28 C
Rome
mercoledì, 19 Giugno 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno C Battesimo del Signore - Anno C - 13 gennaio 2018

Battesimo del Signore – Anno C – 13 gennaio 2018

 Anche per noi una volta si è squarciato il cielo






    Dal Vangelo secondo Luca.

     “In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»”.




    Anche per ciascun uomo che calpesta il suolo di questo mondo, un giorno si è squarciato il cielo, e una voce di compiacenza ha dichiarato che siamo figli di Dio. Si, Dio ha stabilito con ciascuno di noi un rapporto così unico, stabile, particolare, perché ci ha resi suoi figli. Il Battesimo è il giorno della nostra vera nascita, una nascita che non cesserà mai più ed è proiettata nell’eternità.

    Nel linguaggio e nelle relazioni umane quando il calore di un affetto diventa maturo è bello e consolante sentirsi dire che si piace a qualcuno, ci si sente considerati, apprezzati, amati. Quando il cielo, come gravido, si è squarciato per consegnare alla nostra vita le parole di Dio: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”, anche per noi c’è stato un sussulto di gioia. Essere il compiacimento di Dio, prima ancora di guadagnarcelo sul campo, è il segno vero di un amore gratuito, genuino, partecipato non perché meritato, ma accolto perché donatoci. L’amore non si guadagna, ma si accoglie. Così che Dio ci ama a prescindere, altrimenti non dovrebbe amarci mai perché cosa dovremmo far per essere meritevoli del suo amore?

    Lo sguardo intenso di due che si amano culmina e si condisce sempre con la parola magica: “Ti amo”. Il cielo squarciato ci dona questa certezza che Dio ama ciascuno di noi. Allora quasi sommersi annegati dal suo amore la vita inizia a navigare per mari diversi, a conosce spazi ed orizzonti inesplorati. Sentire sulla pelle l’amore di Dio, nutrire il cuore con la certezza che esso è un amore eterno trasforma il grigiore dell’esistenza in un arcobaleno luminoso e sereno che permette d’essere immersi nella luce di Dio e proiettati verso gli altri che come me condividono la medesima situazione.

    Il battesimo ci ha immersi in Dio, ci ha posti nel cuore di Dio ed ha riempito il nostro della sua paternità. Ricchezza unica ed incommensurabile. Col battesimo noi nasciamo in Dio e Dio nasce in noi. Un intreccio di nascite, di inizi, di speranze che poi dovranno essere disegnate e colorate con la ricchezza di un rapporto che si nutrirà col tempo e si ingigantirà con l’esperienza.

    La consolazione della paternità di Dio ricevuta nel battesimo è portatrice anche di un altro dono, non meno prezioso e necessario. Se tutti figli dello stesso padre, ne consegue la fraternità come derivazione di dignità e impegno. Ci consola sentirsi in compagnia, arricchiti dalla presenza degli altri ma anche siamo sollecitati a prenderci cura delle ferite, dei disagi, delle difficoltà di un fratello che è in sofferenza. Occorre vincere l’indifferenza e curarla con la solidarietà, la prossimità, Unica medicina per guarire è l’amore reciproco, vicendevole. Nel mare dell’indifferenza globalizzata in cui siamo costretti a navigare, i figli di Dio debbono essere le isole di consolazione e le osterie che si prendono cura degli altri. Chiunque essi siano, anzi, proprio perché figli dello stesso padre, quindi fratelli. Non intervenire sarebbe un’indifferenza fratricida che ci condanna in quanto non possiamo, come Caino, rispondere a chi ci interpella, che non siamo i custodi di nostro fratello. Dio donandoci la sua paternità, attraverso il battesimo, ci rende anche custodi di coloro che, come noi, condividono la medesima condizione filiale. Per tutti si è squarciato il cielo, non solo per noi.




    Lo Spirito Santo, ricevuto per la prima volta nel giorno del nostro Battesimo, ci apre il cuore alla Verità, a tutta la Verità. Lo Spirito spinge la nostra vita sul sentiero impegnativo ma gioioso della carità e della solidarietà verso i nostri fratelli. Lo Spirito ci dona la tenerezza del perdono divino e ci pervade con la forza invincibile della misericordia del Padre. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo è una presenza viva e vivificante in chi lo accoglie, prega in noi e ci riempie di gioia spirituale.

    (Angelus 10 gennaio 2016)




    Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.



- Advertisement -
B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Battesimo del Signore – Anno C – 13 gennaio 2018

 Anche per noi una volta si è squarciato il cielo






    Dal Vangelo secondo Luca.

     “In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»”.




    Anche per ciascun uomo che calpesta il suolo di questo mondo, un giorno si è squarciato il cielo, e una voce di compiacenza ha dichiarato che siamo figli di Dio. Si, Dio ha stabilito con ciascuno di noi un rapporto così unico, stabile, particolare, perché ci ha resi suoi figli. Il Battesimo è il giorno della nostra vera nascita, una nascita che non cesserà mai più ed è proiettata nell’eternità.

    Nel linguaggio e nelle relazioni umane quando il calore di un affetto diventa maturo è bello e consolante sentirsi dire che si piace a qualcuno, ci si sente considerati, apprezzati, amati. Quando il cielo, come gravido, si è squarciato per consegnare alla nostra vita le parole di Dio: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”, anche per noi c’è stato un sussulto di gioia. Essere il compiacimento di Dio, prima ancora di guadagnarcelo sul campo, è il segno vero di un amore gratuito, genuino, partecipato non perché meritato, ma accolto perché donatoci. L’amore non si guadagna, ma si accoglie. Così che Dio ci ama a prescindere, altrimenti non dovrebbe amarci mai perché cosa dovremmo far per essere meritevoli del suo amore?

    Lo sguardo intenso di due che si amano culmina e si condisce sempre con la parola magica: “Ti amo”. Il cielo squarciato ci dona questa certezza che Dio ama ciascuno di noi. Allora quasi sommersi annegati dal suo amore la vita inizia a navigare per mari diversi, a conosce spazi ed orizzonti inesplorati. Sentire sulla pelle l’amore di Dio, nutrire il cuore con la certezza che esso è un amore eterno trasforma il grigiore dell’esistenza in un arcobaleno luminoso e sereno che permette d’essere immersi nella luce di Dio e proiettati verso gli altri che come me condividono la medesima situazione.

    Il battesimo ci ha immersi in Dio, ci ha posti nel cuore di Dio ed ha riempito il nostro della sua paternità. Ricchezza unica ed incommensurabile. Col battesimo noi nasciamo in Dio e Dio nasce in noi. Un intreccio di nascite, di inizi, di speranze che poi dovranno essere disegnate e colorate con la ricchezza di un rapporto che si nutrirà col tempo e si ingigantirà con l’esperienza.

    La consolazione della paternità di Dio ricevuta nel battesimo è portatrice anche di un altro dono, non meno prezioso e necessario. Se tutti figli dello stesso padre, ne consegue la fraternità come derivazione di dignità e impegno. Ci consola sentirsi in compagnia, arricchiti dalla presenza degli altri ma anche siamo sollecitati a prenderci cura delle ferite, dei disagi, delle difficoltà di un fratello che è in sofferenza. Occorre vincere l’indifferenza e curarla con la solidarietà, la prossimità, Unica medicina per guarire è l’amore reciproco, vicendevole. Nel mare dell’indifferenza globalizzata in cui siamo costretti a navigare, i figli di Dio debbono essere le isole di consolazione e le osterie che si prendono cura degli altri. Chiunque essi siano, anzi, proprio perché figli dello stesso padre, quindi fratelli. Non intervenire sarebbe un’indifferenza fratricida che ci condanna in quanto non possiamo, come Caino, rispondere a chi ci interpella, che non siamo i custodi di nostro fratello. Dio donandoci la sua paternità, attraverso il battesimo, ci rende anche custodi di coloro che, come noi, condividono la medesima condizione filiale. Per tutti si è squarciato il cielo, non solo per noi.




    Lo Spirito Santo, ricevuto per la prima volta nel giorno del nostro Battesimo, ci apre il cuore alla Verità, a tutta la Verità. Lo Spirito spinge la nostra vita sul sentiero impegnativo ma gioioso della carità e della solidarietà verso i nostri fratelli. Lo Spirito ci dona la tenerezza del perdono divino e ci pervade con la forza invincibile della misericordia del Padre. Non dimentichiamo che lo Spirito Santo è una presenza viva e vivificante in chi lo accoglie, prega in noi e ci riempie di gioia spirituale.

    (Angelus 10 gennaio 2016)




    Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.



- Advertisement -
- Advertisement -
B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
271FansMi piace
790FollowerSegui
13,000FollowerSegui
572FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

La grande città e la salvezza

Libri consigliati

A scuola di preghiera

Teologia spirituale

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO