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Home Argomenti Papa "Cambiare vita non è un'operazione di maquillage".

“Cambiare vita non è un’operazione di maquillage”.

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Al Regina Coeli in piazza San Pietro appello alla conversione da parte di papa Francesco, che ha trascorso le Festività pasquali con la sorella Maria Elena

7ac9c50673

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

“Cambiare la propria vita” non può tradursi in una semplice operazione di “maquillage” esterno ma deve comportare una vera e propria resurrezione nella nostra esistenza, partendo dall’interno del proprio animo. Francesco rivolge un vibrante appello per una vera conversione ai fedeli raccolti in piazza San Pietro, prima della recita dalla finestra allo studio del Palazzo apostolico del “Regina Coeli”, la preghiera che nel tempo di Pasqua sostituisce l’Angelus.

«Il sentimento dominante che traspare dai racconti evangelici della Resurrezione è la gioia piena di stupore – sottolinea il Papa – Lasciamo che questa esperienza impressa nel Vangelo si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita. Lasciamo che lo stupore gioioso della domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole”. Ma questo “non è un maquillage ma viene da dentro, da un cuore immerso nella fonte di questa gioia, come quello di Maria Maddalena, che pianse per la perdita del suo Signore e non credeva ai suoi occhi vedendolo risorto”.

Perciò “lasciamo che questa esperienza, impressa nel Vangelo, si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita”. Infatti “chi fa questa esperienza diventa testimone della Risurrezione, perché in un certo senso è risorto lui stesso, è risorta lei stessa”. E così “è capace di portare un `raggio´ della luce del Risorto nelle diverse situazioni umane: in quelle felici, rendendole più belle e preservandole dall’egoismo; in quelle dolorose, portando serenità e speranza”.

“In questa settimana – ha aggiunto papa Francesco – ci farà bene prendere il Libro del Vangelo e leggere quei capitoli che parlano della Risurrezione di Gesù. Ci farà tanto bene! Prendere il Libro, cercare i capitoli e leggere quello. Ci farà bene, in questa settimana, anche pensare alla gioia di Maria, la Madre di Gesù. Come il suo dolore è stato intimo, tanto da trafiggere la sua anima, così la sua gioia è stata intima e profonda, e ad essa i discepoli potevano attingere. Passato attraverso l’esperienza di morte e risurrezione del suo Figlio, viste, nella fede, come l’espressione suprema dell’amore di Dio, il cuore di Maria è diventato una sorgente di pace, di consolazione, di speranza, di misericordia. Tutte le prerogative della nostra Madre derivano da qui, dalla sua partecipazione alla Pasqua di Gesù. Dal venerdì al mattino di domenica, Lei non ha perso la speranza: l’abbiamo contemplata Madre addolorata ma, al tempo stesso, Madre piena di speranza. Lei, la Madre di tutti i discepoli, la Madre della Chiesa, è Madre di speranza”.

La Pasquetta in piazza San Pietro è un pellegrinaggio ininterrotto che affolla via della Conciliazione e la Basilica vaticana di romani e di pellegrini arrivati da ogni parte del mondo. “Abbiamo trascorso a Roma la Settimana Santa e concludere qui con il Papa il nostro soggiorno è il modo più bello per conservarne un ricordo speciale. Francesco è un dono di Dio all’umanità”, racconta sotto al colonnato del Bernini, Barbara Casti, italo-statunitense in viaggio a Roma con il marito e tre figli. Maria Angeletti di strada ne ha fatta di meno ma l’entusiasmo non è minore.

“Veniamo dalla Romagna e abbiamo deciso con i miei genitori di festeggiare le loro nozze d’argento con papa Bergoglio: la sua benedizione riscalda il cuore come l’abbraccio di un amico”.

All’appuntamento con Francesco alle 12 si unisce la visita alle tombe di Wojtyla e Roncalli, i papi che domenica a Roma saranno proclamati santi dal loro successore che li ritiene maestri e guide per il pontificato. Sul volo di ritorno dalla Giornata mondiale della Gioventù di Rio De Janeiro, Bergoglio ha descritto Giovanni XXIII come il buon parroco cui ispirarsi sul soglio di Pietro e Giovanni Paolo II come il comunicatore del Vangelo per il quale il pianeta è diventato il pulpito dal quale predicare Cristo.

Le festività pasquali sono state per Francesco anche l’occasione per riabbracciare Maria Elena Bergoglio, la sua unica sorella ancora viva che ha fatto visita al fratello in Vaticano ed è stata ospitata in una casa messa a sua disposizione da alcuni amici a Santa Severa sul litorale laziale, dove in suo onore è stato organizzato da un ristoratore della cittadina balneare un pranzo pasquale a base di agnello proveniente dall’Argentina. Maria Elena Bergoglio ha due figli che abitano con lei nella periferia di classe medio-bassa di Buenos Aires: Jorge, in onore del fratello maggiore, e José. Fu lei ad accompagnare a Roma il neo-cardinale argentino quando Karol Wojtyla gli conferì la porpora.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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“Cambiare la propria vita” non può tradursi in una semplice operazione di “maquillage” esterno ma deve comportare una vera e propria resurrezione nella nostra esistenza, partendo dall’interno del proprio animo. Francesco rivolge un vibrante appello per una vera conversione ai fedeli raccolti in piazza San Pietro, prima della recita dalla finestra allo studio del Palazzo apostolico del “Regina Coeli”, la preghiera che nel tempo di Pasqua sostituisce l’Angelus.

«Il sentimento dominante che traspare dai racconti evangelici della Resurrezione è la gioia piena di stupore – sottolinea il Papa – Lasciamo che questa esperienza impressa nel Vangelo si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita. Lasciamo che lo stupore gioioso della domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole”. Ma questo “non è un maquillage ma viene da dentro, da un cuore immerso nella fonte di questa gioia, come quello di Maria Maddalena, che pianse per la perdita del suo Signore e non credeva ai suoi occhi vedendolo risorto”.

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Perciò “lasciamo che questa esperienza, impressa nel Vangelo, si imprima anche nei nostri cuori e traspaia nella nostra vita”. Infatti “chi fa questa esperienza diventa testimone della Risurrezione, perché in un certo senso è risorto lui stesso, è risorta lei stessa”. E così “è capace di portare un `raggio´ della luce del Risorto nelle diverse situazioni umane: in quelle felici, rendendole più belle e preservandole dall’egoismo; in quelle dolorose, portando serenità e speranza”.

“In questa settimana – ha aggiunto papa Francesco – ci farà bene prendere il Libro del Vangelo e leggere quei capitoli che parlano della Risurrezione di Gesù. Ci farà tanto bene! Prendere il Libro, cercare i capitoli e leggere quello. Ci farà bene, in questa settimana, anche pensare alla gioia di Maria, la Madre di Gesù. Come il suo dolore è stato intimo, tanto da trafiggere la sua anima, così la sua gioia è stata intima e profonda, e ad essa i discepoli potevano attingere. Passato attraverso l’esperienza di morte e risurrezione del suo Figlio, viste, nella fede, come l’espressione suprema dell’amore di Dio, il cuore di Maria è diventato una sorgente di pace, di consolazione, di speranza, di misericordia. Tutte le prerogative della nostra Madre derivano da qui, dalla sua partecipazione alla Pasqua di Gesù. Dal venerdì al mattino di domenica, Lei non ha perso la speranza: l’abbiamo contemplata Madre addolorata ma, al tempo stesso, Madre piena di speranza. Lei, la Madre di tutti i discepoli, la Madre della Chiesa, è Madre di speranza”.

La Pasquetta in piazza San Pietro è un pellegrinaggio ininterrotto che affolla via della Conciliazione e la Basilica vaticana di romani e di pellegrini arrivati da ogni parte del mondo. “Abbiamo trascorso a Roma la Settimana Santa e concludere qui con il Papa il nostro soggiorno è il modo più bello per conservarne un ricordo speciale. Francesco è un dono di Dio all’umanità”, racconta sotto al colonnato del Bernini, Barbara Casti, italo-statunitense in viaggio a Roma con il marito e tre figli. Maria Angeletti di strada ne ha fatta di meno ma l’entusiasmo non è minore.

“Veniamo dalla Romagna e abbiamo deciso con i miei genitori di festeggiare le loro nozze d’argento con papa Bergoglio: la sua benedizione riscalda il cuore come l’abbraccio di un amico”.

All’appuntamento con Francesco alle 12 si unisce la visita alle tombe di Wojtyla e Roncalli, i papi che domenica a Roma saranno proclamati santi dal loro successore che li ritiene maestri e guide per il pontificato. Sul volo di ritorno dalla Giornata mondiale della Gioventù di Rio De Janeiro, Bergoglio ha descritto Giovanni XXIII come il buon parroco cui ispirarsi sul soglio di Pietro e Giovanni Paolo II come il comunicatore del Vangelo per il quale il pianeta è diventato il pulpito dal quale predicare Cristo.

Le festività pasquali sono state per Francesco anche l’occasione per riabbracciare Maria Elena Bergoglio, la sua unica sorella ancora viva che ha fatto visita al fratello in Vaticano ed è stata ospitata in una casa messa a sua disposizione da alcuni amici a Santa Severa sul litorale laziale, dove in suo onore è stato organizzato da un ristoratore della cittadina balneare un pranzo pasquale a base di agnello proveniente dall’Argentina. Maria Elena Bergoglio ha due figli che abitano con lei nella periferia di classe medio-bassa di Buenos Aires: Jorge, in onore del fratello maggiore, e José. Fu lei ad accompagnare a Roma il neo-cardinale argentino quando Karol Wojtyla gli conferì la porpora.

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