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Bassetti: la Perdonanza è patrimonio dell’umanità.

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“Il mondo ha immenso bisogno di riscoprire il senso del perdono e la necessità del dialogo come mezzi di risoluzione delle controversie”. Lo afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in un’intervista in uscita sul mensile dell’arcidicesi dell’Aquila “Vola”, anticipata dal sito Abruzzoweb.it, in cui lancia la candidatura della Perdonanza, primo Giubileo della storia, a essere annoverata, da parte dell’Unesco, nel Patrimonio immateriale dell’umanità. Bassetti, come inviato di Papa Francesco, lunedì 28 agosto sarà all’Aquila per l’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, evento clou della Perdonanza.

“Proprio in questi giorni assistiamo a continue minacce di guerra, pronunciate con una leggerezza inaudita, e al tempo stesso, nella cronaca quotidiana del nostro Paese, sembrano emergere, sempre più spesso, casi di xenofobia preoccupanti e a gesti inconsulti di criminalità e di colpevole superficialità, senza alcun calcolo per il valore della vita umana”, spiega il porporato. “Non solo a livello mondiale e sociale, ma anche a livello individuale e di piccole comunità, ben venga dunque questo riconoscimento per la Perdonanza – aggiunge – che esso faccia riscoprire agli uomini la gioia del sentirsi tutti fratelli e in comunione, non tanto a parole e secondo formule, ma nei fatti e nella verità del cuore”.
“Non ‘il dovere’ ma ‘la potenza’ del dono più efficace, quello del rimettersi vicendevolmente le accuse e le offese, per proseguire tutti insieme, per stare veramente e stabilmente meglio”, conclude.

“Il mio invito, anzi, la mia supplica, alle popolazioni e ai responsabili della cosa pubblica, è quello di ritrovare la forza e il coraggio dei nostri padri, che pur tra mille difficoltà hanno sempre avuto la forza di reagire alle distruzioni umane o naturali”, continua il cardinal Bassetti intervenendo nel dibattito sulla ricostruzione pubblca che coinvolge la Chiesa perché vicina alle popolazioni ma anche perché proprietaria di chiese non ricostruite. E fa l’esempio della cattedrale aquilana di San Massimo ancora gravemente danneggiata a oltre otto anni dal sisma.

“Oggi, a motivo del terremoto, gran parte del patrimonio ecclesiastico rischia di andare perduto per sempre. Per questo motivo, occorre trovare delle vie sagge, percorribili e concrete per recuperarlo, al di là dei possibili errori e ritardi. Lo dimostra lo stato della chiesa cattedrale, dove i lavori non sono ancora iniziati”, fa notare.
Bassetti annuncia che nei prossimi giorni si recherò in alcune località del Lazio e delle Marche, dopo essere già stato diverse volte a Norcia. Alle popolazioni terremotate del Centro Italia – spiega – vorrei anzitutto assicurare la solidarietà dell’intera Chiesa italiana. Una solidarietà costituita dalla preghiera e dalla condivisione del dolore per la perdita di tante vite umane ma anche da tantissimi gesti di aiuto concreto attraverso le Caritas diocesane e quella nazionale”. “Come pastore di una delle diocesi colpite a loro volta dal terremoto, sono testimone consapevole dell’attaccamento della nostra gente alla propria terra. Un lembo d’Italia meraviglioso, che la passione, il genio e il lavoro dei nostri padri e della popolazione attuale ha reso un vero paradiso di bellezza”, conclude.

“Vengo all’Aquila chiedendo aiuto al Signore per testimoniare con semplicità la mia completa vicinanza a tutta la popolazione così duramente provata dai terremoti”, dice ancora. “Conosco il dolore di chi ha perso tutto: affetti, casa, lavoro e perfino un’identità. È un dolore che penetra in profondità e può far dubitare di tutto”, spiega il presidente della Cei nell’intervista rilasciata all’addetto stampa della curia aquilana don Claudio Tracanna. “Ricordo ancora, come fosse oggi, le bellissime parole di Benedetto XVI nel 2009 in cui invitava i cittadini di Onna a fare ricorso all’unica cosa che il terremoto non aveva distrutto: l’amore di Dio. Un amore che rimane al di là della ‘nostra precaria esistenza terrena’”. “E porto con me – conclude il cardinal Bassetti – anche le stupende parole di Francesco che in un’udienza alle popolazioni colpite dal terremoto, più di un anno fa, disse con grande sapienza che, dopo una tragedia del genere, anche se non c’era posto per l’ ottimismo, c’era ugualmente spazio per la ‘speranza’. Ecco io vengo a testimoniare, queste tre cose fondamentali: la totale vicinanza della Chiesa alle popolazioni terremotate; l’invito a non dimenticare la potenza vivificante dell’amore di Dio; e la speranza per la rinascita e la definitiva ricostruzione di tutti questi luoghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma”.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Bassetti: la Perdonanza è patrimonio dell’umanità.

  

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“Proprio in questi giorni assistiamo a continue minacce di guerra, pronunciate con una leggerezza inaudita, e al tempo stesso, nella cronaca quotidiana del nostro Paese, sembrano emergere, sempre più spesso, casi di xenofobia preoccupanti e a gesti inconsulti di criminalità e di colpevole superficialità, senza alcun calcolo per il valore della vita umana”, spiega il porporato. “Non solo a livello mondiale e sociale, ma anche a livello individuale e di piccole comunità, ben venga dunque questo riconoscimento per la Perdonanza – aggiunge – che esso faccia riscoprire agli uomini la gioia del sentirsi tutti fratelli e in comunione, non tanto a parole e secondo formule, ma nei fatti e nella verità del cuore”.
“Non ‘il dovere’ ma ‘la potenza’ del dono più efficace, quello del rimettersi vicendevolmente le accuse e le offese, per proseguire tutti insieme, per stare veramente e stabilmente meglio”, conclude.

“Il mio invito, anzi, la mia supplica, alle popolazioni e ai responsabili della cosa pubblica, è quello di ritrovare la forza e il coraggio dei nostri padri, che pur tra mille difficoltà hanno sempre avuto la forza di reagire alle distruzioni umane o naturali”, continua il cardinal Bassetti intervenendo nel dibattito sulla ricostruzione pubblca che coinvolge la Chiesa perché vicina alle popolazioni ma anche perché proprietaria di chiese non ricostruite. E fa l’esempio della cattedrale aquilana di San Massimo ancora gravemente danneggiata a oltre otto anni dal sisma.

“Oggi, a motivo del terremoto, gran parte del patrimonio ecclesiastico rischia di andare perduto per sempre. Per questo motivo, occorre trovare delle vie sagge, percorribili e concrete per recuperarlo, al di là dei possibili errori e ritardi. Lo dimostra lo stato della chiesa cattedrale, dove i lavori non sono ancora iniziati”, fa notare.
Bassetti annuncia che nei prossimi giorni si recherò in alcune località del Lazio e delle Marche, dopo essere già stato diverse volte a Norcia. Alle popolazioni terremotate del Centro Italia – spiega – vorrei anzitutto assicurare la solidarietà dell’intera Chiesa italiana. Una solidarietà costituita dalla preghiera e dalla condivisione del dolore per la perdita di tante vite umane ma anche da tantissimi gesti di aiuto concreto attraverso le Caritas diocesane e quella nazionale”. “Come pastore di una delle diocesi colpite a loro volta dal terremoto, sono testimone consapevole dell’attaccamento della nostra gente alla propria terra. Un lembo d’Italia meraviglioso, che la passione, il genio e il lavoro dei nostri padri e della popolazione attuale ha reso un vero paradiso di bellezza”, conclude.

“Vengo all’Aquila chiedendo aiuto al Signore per testimoniare con semplicità la mia completa vicinanza a tutta la popolazione così duramente provata dai terremoti”, dice ancora. “Conosco il dolore di chi ha perso tutto: affetti, casa, lavoro e perfino un’identità. È un dolore che penetra in profondità e può far dubitare di tutto”, spiega il presidente della Cei nell’intervista rilasciata all’addetto stampa della curia aquilana don Claudio Tracanna. “Ricordo ancora, come fosse oggi, le bellissime parole di Benedetto XVI nel 2009 in cui invitava i cittadini di Onna a fare ricorso all’unica cosa che il terremoto non aveva distrutto: l’amore di Dio. Un amore che rimane al di là della ‘nostra precaria esistenza terrena’”. “E porto con me – conclude il cardinal Bassetti – anche le stupende parole di Francesco che in un’udienza alle popolazioni colpite dal terremoto, più di un anno fa, disse con grande sapienza che, dopo una tragedia del genere, anche se non c’era posto per l’ ottimismo, c’era ugualmente spazio per la ‘speranza’. Ecco io vengo a testimoniare, queste tre cose fondamentali: la totale vicinanza della Chiesa alle popolazioni terremotate; l’invito a non dimenticare la potenza vivificante dell’amore di Dio; e la speranza per la rinascita e la definitiva ricostruzione di tutti questi luoghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma”.

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