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Cattivissimo me 2, 2013

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Cattivissimo me 2, 2013

48923Anche il secondo episodio di Cattivissimo me arriva finalmente nelle sale cinematografiche e sbanca. Negli USA  è  stato il secondo maggiore incasso della Universal dopo Jurassic Park. Ma quale è il segreto di un successo così impressionante ? In fondo stiamo parlando di un cartone animato. Per scoprire questo arcano bisogna uscire dal mondo dei sogni o delle fiabe. Infatti il team creatore della campagna pubblicitaria è stato molto avveduto nelle strategie di marketing e non ha puntato su Gru il supercattivo pentito ma sui Minion. Mentre una volta da spalla ai cattivi c’erano corvi o gatti  luceferini, oggi si osa molto di più, sconfinando volentieri nel surreale come nel caso di Ralf Spaccatutto dove come assistente del Perfido Re Candìto abbiamo una caramella aspra e priva di entusiasmo. I Minion sono piccole creature dipendenti, ossequiose e subordinate che parlano una lingua incomprensibile che però hanno un goliardico senso del humor. Anche se nell’aspetto – pelle color zafferano, braccia e gambe striminzite, uno o due occhi – sono assai simili tra loro, nelle dimensioni e nell’abbigliamento e nel taglio dei capelli si distinguono.

Tutti loro sono portati a stupirsi dinanzi all’imprevedibile, sono impulsivi e in apparenza privi di auto controllo, si divertono anche nelle situazioni più pericolose, amano alla follia le banane e le mele: la sola vista di uno di questi frutti può provocare un caos totale. Amano sputare e costruire le cose aguzzando l’ingegno, sanno usare il computer, costruire armi, guidare. Possono ridere a crepapelle per delle inerzie come la scansione del proprio sedere con una fotocopiatrice e come tutti i bambini quando vengono pronunciate le parole “popò” e “mutande”.  Ponendo sui due piatti della bilancia i Minion da una parte e Gru dall’altra scopriamo ben presto che il secondo – come centralità d’interesse – è come accantonato per scontatezza.  Perché Gru pur essendo stato un cattivo – cattivissimo, ora ha un’anima fedelissima alla bontà e i sentimenti che sta scoprendo gli aprono un mondo nuovo che lui non vuole più abbandonare. In questo secondo episodio egli sperimenta una delle cose più contraddittorie della vita, l’amore.   Sviluppa anche gelosia nei confronti delle figlie: l’interesse di Margo per i ragazzini non gli va proprio giù. È cambiato, le bambine lo hanno cambiato. Quindi se da un lato il cartone trasmette il messaggio che si può cambiare ed è auspicabile farlo al contempo è come se volesse anche traghettare la nota implicita “dipende in che modo”.

Cioè se Gru è sì il personaggio principale ma un po’ come un re di paglia a vantaggio dei Minion, questo ci induce a chiederci se per caso si voglia implicitamente dire che essere buoni o cattivi convertiti non è mai conveniente. Non lo è perché comunque siano i talenti essi non vanno sprecati – senza distinzione tra bene e male – anche perché i cattivi comunque esisteranno sempre. Quindi la scala morale non è più tra buoni e cattivi; ma tra cattivi e soggetti “privi di personalità (infatti le marmellate e le gelatine che produce sono aborti) manipolabili”. Infatti è forte il feeling dei Minion con le bambine che Gru ha adottate  – e anche questo aggettivo apre un ventaglio di messaggi subliminali incredibile che non sfugge alle menti spugne dei bambini – con cui giocano volentieri.

I Minion esteticamente accattivanti – anche se non belli ne geniali di stampo nobel – sono alienati- regrediti -infantili e tecnologicamente ingegnosi sono diventati rapidamente idoli della Twitter Generation, e sono apparsi nelle hall dei multiplex di mezzo mondo. Cosa li rende così popolari? Forse l’essere maldestri e complessivamente imperfetti è un plus-valore?

Come modulare, nell’educazione di un bambino, la spinta verso i modelli offerti dai media come: successo, l’eterna bellezza, potere e ricchezza e quelli  invece implicitamente presenti in cartoni animati come questo o anche l’Era glaciale, Madagascar, I Puffi, Up, Il Re Leone, Alla ricerca di Nemo e molti altri, per non citare addirittura  i cartoni di Hayao Miyazaki. Come spiegare o guidare le nuove generazioni in realtà da sempre inalienabili come il male e la morte quando la cultura post-moderna o peggio la cultura liquida in cui ora ci troviamo impigliati non ne tratteggiano neppure dei contorni definiti e visibili? Ma piuttosto si impegna a cancellarne una connotazione identificabile e riconoscibile a favore di una indefinitezza come “di salvataggio”. Da quando occultando o mistificando il volto o le sembianze di un soggetto questo diventa meno temibile e più annientabile ? Non è forse piuttosto presumibile che tutto questo sia una manovra – con un poco di zucchero la pillola va giù –  per cui l’umanità si vada lentamente rassegnando – accettandosi con fiera consapevolezza – e modificando in Minion o qualsiasi altra cosa purché “amorfa e manipolabile”?

In passato molti genitori si sono sentiti in dovere di sedersi vicino ai propri figli e – dopo aver riso con loro degli assurdi fallimenti di Willy il Coyote che non riusciva a catturare Beep Beep – spiegare loro che si trattava di una paradossale ridicolizzazione del sentimento di potere – perché i coyote cacciano in coppia e comunque pur essendo carnivori sono per necessità anche onnivori come gli orsi. Ora dinanzi a questi nuovi cartoon come si regolano gli adulti, ammesso che essi stessi siano sufficientemente lucidi per un analisi pedagogica consona ai vari valori. Ben oltre questi aspetti i cartoni restano un mezzo di svago non solo adatto a tutte le generazioni, ma senz’altro preferibile a tante pellicole con personaggi umani che comunque nel caso di messaggi bivalenti avrebbero un impatto molto più profondo.

Cattivissimo me 2  è un piacevole cartone animato della durata di 1h e 38’ dove troviamo il protagonista del primo episodio Gru che ha appeso al chiodo il raggio gelante e lasciata alle spalle una vita di super crimini per crescere Margo, Edith e Agnes. Adesso Gru ha molto tempo libero per produrre in casa marmellate e gelatine. Ma proprio quando sta cominciando ad adattarsi al suo ruolo di padre di famiglia, una segretissima organizzazione impegnata a combattere il male viene a bussare alla sua porta. Gru e la sua buffa partner, Lucy Wilde, sono chiamati a scoprire il responsabile di un crimine spettacolare e consegnarlo alla giustizia. I registi: Chris Renaud vanta un ricco background nel campo dei fumetti e ha collaborato come production designer con la Shadow Project, Big Big Production, la Blue Sky della 20th Century Fox Animation, dove ha partecipato come story artist a molti film, tra cui Robots (2005), L’era glaciale 2 (2006) e L’era glaciale 3 (2009).- Nel 2007 ha ideato e scritto il corto No Time for Nuts, candidato all’Oscar. Pierre Coffin ha lavorato come animatore in Inghilterra alla Amblimation di Steven Spielberg e poi, tornato in Francia, ha diretto numerosi corti, serie Tv e spot pubblicitari, specializzandosi in quelli con gli animali.

La voce di Gru è di Max Giusti quella di Lucy è di Arisa. Quella di Eduardo/El Macho è di Neri Marcoré e quella del Dr. Nefario è di Nanni Baldini.

La colonna sonora è strepitosa ed è affidata ancora una volta a Pharrell Williams.

Egidia Simonetti

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Cattivissimo me 2, 2013

  

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48923Anche il secondo episodio di Cattivissimo me arriva finalmente nelle sale cinematografiche e sbanca. Negli USA  è  stato il secondo maggiore incasso della Universal dopo Jurassic Park. Ma quale è il segreto di un successo così impressionante ? In fondo stiamo parlando di un cartone animato. Per scoprire questo arcano bisogna uscire dal mondo dei sogni o delle fiabe. Infatti il team creatore della campagna pubblicitaria è stato molto avveduto nelle strategie di marketing e non ha puntato su Gru il supercattivo pentito ma sui Minion. Mentre una volta da spalla ai cattivi c’erano corvi o gatti  luceferini, oggi si osa molto di più, sconfinando volentieri nel surreale come nel caso di Ralf Spaccatutto dove come assistente del Perfido Re Candìto abbiamo una caramella aspra e priva di entusiasmo. I Minion sono piccole creature dipendenti, ossequiose e subordinate che parlano una lingua incomprensibile che però hanno un goliardico senso del humor. Anche se nell’aspetto – pelle color zafferano, braccia e gambe striminzite, uno o due occhi – sono assai simili tra loro, nelle dimensioni e nell’abbigliamento e nel taglio dei capelli si distinguono.

Tutti loro sono portati a stupirsi dinanzi all’imprevedibile, sono impulsivi e in apparenza privi di auto controllo, si divertono anche nelle situazioni più pericolose, amano alla follia le banane e le mele: la sola vista di uno di questi frutti può provocare un caos totale. Amano sputare e costruire le cose aguzzando l’ingegno, sanno usare il computer, costruire armi, guidare. Possono ridere a crepapelle per delle inerzie come la scansione del proprio sedere con una fotocopiatrice e come tutti i bambini quando vengono pronunciate le parole “popò” e “mutande”.  Ponendo sui due piatti della bilancia i Minion da una parte e Gru dall’altra scopriamo ben presto che il secondo – come centralità d’interesse – è come accantonato per scontatezza.  Perché Gru pur essendo stato un cattivo – cattivissimo, ora ha un’anima fedelissima alla bontà e i sentimenti che sta scoprendo gli aprono un mondo nuovo che lui non vuole più abbandonare. In questo secondo episodio egli sperimenta una delle cose più contraddittorie della vita, l’amore.   Sviluppa anche gelosia nei confronti delle figlie: l’interesse di Margo per i ragazzini non gli va proprio giù. È cambiato, le bambine lo hanno cambiato. Quindi se da un lato il cartone trasmette il messaggio che si può cambiare ed è auspicabile farlo al contempo è come se volesse anche traghettare la nota implicita “dipende in che modo”.

Cioè se Gru è sì il personaggio principale ma un po’ come un re di paglia a vantaggio dei Minion, questo ci induce a chiederci se per caso si voglia implicitamente dire che essere buoni o cattivi convertiti non è mai conveniente. Non lo è perché comunque siano i talenti essi non vanno sprecati – senza distinzione tra bene e male – anche perché i cattivi comunque esisteranno sempre. Quindi la scala morale non è più tra buoni e cattivi; ma tra cattivi e soggetti “privi di personalità (infatti le marmellate e le gelatine che produce sono aborti) manipolabili”. Infatti è forte il feeling dei Minion con le bambine che Gru ha adottate  – e anche questo aggettivo apre un ventaglio di messaggi subliminali incredibile che non sfugge alle menti spugne dei bambini – con cui giocano volentieri.

I Minion esteticamente accattivanti – anche se non belli ne geniali di stampo nobel – sono alienati- regrediti -infantili e tecnologicamente ingegnosi sono diventati rapidamente idoli della Twitter Generation, e sono apparsi nelle hall dei multiplex di mezzo mondo. Cosa li rende così popolari? Forse l’essere maldestri e complessivamente imperfetti è un plus-valore?

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In passato molti genitori si sono sentiti in dovere di sedersi vicino ai propri figli e – dopo aver riso con loro degli assurdi fallimenti di Willy il Coyote che non riusciva a catturare Beep Beep – spiegare loro che si trattava di una paradossale ridicolizzazione del sentimento di potere – perché i coyote cacciano in coppia e comunque pur essendo carnivori sono per necessità anche onnivori come gli orsi. Ora dinanzi a questi nuovi cartoon come si regolano gli adulti, ammesso che essi stessi siano sufficientemente lucidi per un analisi pedagogica consona ai vari valori. Ben oltre questi aspetti i cartoni restano un mezzo di svago non solo adatto a tutte le generazioni, ma senz’altro preferibile a tante pellicole con personaggi umani che comunque nel caso di messaggi bivalenti avrebbero un impatto molto più profondo.

Cattivissimo me 2  è un piacevole cartone animato della durata di 1h e 38’ dove troviamo il protagonista del primo episodio Gru che ha appeso al chiodo il raggio gelante e lasciata alle spalle una vita di super crimini per crescere Margo, Edith e Agnes. Adesso Gru ha molto tempo libero per produrre in casa marmellate e gelatine. Ma proprio quando sta cominciando ad adattarsi al suo ruolo di padre di famiglia, una segretissima organizzazione impegnata a combattere il male viene a bussare alla sua porta. Gru e la sua buffa partner, Lucy Wilde, sono chiamati a scoprire il responsabile di un crimine spettacolare e consegnarlo alla giustizia. I registi: Chris Renaud vanta un ricco background nel campo dei fumetti e ha collaborato come production designer con la Shadow Project, Big Big Production, la Blue Sky della 20th Century Fox Animation, dove ha partecipato come story artist a molti film, tra cui Robots (2005), L’era glaciale 2 (2006) e L’era glaciale 3 (2009).- Nel 2007 ha ideato e scritto il corto No Time for Nuts, candidato all’Oscar. Pierre Coffin ha lavorato come animatore in Inghilterra alla Amblimation di Steven Spielberg e poi, tornato in Francia, ha diretto numerosi corti, serie Tv e spot pubblicitari, specializzandosi in quelli con gli animali.

La voce di Gru è di Max Giusti quella di Lucy è di Arisa. Quella di Eduardo/El Macho è di Neri Marcoré e quella del Dr. Nefario è di Nanni Baldini.

La colonna sonora è strepitosa ed è affidata ancora una volta a Pharrell Williams.

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Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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