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Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

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Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra “padre” e “don”?
Antonietta, Bari

Il termine “don”, come si legge nel vocabolario Treccani, è un “predicato d’onore che si antepone al nome e al cognome di ecclesiastici secolari”, cioè dei preti e dei diaconi diocesani. La stessa parola è anteposta al “nome di battesimo dei componenti le famiglie insignite di titoli di principe e di duca o dell’alta aristocrazia”. Nell’Italia del Sud è, infine, un “titolo di rispetto che si premette di solito al nome proprio di ogni persona di riguardo, con uso analogo a quello di signore. La derivazione è sempre la stessa: dal latinodominus, che significa “signore, padrone”. In altre parole, è come rivolgersi a una persona chiamandolo “signor”. E’ un uso soltanto italiano. Nei Paesi anglosassoni i preti sono sempre chiamati father,“padre”. Quest’ultima parola, nel nostro Paese, è un titolo reverenziale rivolto a monaci e frati che siano sacerdoti (ad esempio: padre Pio). A volte il termine si premete a una qualifica, come, ad esempio: i padri francescani, il padre provinciale, il padre priore, ecc. Lo stesso Papa è chiamato Santo Padre. C’è da dire che il termine non si usa per tutti i religiosi: i Salesiani o i Paolini non sono chiamati “padre”, ma con l’appellativo “don”. Al di là della terminologia, che risente delle abitudini e ha un’importanza relativa, ciò che conta è se noi preti siamo davvero “padri”, capaci di comunicare l’amore dell’unico vero Padre, quello dei cieli.

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