possono vederlo. Questa era anche un’affermazione dello gnosticismo che Ireneo fa sua poiché esprime chiaramente la superiorità del verbo sugli angeli. Nessuno può conoscere la generazione del Figlio, neanche “gli angeli, le virtù e le potenze”, ma solo il padre e il Figlio. Gli angeli desiderano penetrare i misteri divini, ma non lo possono fare con le proprie forze, bensì per mezzo della rivelazione fatta dal Figlio, il quale “rivela fin dal principio il Padre, anche agli angeli e agli arcangeli, alle potestà e alle virtù.

Nella prospettiva cristologica di Ireneo, che vede nell’incarnazione del Verbo la ricapitolazione di tutte le cose, è chiaro che Cristo è posto sopra gli angeli in forza della sua “elevazione” sulla croce. Infatti quando ascende al cielo, gli angeli inferiori e gli angeli superiori cantano il salmi 23: “Alzate le vostre porte questo è il re della gloria”.

Dopo la sua ascensione, Cristo anche come uomo, è il capo di tutte le creature del cielo, come lo era fin dall’inizio in forza della sua divinità. Perciò gli angeli lo riconoscono e lo testimonino come vero uomo e vero Dio. Essi diventano gli inviati e i ministeri del Figlio dell’uomo nel giorno supremo del suo giudizio. In tal modo viene ristabilito la supremazia del nuovo Adamo sugli angeli, come era alle origini. E il popolo di Dio non è più sotto il potere degli angeli, ma sotto il potere del Signore. Comunque all’avvento del regno di Dio gli uomini stabiliranno “una profonda comunione con i santi angeli e saranno uniti agli esseri spirituali”.   

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