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Ven, 15 Ottobre 2021

XVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 28 luglio 2019

L’arte del pregare non si esprime nella ricchezza delle parole ma nell’intensità dell’amore che abita colui che la vive. Pregare è esporsi al calore dell’amore di Dio avendo lo sguardo rivolto ai fratelli. Non si può pregare pensando o richiudendosi solo in se stessi

XVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 21 luglio 2019 

Anche Gesù ha bisogno di riposarsi e lo fa in casa di amici che lo ospitano. Evidentemente era casa che lui abitava spesso giacchè si avverte d’essere avvolto da affetto che si esprimono nelle cure e nelle attenzioni che gli vengono riservate. Due sorelle, Marta e Maria che assieme a Lazzaro formavano una famiglia tranquilla e serena, si prendono cura di lui. La prima lo accudisce, si prodiga a fare, preparare; la seconda si accovaccia ai suoi piedi e preferisce ascoltarlo, nutrirsi del suo respiro, delle sue parole, dei suoi insegnamenti.

XV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 14 luglio 2019

“… Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1 Giovanni 4,20) . Ogni fratello per noi è rivelazione di Dio. L’amore per Dio e per il prossimo non sono separabili, farlo, sarebbe una violenza. Chi ama Dio deve necessariamente amare anche il fratello. Dio è comunità d’amore e tutti coloro che entrano in questo circuito sono vocati alla stessa relazione. Amare qualcuno è sempre sinonimo di dono, di sacrificio, di rinuncia a se stessi per fare spazio all’altro.

XIV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 7 luglio 2019

Non importa l’equipaggiamento del messaggero ma il contenuto della sua notizia. L’involucro non è più importante di ciò che contiene. Una bella notizia la può dare un atleta dal fisico portentoso o un portatore di diversa abilità, nulla cambia rispetto alla sua sostanza. Gesù nell’inviare i suoi amici a portare il lieto annuncio chiede loro d’essere dimessi, arrendevoli, essenziali.

XIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 30 giugno 2019

Ci sono delle cose nella vita, come per esempio in campo matematico, dove i numeri impongono una loro logica ed è pacifico accettarne le regole non come imposizione ma necessità. Il 9, per esempio, viene prima del 10 e dopo l’otto e nessuno si può sottrarre da questa evidenza. In campo climatico la primavera viene prima dell’estate, in campo biologico un genitore nasce prima dei propri figli e così via.

Santissimo Corpo e Sangue di Gesù – Anno C – 23 giugno 2019

È un modo abbastanza sbrigativo quello degli apostoli di fare fronte ad un’esigenza venutasi a verificare nel momento in cui tutti coloro che hanno seguito Gesù, ed erano molti, dovevano mangiare. Essi suggeriscono che vengano congedati e facciano ritorno alle loro abitazioni.

Santissima Trinità – Anno C – 16 luglio 2019

Dio non è solo, isolato e, beatamente, chiuso in se stesso. Sarebbe troppo riduttivo ed “egoisticamente” incomprensibile. Dio è una comunità d’amore. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. E’ nella natura stessa dell’amore relazionarsi, fare spazio all’altro, dedicarsi a lui, accoglierlo, accompagnarlo, custodirlo.

Domenica di Pentecoste – Anno C – 9 giugno 2019

Gesù, attratto dalla forza gravitazionale del cielo, è asceso presso il Padre da cui fu inviato. Non se n’è andato sbattendo la porta, nemmeno per delusione e tantomeno per ripicca. E’ andato perché, non lasciando orfani gli uomini, invia presso di loro il “Paraclito - Colui che è chiamato accanto", uno che si schiera a nostro favore, un compagno di viaggio, un difensore: lo Spirito Santo

Ascensione del Signore – Anno C – 2 giugno 2019

Gesù è venuto sulla terra perché aveva nostalgia degli uomini, di mischiarsi tra loro, d’essere uno di loro per portare la salvezza, per ridare un senso, per insegnare ad amare. Al termine della missione ha nostalgia di Dio e ritorna al Padre portando con sé l’umanità. Non solo quella di cui si è rivestito annidandosi nel Grembo verginale di Maria, ma, in lui e con lui, ogni uomo.

VI Domenica di Pasqua – Anno C – 26 maggio 2019

Shalom! E’ il tipico modo di salutarsi da parte degli ebrei. Chi lo pronunzia auspica, per il suo interlocutore: sicurezza, salute, benessere e prosperità. Il significato principale che si attribuisce a questo saluto è, comunque, pace. Non una pace nel senso dell’assenza della guerra, delle ostilità e degli attriti, ma quella pace che è serenità interiore, benessere spirituale.

V Domenica di Pasqua – Anno C – 19 maggio 2019

Amore! E’ una delle parole più usate ma, talvolta, anche abusate. Quando è pronunciata male “brucia le labbra” dicevano i rabbini. Ma quando è tradita, interpretata in modo improprio, abusata, addirittura rischia di diventare devastante, distruttiva. L’amore è un’arte. Tutti crediamo d’esserne maestri, pochi si professano, umilmente, allievi. Avere fame d’amore, sentirsi in debito d’amore, chiedersi come amare, tormentarsi per non aver amato abbastanza, questo è vero amore.

IV Domenica di Pasqua – Anno C – 12 maggio 2019

Una delle forme più nobili per relazionarsi in modo corretto e redditizio è il dialogo. Esso fa parte delle capacità e delle caratteristiche tipiche del genere umano. La relazione dialogica si manifesta in moti modi: parole, gesti, sensazioni, mimiche. Il dialogo presuppone delle regole perché sia celebrato in modo conforme e confortevole per la mutua edificazione. L’educazione dialogica molto spesso manca nel nostro relazionarci perché siamo viziati e abitati più dal desiderio di rispondere che di capire. Difatti, molte volte, si ascolta per rispondere e non per capire.

III Domenica del Tempo di Pasqua – Anno C – 5 maggio 2019

L’uomo da solo, senza Dio, brancola sempre nel buio, nell’incertezza, e, ogni suo gesto, è infruttifero, come senza risultati fu la pesca degli amici di Gesù per tutta la nottata. Nel momento in cui, fidandosi di uno sconosciuto, perché non si accorsero che Gesù in persona comparve davanti a loro, gettarono le reti lo riconobbero perché la pesca fu straordinaria. Dio si riconosce sempre dall’abbondanza, dalla sazietà, dalla completezza.

II domenica di Pasqua – Anno C – 28 aprile 2019

È sempre Dio che raggiunge l’uomo. E’ stato così nel paradiso terreste, nell’Incarnazione, ad Emmaus, quando è lontano a motivo del peccato, o, semplicemente, ogni volta che si chiude, raggomitola, miopamente e riduttivamente, in se stesso. Ma quando Dio raggiunge l’uomo non lo rimprovera, ma prevale la gioia di averlo ritrovato, anzi gli fa festa. [Continua a leggere].

Domenica di Pasqua – Anno C – 21 aprile 2019

Pasqua: passaggio, rinnovamento, rinascita. La mestizia per la morte, la sconfitta per la delusione, lo scoraggiamento per la fine, debbono cedere il passo alla sinfonia della speranza e al trionfo della vita. E’ ciò che è accaduto alle prime testimoni della tomba vuota. Le donne, che quando è ancora buio, mosse dalla bussola del cuore, vanno verso il giardino dove era stato sepolto Gesù in una tomba scavata nella roccia e mai abitata prima di allora.

Venerdì Santo – Anno C – 19 aprile 2019

"Il Crocifisso non è un ornamento, non è un’opera d’arte, con tante pietre preziose, come se ne vedono: il Crocifisso è il Mistero dell’‘annientamento’ di Dio, per amore" (Papa Francesco). [Continua a leggere].
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