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Home Argomenti Vita Ecclesiale Benedetto XVI – card. Sarah. Sul celibato: il “no” dei lettori

Benedetto XVI – card. Sarah. Sul celibato: il “no” dei lettori

L’arringa del giornale e il dissenso inatteso

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di: Hugues Derycke

Le Figaro di lunedì 13 gennaio ha messo in prima pagina il titolo “Celibato dei preti: il grido di allarme di Benedetto XVI”. Tre pagine sono dedicate al libro Dal profondo dei nostri cuori scritto a quattro mani dal card. Sarah e dal papa emerito (ed. Fayard).

L’insieme del dossier è gestito dal redattore in capo del giornale incaricato per le questioni religiose. Contiene lunghi estratti del volume, un’intervista al card. Sarah, una descrizione dell’amicizia spirituale fra lui e il papa emerito e un’analisi del giornale dal titolo: «Celibato dei preti: Benedetto XVI esce dal silenzio; nel libro scritto con il card. Sarah prende posizione contro l’ordinazione di uomini sposati – Un’esclusiva».

Il cardinale e il papa emerito reagiscono alle conclusioni del sinodo sull’Amazzonia, definito come «sinodo dei media». Come ricorda il giornale: «questo punto – la questione del celibato dei preti – regolarmente sollevato negli ultimi cinquant’anni, ha conosciuto un picco di attualità durante il recente sinodo sull’Amazzonia. Per ovviare alla mancanza di pastori in questa regione è tornata l’ipotesi di ordinare uomini sposati. Essa sembra aver convinto i sinodali».

L’indicazione si è concretizzata il 26 ottobre 2019 quando una maggioranza dei due terzi degli oltre 200 sinodali ha approvato la possibilità di ordinare al presbiterato diaconi permanenti per questa regione. Starà al papa confermare il voto nell’esortazione apostolica post-sinodale. Si sa peraltro che altre Chiese, come il Belgio e la Germania, sono favorevoli ad aprire questa possibilità.

L’arringa del giornale e il dissenso inatteso

Il dossier del giornale francese è un’arringa contro l’ordinazione di uomini sposati (viri probati) per garantire la cura pastorale delle comunità che non hanno prete e attendono la celebrazione eucaristica.

L’argomentazione del testo è centrato sulla persona del prete, strettamente associato al servizio eucaristico: «l’essenza del ministero sacerdotale si definisce in primo luogo per il fatto di porsi davanti al Signore, di vegliare su di lui, d’essere lì per lui». Questa citazione, attribuita a Benedetto XVI, mette l’accento su una funzione sacerdotale più sacrale che pastorale, più prossima alla vocazione monastica. Si sa che la Chiesa fa conto su un equilibrio fra vocazioni religiose e vocazioni secolari.

La Chiesa d’Oriente, gli ortodossi, ha scelto di operare una distinzione netta fra il clero sposato (prima dell’ordinazione) dedicato al servizio pastorale e un clero monastico e celibatario da cui vengono scelti i vescovi e i patriarchi.

Si sa anche che la Chiesa d’Occidente ha reso vincolante la regola del celibato – che non è comunque un dogma – per riprendere in mano il clero e la società in periodi di lassismo morale, per ricondurre i preti a una funzione di esemplarità.

Si sa anche, dopo la recente esplosione delle denuncie sugli abusi, che tale regola ha indotto una confusione fra la persona del prete e la sua funzione di autorità, indicata come alter Christus.

Il dibattito teologico è aperto e il dossier sottolinea, con ragione, il diritto all’obiezione di coscienza del cardinale e del papa emerito. Due correnti teologiche alimentano la teologia del prete e cercano un equilibrio. Una corrente sacerdotale che privilegia il carattere sacrale e religioso e una corrente ministeriale che enfatizza la funzione di servizio e l’aspetto pastorale. Il card. Sarah e Benedetto XVI si iscrivono nel vocabolario sacrale.

La reazione del Vaticano al dossier è stata rapida. Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, ha ricordato che il celibato sacerdotale non è un dogma ma attiene «alla disciplina ecclesiastica». «La Chiesa cattolica di rito orientale contempla l’ordinazione di uomini sposati» e il predecessore di Francesco, Benedetto XVI, aveva previsto di ammettere pastori anglicani sposati convertiti al cattolicesimo «all’ordine sacro del presbiterato caso per caso e secondo criteri obiettivi approvati dalla Santa Sede». Esempi che manifestano l’esigenza di un clero sposato in certe regioni e in determinate circostanze in seno alla Chiesa cattolica.

Dibattito teologico e sapienza pastorale

Appare ancora più significativa la reazione dei lettori del giornale Le Figaro che propone sistematicamente ai propri lettori di reagire con un rapido sondaggio enunciato prima e pubblicato poi.

Il 13 gennaio il risultato del sondaggio precedente concerneva la riforma delle pensioni. «Dopo 37 giorni di sciopero pensate che la protesta si fermerà?». La risposta è stata: sì (42%), no (58%) per un totale di 27.109 votanti. Lo sciopero dura ancora e il dibattito sulle pensioni attraversa in forma acuta la società francese e rende difficili le attività quotidiane.

Nell’edizione del 13 gennaio la questione posta era: «Approvate la posizione di Benedetto XVI per il mantenimento del celibato dei preti?». La sorpresa è nella risposta pubblicata il giorno dopo. Su 103.147 votanti i sì sono il 31% e i no sono il 69%. Cioè con più di 70.000 lettori del giornale, tra i quali vi sono spesso lettori di sensibilità cristiana e di praticanti regolari, si delinea una chiara maggioranza, anche se rimane una resistenza significativa seppur inferiore a un terzo dei votanti.

Vi è quindi una pedagogia da mettere in atto là dove la carenza di preti induce un allontanamento dalla celebrazione eucaristica come risorsa della vita cristiana, affinché possano partire delle esperienze in merito.

Al di là delle intenzioni di bloccare il libro, emerge un’attesa reale da prendere in considerazione senza rigidità ideologiche o dottrinali. È in arrivo la proposta di papa Francesco per esperimenti di ordinazioni di viri probati. Diamo questa possibilità al soffio dello Spirito!

Dopo 48 ore  la polemica si gonfia sulle condizioni della collaborazione di Benedetto nel testo e, in particolare, sulla conoscenza o no dell’utilizzazione del suo nome e sull’implicazione della sua firma per coprire un’opera non sua. Qualche aggiustamento all’edizione è stato richiesto per far meglio emergere l’autore principale e il “regista” del progetto, il card. Sarah, relativizzando l’apporto del papa emerito. Sembra infatti che Benedetto XVI non avesse coscienza dell’utilizzazione del suo nome e della sua firma in una controversia chiara con Francesco che resta il solo papa in funzione. Si sente odore di manipolazione.

È sgradevole che un giornale di risonanza nazionale si sia prestato e che il redattore dell’articolo si sia lasciato strumentalizzare senza distinguere fra le proprie opinioni e il suo servizio da giornalista. Al di là delle ambiguità, la sorpresa riguarda il numero inatteso delle opinioni favorevoli all’ordinazione sacerdotale di uomini sposati.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Benedetto XVI – card. Sarah. Sul celibato: il “no” dei lettori

L’arringa del giornale e il dissenso inatteso

  

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di: Hugues Derycke

Le Figaro di lunedì 13 gennaio ha messo in prima pagina il titolo “Celibato dei preti: il grido di allarme di Benedetto XVI”. Tre pagine sono dedicate al libro Dal profondo dei nostri cuori scritto a quattro mani dal card. Sarah e dal papa emerito (ed. Fayard).

L’insieme del dossier è gestito dal redattore in capo del giornale incaricato per le questioni religiose. Contiene lunghi estratti del volume, un’intervista al card. Sarah, una descrizione dell’amicizia spirituale fra lui e il papa emerito e un’analisi del giornale dal titolo: «Celibato dei preti: Benedetto XVI esce dal silenzio; nel libro scritto con il card. Sarah prende posizione contro l’ordinazione di uomini sposati – Un’esclusiva».

Il cardinale e il papa emerito reagiscono alle conclusioni del sinodo sull’Amazzonia, definito come «sinodo dei media». Come ricorda il giornale: «questo punto – la questione del celibato dei preti – regolarmente sollevato negli ultimi cinquant’anni, ha conosciuto un picco di attualità durante il recente sinodo sull’Amazzonia. Per ovviare alla mancanza di pastori in questa regione è tornata l’ipotesi di ordinare uomini sposati. Essa sembra aver convinto i sinodali».

L’indicazione si è concretizzata il 26 ottobre 2019 quando una maggioranza dei due terzi degli oltre 200 sinodali ha approvato la possibilità di ordinare al presbiterato diaconi permanenti per questa regione. Starà al papa confermare il voto nell’esortazione apostolica post-sinodale. Si sa peraltro che altre Chiese, come il Belgio e la Germania, sono favorevoli ad aprire questa possibilità.

L’arringa del giornale e il dissenso inatteso

Il dossier del giornale francese è un’arringa contro l’ordinazione di uomini sposati (viri probati) per garantire la cura pastorale delle comunità che non hanno prete e attendono la celebrazione eucaristica.

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L’argomentazione del testo è centrato sulla persona del prete, strettamente associato al servizio eucaristico: «l’essenza del ministero sacerdotale si definisce in primo luogo per il fatto di porsi davanti al Signore, di vegliare su di lui, d’essere lì per lui». Questa citazione, attribuita a Benedetto XVI, mette l’accento su una funzione sacerdotale più sacrale che pastorale, più prossima alla vocazione monastica. Si sa che la Chiesa fa conto su un equilibrio fra vocazioni religiose e vocazioni secolari.

La Chiesa d’Oriente, gli ortodossi, ha scelto di operare una distinzione netta fra il clero sposato (prima dell’ordinazione) dedicato al servizio pastorale e un clero monastico e celibatario da cui vengono scelti i vescovi e i patriarchi.

Si sa anche che la Chiesa d’Occidente ha reso vincolante la regola del celibato – che non è comunque un dogma – per riprendere in mano il clero e la società in periodi di lassismo morale, per ricondurre i preti a una funzione di esemplarità.

Si sa anche, dopo la recente esplosione delle denuncie sugli abusi, che tale regola ha indotto una confusione fra la persona del prete e la sua funzione di autorità, indicata come alter Christus.

Il dibattito teologico è aperto e il dossier sottolinea, con ragione, il diritto all’obiezione di coscienza del cardinale e del papa emerito. Due correnti teologiche alimentano la teologia del prete e cercano un equilibrio. Una corrente sacerdotale che privilegia il carattere sacrale e religioso e una corrente ministeriale che enfatizza la funzione di servizio e l’aspetto pastorale. Il card. Sarah e Benedetto XVI si iscrivono nel vocabolario sacrale.

La reazione del Vaticano al dossier è stata rapida. Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, ha ricordato che il celibato sacerdotale non è un dogma ma attiene «alla disciplina ecclesiastica». «La Chiesa cattolica di rito orientale contempla l’ordinazione di uomini sposati» e il predecessore di Francesco, Benedetto XVI, aveva previsto di ammettere pastori anglicani sposati convertiti al cattolicesimo «all’ordine sacro del presbiterato caso per caso e secondo criteri obiettivi approvati dalla Santa Sede». Esempi che manifestano l’esigenza di un clero sposato in certe regioni e in determinate circostanze in seno alla Chiesa cattolica.

Dibattito teologico e sapienza pastorale

Appare ancora più significativa la reazione dei lettori del giornale Le Figaro che propone sistematicamente ai propri lettori di reagire con un rapido sondaggio enunciato prima e pubblicato poi.

Il 13 gennaio il risultato del sondaggio precedente concerneva la riforma delle pensioni. «Dopo 37 giorni di sciopero pensate che la protesta si fermerà?». La risposta è stata: sì (42%), no (58%) per un totale di 27.109 votanti. Lo sciopero dura ancora e il dibattito sulle pensioni attraversa in forma acuta la società francese e rende difficili le attività quotidiane.

Nell’edizione del 13 gennaio la questione posta era: «Approvate la posizione di Benedetto XVI per il mantenimento del celibato dei preti?». La sorpresa è nella risposta pubblicata il giorno dopo. Su 103.147 votanti i sì sono il 31% e i no sono il 69%. Cioè con più di 70.000 lettori del giornale, tra i quali vi sono spesso lettori di sensibilità cristiana e di praticanti regolari, si delinea una chiara maggioranza, anche se rimane una resistenza significativa seppur inferiore a un terzo dei votanti.

Vi è quindi una pedagogia da mettere in atto là dove la carenza di preti induce un allontanamento dalla celebrazione eucaristica come risorsa della vita cristiana, affinché possano partire delle esperienze in merito.

Al di là delle intenzioni di bloccare il libro, emerge un’attesa reale da prendere in considerazione senza rigidità ideologiche o dottrinali. È in arrivo la proposta di papa Francesco per esperimenti di ordinazioni di viri probati. Diamo questa possibilità al soffio dello Spirito!

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È sgradevole che un giornale di risonanza nazionale si sia prestato e che il redattore dell’articolo si sia lasciato strumentalizzare senza distinguere fra le proprie opinioni e il suo servizio da giornalista. Al di là delle ambiguità, la sorpresa riguarda il numero inatteso delle opinioni favorevoli all’ordinazione sacerdotale di uomini sposati.

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