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Bergoglio parla la lingua di Ratzinger ai chierichetti tedeschi

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Udienza in piazza San Pietro a 50mila ragazzi. Omelia e saluti in tedesco, poi risponde in italiano alle loro domande. E scherza: “Siete tedeschi, quindi organizzati”

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IACOPO SCARAMUZZI
CITTÀ DEL VATICANO

Das Wort des heiligen Paulus aus dem Galaterbrief…”. Papa Francesco prende la parola in piazza San Pietro, verso le 18.45, davanti a 50mila ragazzi tedeschi giunti a Roma per l’annuale pellegrinaggio dei “ministranti” di lingua tedesca. E, per la prima volta, Jorge Mario Bergoglio parla pubblicamente in tedesco, la lingua del suo predecessore Benedetto XVI, nonché l’idioma che usò quando, molti anni fa, studiò teologia in Germania.

Il Papa argentino, si sa, ama parlare in italiano. Rarissime le eccezioni. A parte lo spagnolo, la sua lingua nativa, a cui ricorre volentieri, ha usato, nel corso del pontificato, il portoghese, durante la Giornata mondiale della gioventù in Brasile, l’inglese, in un video ai cattolici delle Filippine, qualche parola in francese e in inglese con i molti capi di Stato ricevuti in Vaticano. Poi basta. Oggi, dopo aver riguardato il testo in silenzio nei momenti precedenti, per la prima volta ha parlato in tedesco.

“Le parole di san Paolo che abbiamo appena ascoltato, tratte dalla Lettera ai Galati – ha detto – attirano la nostra attenzione. Il tempo è compiuto, dice Paolo. Ora Dio realizza la sua opera decisiva”. Attraverso l’incarnazione di Gesù, “possiamo capire ciò che Dio veramente intende. Egli vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre”.

Jorge Mario Bergoglio trascorse diversi mesi della sua vita in Germania, quando, dopo il periodo del provincialato dei gesuiti in Argentina, nel 1986 fece un periodo di studio alla “Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen” di Francoforte sul Meno.

I cinquantamila “ministranti” di lingua tedesca, chierichetti e giovani che servono la messa, hanno tra i 13 e i 27 anni e provengono da Germania, Austria e Svizzera e si trovano a Roma per il loro consueto pellegrinaggio, che quest’anno ha come motto “Liberi! Perché è lecito fare del bene”, accompagnati da mons. Karl Heinz Wiesemann, presidente della Commissione per i giovani della Conferenza episcopale tedesca. Presenti 25 vescovi tedeschi. Non c’era invece il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera e presidente della conferenza episcopale tedesca.

In attesa dell’arrivo del Papa, i 50mila giovani si sono intrattenuti con canti, cori, applausi, quasi una piccola Giornata mondiale della gioventù, e, guidati da due ragazzi sul palco del sagrato della basilica vaticana, si sono fatti un “selfie” di massa nello stesso momento a ricordo della giornata. Autoscatto con smartphone poi ripetuto da alcuni, al momento dei saluti finali, con il Papa in persona. Il Pontefice argentino, affiancato da uno dei suoi segretari e dal prefetto della Casa pontificia, mons. Georg Gaenswein, ha ricevuto in regalo un fazzoletto che ha avvolto al polso e una maglia nera e rossa con il numero 1 e il nome “Franziskus” sul retro. Papa Francesco ha presieduto dapprima i vespri, parlando, all’omelia e alle preghiere rituali, in tedesco. Poi ha risposto a tre domande di altrettanti ragazzi tedeschi.

“Vielen Dank fuer Ihren Besuch”, grazie mille per la vostra visita, ha esordito il Papa in tedesco, per poi passare all’italiano, tradotto da uno speaker in tedesco.

“Il Signore chiama ognuno di voi a lavorare nel suo campo; vi chiama ad essere gioiosi protagonisti nella sua Chiesa, pronti a comunicare ai vostri amici ciò che lui vi ha comunicato, specialmente la sua misericordia e la sua tenerezza”, ha detto il Papa in risposto ad una domanda sul “protagonismo” dei giovani nella Chiesa. “Comprendo le vostre difficoltà a conciliare l’impegno di ministrante con le varie attività, necessarie alla vostra crescita umana e culturale”, ha risposto ad un ragazzo che domandava come conciliare il servizio in Chiesa e le molte altre attività tipiche dell’età. “Bisogna un po’ organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose… ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene”, ha detto il Papa, suscitando – quando la frase è stata tradotta in tedesco un paio di minuti dopo – le risate dei ragazzi. “La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio, pertanto occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose”, ha detto ancora Bergoglio. “Forse tanti ragazzi e giovani perdono troppe ore in cose futili: il chattare in internet o con i telefonini, le telenovele, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante”.

“Cari ragazzi e ragazze, non usate male la vostra libertà!”, ha detto in risposta all’ultima domanda. “Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Se seguirete Gesù e il suo Vangelo, la vostra libertà sboccerà come una pianta in fiore, e porterà frutti buoni e abbondanti! Troverete la gioia autentica, perché Lui ci vuole uomini e donne pienamente felici e realizzati. Solo aderendo alla volontà di Dio possiamo compiere il bene ed essere luce del mondo e sale della terra!”. Arrivato in jeep bianca poco prima delle 18, il Papa ha lasciato piazza San Pietro pochi minuti prima delle 20, non prima di aver salutato i malati e i disabili.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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IACOPO SCARAMUZZI
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Das Wort des heiligen Paulus aus dem Galaterbrief…”. Papa Francesco prende la parola in piazza San Pietro, verso le 18.45, davanti a 50mila ragazzi tedeschi giunti a Roma per l’annuale pellegrinaggio dei “ministranti” di lingua tedesca. E, per la prima volta, Jorge Mario Bergoglio parla pubblicamente in tedesco, la lingua del suo predecessore Benedetto XVI, nonché l’idioma che usò quando, molti anni fa, studiò teologia in Germania.

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Il Papa argentino, si sa, ama parlare in italiano. Rarissime le eccezioni. A parte lo spagnolo, la sua lingua nativa, a cui ricorre volentieri, ha usato, nel corso del pontificato, il portoghese, durante la Giornata mondiale della gioventù in Brasile, l’inglese, in un video ai cattolici delle Filippine, qualche parola in francese e in inglese con i molti capi di Stato ricevuti in Vaticano. Poi basta. Oggi, dopo aver riguardato il testo in silenzio nei momenti precedenti, per la prima volta ha parlato in tedesco.

“Le parole di san Paolo che abbiamo appena ascoltato, tratte dalla Lettera ai Galati – ha detto – attirano la nostra attenzione. Il tempo è compiuto, dice Paolo. Ora Dio realizza la sua opera decisiva”. Attraverso l’incarnazione di Gesù, “possiamo capire ciò che Dio veramente intende. Egli vuole persone umane libere, perché si sentono sempre protette come figli di un buon Padre”.

Jorge Mario Bergoglio trascorse diversi mesi della sua vita in Germania, quando, dopo il periodo del provincialato dei gesuiti in Argentina, nel 1986 fece un periodo di studio alla “Philosophisch-Theologische Hochschule Sankt Georgen” di Francoforte sul Meno.

I cinquantamila “ministranti” di lingua tedesca, chierichetti e giovani che servono la messa, hanno tra i 13 e i 27 anni e provengono da Germania, Austria e Svizzera e si trovano a Roma per il loro consueto pellegrinaggio, che quest’anno ha come motto “Liberi! Perché è lecito fare del bene”, accompagnati da mons. Karl Heinz Wiesemann, presidente della Commissione per i giovani della Conferenza episcopale tedesca. Presenti 25 vescovi tedeschi. Non c’era invece il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera e presidente della conferenza episcopale tedesca.

In attesa dell’arrivo del Papa, i 50mila giovani si sono intrattenuti con canti, cori, applausi, quasi una piccola Giornata mondiale della gioventù, e, guidati da due ragazzi sul palco del sagrato della basilica vaticana, si sono fatti un “selfie” di massa nello stesso momento a ricordo della giornata. Autoscatto con smartphone poi ripetuto da alcuni, al momento dei saluti finali, con il Papa in persona. Il Pontefice argentino, affiancato da uno dei suoi segretari e dal prefetto della Casa pontificia, mons. Georg Gaenswein, ha ricevuto in regalo un fazzoletto che ha avvolto al polso e una maglia nera e rossa con il numero 1 e il nome “Franziskus” sul retro. Papa Francesco ha presieduto dapprima i vespri, parlando, all’omelia e alle preghiere rituali, in tedesco. Poi ha risposto a tre domande di altrettanti ragazzi tedeschi.

“Vielen Dank fuer Ihren Besuch”, grazie mille per la vostra visita, ha esordito il Papa in tedesco, per poi passare all’italiano, tradotto da uno speaker in tedesco.

“Il Signore chiama ognuno di voi a lavorare nel suo campo; vi chiama ad essere gioiosi protagonisti nella sua Chiesa, pronti a comunicare ai vostri amici ciò che lui vi ha comunicato, specialmente la sua misericordia e la sua tenerezza”, ha detto il Papa in risposto ad una domanda sul “protagonismo” dei giovani nella Chiesa. “Comprendo le vostre difficoltà a conciliare l’impegno di ministrante con le varie attività, necessarie alla vostra crescita umana e culturale”, ha risposto ad un ragazzo che domandava come conciliare il servizio in Chiesa e le molte altre attività tipiche dell’età. “Bisogna un po’ organizzarsi, programmare in modo equilibrato le cose… ma voi siete tedeschi, e questo vi viene bene”, ha detto il Papa, suscitando – quando la frase è stata tradotta in tedesco un paio di minuti dopo – le risate dei ragazzi. “La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio, pertanto occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose”, ha detto ancora Bergoglio. “Forse tanti ragazzi e giovani perdono troppe ore in cose futili: il chattare in internet o con i telefonini, le telenovele, i prodotti del progresso tecnologico, che dovrebbero semplificare e migliorare la qualità della vita, e talvolta distolgono l’attenzione da quello che è realmente importante”.

“Cari ragazzi e ragazze, non usate male la vostra libertà!”, ha detto in risposta all’ultima domanda. “Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Se seguirete Gesù e il suo Vangelo, la vostra libertà sboccerà come una pianta in fiore, e porterà frutti buoni e abbondanti! Troverete la gioia autentica, perché Lui ci vuole uomini e donne pienamente felici e realizzati. Solo aderendo alla volontà di Dio possiamo compiere il bene ed essere luce del mondo e sale della terra!”. Arrivato in jeep bianca poco prima delle 18, il Papa ha lasciato piazza San Pietro pochi minuti prima delle 20, non prima di aver salutato i malati e i disabili.

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