22.9 C
Rome
mercoledì, 26 Giugno 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Storie Buon senso

Buon senso

- Advertisement -

2Da qualche parte, moltissimo tempo fa, regnava in un paese il buon senso. Se sorgevano contrasti, venivano risolti secondo un’antichissima tradizione: ognuno dei contendenti era vincolato a sostenere non le proprie ragioni, ma quelle dell’avversario, al cospetto dell’intero villaggio. In tal modo, non solo il divertimento era assicurato, ma ogni dissidio si scioglieva come neve al sole. Era un paese felice. E lo fu sino a che il capo villaggio si ammogliò con una donna di un paese straniero. Trasferitasi nel paese, costei rimase scandalizzata dal comportamento della gente. “Com’è possibile”, chiese al marito, “che così poche persone siano venute a rendermi omaggio?”. “Non c’è legge che le obblighi a farlo. Coloro ai quali appari simpatica, ti salutano; gli altri, no. Ma certamente farai loro cambiare idea…”. Il giorno appresso l’irritazione della donna crebbe. “Come mai”, domandò al marito, “le mucche del vicino pascolano sui tuoi prati e tu non dici nulla?” “E che dovrei dire?”, rispose il marito un po’ seccato: “Quest’anno i miei prati sono più floridi dei suoi. Quando avverrà il contrario, porterò le mie mucche a pascolare da lui”. Al calar del tramonto, la donna rimase stupefatta; mentre molta gente tornava dai campi, altra vi si recava, con gli attrezzi in spalla. “Ma come!”, chiese indignata al consorte: “Qui la gente lavora di notte?” “La gente”, le spiegò il marito alzando un poco la voce, “qui lavora quando vuole. Chi, la notte, non riesce a dormire, va a lavorare. Gli altri vanno a lavorare di giorno”. “Questo è un paese di pazzi!”, concluse la donna. E n’ebbe la conferma immediata, quando prese a schiaffi una sua ancella, muta, che le aveva fatto cadere inavvertitamente alcune gocce di the sull’abito. La sera, allorché il marito l’avvertì che per quel suo gesto avrebbe dovuto comparire all’adunanza della tradizione, la donna trasecolò, ma capì presto di non aver nulla da temere. Al calar del sole, tutto il villaggio era in piazza. Assistere a uno scontro fra la moglie del capo villaggio e una povera serva, per di più muta, non era cosa di tutti i giorni. La ragazza fece del suo meglio; a gesti e aiutandosi con la mimica, perorò la causa della donna straniera. Quando fu il suo turno, quest’ultima si alzò in piedi senza pronunciar parola e tacque finché il suo tempo fu scaduto. Non era forse muta la sua serva?… Venuta a mancarle la difesa, alla ragazza, seppure a malincuore, fu gioco forza dare torto. Ma non per nulla regnava nel paese il buon senso. Il capo villaggio capì che vale molto di più una donna senza parole e con molto cuore, che una con poco cuore e troppe lamentele. Perciò riabilitò la serva e rispedì la moglie al suo paese. Di quell’antico villaggio oggi non c’è più traccia. D’altra parte, c’è forse in giro ancora qualche traccia di buon senso?

Piero Gribaudi

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Articolo precedentePadre mio
Articolo successivoPreghiera dell’abbandono!

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Buon senso

  

- Advertisement -

2Da qualche parte, moltissimo tempo fa, regnava in un paese il buon senso. Se sorgevano contrasti, venivano risolti secondo un’antichissima tradizione: ognuno dei contendenti era vincolato a sostenere non le proprie ragioni, ma quelle dell’avversario, al cospetto dell’intero villaggio. In tal modo, non solo il divertimento era assicurato, ma ogni dissidio si scioglieva come neve al sole. Era un paese felice. E lo fu sino a che il capo villaggio si ammogliò con una donna di un paese straniero. Trasferitasi nel paese, costei rimase scandalizzata dal comportamento della gente. “Com’è possibile”, chiese al marito, “che così poche persone siano venute a rendermi omaggio?”. “Non c’è legge che le obblighi a farlo. Coloro ai quali appari simpatica, ti salutano; gli altri, no. Ma certamente farai loro cambiare idea…”. Il giorno appresso l’irritazione della donna crebbe. “Come mai”, domandò al marito, “le mucche del vicino pascolano sui tuoi prati e tu non dici nulla?” “E che dovrei dire?”, rispose il marito un po’ seccato: “Quest’anno i miei prati sono più floridi dei suoi. Quando avverrà il contrario, porterò le mie mucche a pascolare da lui”. Al calar del tramonto, la donna rimase stupefatta; mentre molta gente tornava dai campi, altra vi si recava, con gli attrezzi in spalla. “Ma come!”, chiese indignata al consorte: “Qui la gente lavora di notte?” “La gente”, le spiegò il marito alzando un poco la voce, “qui lavora quando vuole. Chi, la notte, non riesce a dormire, va a lavorare. Gli altri vanno a lavorare di giorno”. “Questo è un paese di pazzi!”, concluse la donna. E n’ebbe la conferma immediata, quando prese a schiaffi una sua ancella, muta, che le aveva fatto cadere inavvertitamente alcune gocce di the sull’abito. La sera, allorché il marito l’avvertì che per quel suo gesto avrebbe dovuto comparire all’adunanza della tradizione, la donna trasecolò, ma capì presto di non aver nulla da temere. Al calar del sole, tutto il villaggio era in piazza. Assistere a uno scontro fra la moglie del capo villaggio e una povera serva, per di più muta, non era cosa di tutti i giorni. La ragazza fece del suo meglio; a gesti e aiutandosi con la mimica, perorò la causa della donna straniera. Quando fu il suo turno, quest’ultima si alzò in piedi senza pronunciar parola e tacque finché il suo tempo fu scaduto. Non era forse muta la sua serva?… Venuta a mancarle la difesa, alla ragazza, seppure a malincuore, fu gioco forza dare torto. Ma non per nulla regnava nel paese il buon senso. Il capo villaggio capì che vale molto di più una donna senza parole e con molto cuore, che una con poco cuore e troppe lamentele. Perciò riabilitò la serva e rispedì la moglie al suo paese. Di quell’antico villaggio oggi non c’è più traccia. D’altra parte, c’è forse in giro ancora qualche traccia di buon senso?

Piero Gribaudi

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato di SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Articolo precedentePadre mio
Articolo successivoPreghiera dell’abbandono!

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
272FansMi piace
799FollowerSegui
13,000FollowerSegui
581FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO