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Benedetto XVI come Leone Magno

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«Prima ancora che essere un grandissimo teologo e maestro della fede, si vede che è un uomo che veramente crede, che veramente prega; si vede che è un uomo che impersona la santità, un uomo di pace, un uomo di Dio». Sono le prime osservazioni che Papa Francesco mette per iscritto, firmando la prefazione ad un’antologia di testi del suo predecessore sul sacerdozio, “Insegnare e imparare l’amore di Dio”, edito da Cantagalli. Un documento che mette in rilievo la grande stima che il Pontefice regnante nutre nei confronti del Papa emerito, e ampiamente mostrata fin dall’inizio del suo pontificato. «Il cardinale Gerhard Ludwig Müller – prosegue, poi, Papa Francesco – ha autorevolmente affermato che l’opera teologica di Joseph Ratzinger prima, e di Benedetto XVI poi, lo mette tra la schiera dei grandissimi teologi sul soglio di Pietro; come, ad esempio, papa Leone Magno, santo e dottore della Chiesa».

Papa Leone, fu il primo pontefice a cui venne attribuito il titolo “Magno”, successivamente conferito a Papa Gregorio (590-604) e Nicola (858-867). I suoi biografi lo descrissero come un uomo energico, generoso e con un grande senso del dovere. Nasce a Roma intorno al IV secolo, e negli anni del suo pontificato (dal 440 al 461) contribuisce a migliorare l’importanza del primato petrino, formulando per primo la convinzione che è il vescovo di Roma che riceve l’eredità di Pietro e la suprema autorità da Dio. Si oppose con fermezza alle correnti del pelagianesimo e del manicheismo, e nel 451 sostenne autorevolmente le tesi contro l’eresia monofisita che non riconosceva la fusione delle due nature (umana e divina) nell’unica persona di Cristo. Celebre l’episodio che lo vide protagonista contro l’avanzata degli Unni a Roma, andando incontro ad Attila e facendolo desistere – secondo la tradizione – dal proposito di saccheggiare Roma. Analoga tenacia, Leone Magno, mostrò tre anni dopo nel 455 con Genserico il vandalo, senza però riuscire a fermarlo e a salvare la città di Roma dall’invasione. Negli anni in cui Roma si avviava verso la fine dell’Impero, Papa Leone Magno si prodigò con successo per difendere la fede cristiana dalle eresie del tempo e dal degrado di una certa parte del clero. Di grande spessore stilistico le opere rimaste di Leone Magno, le lettere e un centinaio di omelie. Morì il 10 novembre del 461. Nel 1754 viene proclamato dottore della Chiesa da Papa Benedetto XIV. Fu il primo papa a ricevere il titolo di “Magno”.

L’accostamento di Benedetto XVI alla figura storica di Papa Leone Magno – sottolineata dal cardinale Müller e condivisa da Papa Francesco – non è per nulla sproporzionata, anzi, per certi versi, i contributi teologici e culturali di Joseph Ratzinger cardinale e Benedetto XVI pontefice risultano addirittura più grandi e dottrinalmente più dettagliati. Particolare questo che potrebbe far meritare a Benedetto XVI, il titolo di “Magno”.

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Papa Leone, fu il primo pontefice a cui venne attribuito il titolo “Magno”, successivamente conferito a Papa Gregorio (590-604) e Nicola (858-867). I suoi biografi lo descrissero come un uomo energico, generoso e con un grande senso del dovere. Nasce a Roma intorno al IV secolo, e negli anni del suo pontificato (dal 440 al 461) contribuisce a migliorare l’importanza del primato petrino, formulando per primo la convinzione che è il vescovo di Roma che riceve l’eredità di Pietro e la suprema autorità da Dio. Si oppose con fermezza alle correnti del pelagianesimo e del manicheismo, e nel 451 sostenne autorevolmente le tesi contro l’eresia monofisita che non riconosceva la fusione delle due nature (umana e divina) nell’unica persona di Cristo. Celebre l’episodio che lo vide protagonista contro l’avanzata degli Unni a Roma, andando incontro ad Attila e facendolo desistere – secondo la tradizione – dal proposito di saccheggiare Roma. Analoga tenacia, Leone Magno, mostrò tre anni dopo nel 455 con Genserico il vandalo, senza però riuscire a fermarlo e a salvare la città di Roma dall’invasione. Negli anni in cui Roma si avviava verso la fine dell’Impero, Papa Leone Magno si prodigò con successo per difendere la fede cristiana dalle eresie del tempo e dal degrado di una certa parte del clero. Di grande spessore stilistico le opere rimaste di Leone Magno, le lettere e un centinaio di omelie. Morì il 10 novembre del 461. Nel 1754 viene proclamato dottore della Chiesa da Papa Benedetto XIV. Fu il primo papa a ricevere il titolo di “Magno”.

L’accostamento di Benedetto XVI alla figura storica di Papa Leone Magno – sottolineata dal cardinale Müller e condivisa da Papa Francesco – non è per nulla sproporzionata, anzi, per certi versi, i contributi teologici e culturali di Joseph Ratzinger cardinale e Benedetto XVI pontefice risultano addirittura più grandi e dottrinalmente più dettagliati. Particolare questo che potrebbe far meritare a Benedetto XVI, il titolo di “Magno”.

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