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Bartolomeo a Roma: “Camminiamo insieme e parliamo al mondo afflitto dalle ingiustizie”

Ecumenismo e Dialogo

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Il patriarca di Costantinopoli ieri nella Basilica dei Santi XII Apostoli, affidata ai Frati minori conventuali, per venerare le reliquie di Filippo e Giacomo 

REDAZIONE
ROMA
 
«La relazione non può prescindere dalla voglia di comunione. Anche le nostre Chiese anelano alla piena comunione, nei tempi che Dio vorrà. Relazione e comunione ci fanno camminare insieme per parlare al mondo. E dire al mondo di oggi, afflitto da terribili ingiustizie, da fondamentalismi religiosi, economici, sociali, da uno sfruttamento insensato delle risorse dell’ambiente naturale a favore di pochi e a scapito di molti, che c’è ancora speranza». Questo uno dei passaggi più significativi della intensa omelia pronunciata ieri dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, durante la sua visita nella Basilica romana dei Santi XII Apostoli.  
 
 

Nella più bizantina delle chiese romane, affidata ai Frati minori conventuali, il primate ortodosso ha venerato le reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo lì custodite. «I Santi Apostoli sono i testimoni primi e ognuno di noi deve essere primo nella testimonianza apostolica – ha detto Bartolomeo -. Per questo, siamo venuti dalla Chiesa d’Oriente a stupirci della Chiesa d’Occidente. Possiamo vivere questo sentimento ogni qualvolta abbiamo la possibilità di trovarci con il nostro fratello Vescovo di Roma, ma anche quando incontriamo ognuno di voi».  

Proprio l’incontro, è secondo il patriarca, ciò che rende «la nostra relazione piena»: «Possiamo parlare, possiamo dialogare senza ripiegarci in atteggiamenti difensivi o, peggio, di chiusura e di sospetto, ma anche senza nulla togliere alle nostre consapevolezze e fedeltà alla nostra Chiesa».  

«Siamo certi – ha rimarcato infine Bartolomeo – che il dialogo arricchisce, fa superare le divergenze, fa comprendere il pensiero dell’altro e nulla toglie a chi entra in dialogo. Per questo non possiamo che stupirci del progredire del dialogo teologico tra le nostre Chiese e delle relazione esistenti».  

A conclusione della preghiera tutti i presenti hanno venerato insieme l’icona della Madonna greca custodita nella Basilica. Il patriarca ha poi portato il suo saluto alla comunità dei Frati minori, presenti con il ministro generale fra Marco Tasca, ricordando con gratitudine il dono della reliquia di San Filippo (un frammento dello sterno) ricevuto durante il viaggio dei frati il 9 maggio a Smirne. Un saluto anche ai membri della Curia generalizia e delle comunità romane, e al vicario di Roma monsignor Angelo De Donatis, con cui Bartolomeo si è congratulato per la “promozione” a cardinale. 

Il patriarca rimarrà a Roma fino al prossimo sabato 26 aprile per partecipare al convegno “Dibattito sulle nuove politiche e stili di vita nell’era digitale”organizzato in occasione del 25° anniversario della Fondazione Centesimus Annus, fondata da Giovanni Paolo II per promuovere lo studio e la diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa. Nella giornata di sabato, che sarà inaugurata dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin nell’Aula Regia del Palazzo Apostolico vaticano, il leader ortodosso terrà una riflessione sul tema “Un’agenda cristiana per il bene comune”. La mattina sarà ricevuto insieme al suo seguito da Papa Francesco. 

Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Bartolomeo a Roma: “Camminiamo insieme e parliamo al mondo afflitto dalle ingiustizie”

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Il patriarca di Costantinopoli ieri nella Basilica dei Santi XII Apostoli, affidata ai Frati minori conventuali, per venerare le reliquie di Filippo e Giacomo 

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«La relazione non può prescindere dalla voglia di comunione. Anche le nostre Chiese anelano alla piena comunione, nei tempi che Dio vorrà. Relazione e comunione ci fanno camminare insieme per parlare al mondo. E dire al mondo di oggi, afflitto da terribili ingiustizie, da fondamentalismi religiosi, economici, sociali, da uno sfruttamento insensato delle risorse dell’ambiente naturale a favore di pochi e a scapito di molti, che c’è ancora speranza». Questo uno dei passaggi più significativi della intensa omelia pronunciata ieri dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, durante la sua visita nella Basilica romana dei Santi XII Apostoli.  
 
 

Nella più bizantina delle chiese romane, affidata ai Frati minori conventuali, il primate ortodosso ha venerato le reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo lì custodite. «I Santi Apostoli sono i testimoni primi e ognuno di noi deve essere primo nella testimonianza apostolica – ha detto Bartolomeo -. Per questo, siamo venuti dalla Chiesa d’Oriente a stupirci della Chiesa d’Occidente. Possiamo vivere questo sentimento ogni qualvolta abbiamo la possibilità di trovarci con il nostro fratello Vescovo di Roma, ma anche quando incontriamo ognuno di voi».  

Proprio l’incontro, è secondo il patriarca, ciò che rende «la nostra relazione piena»: «Possiamo parlare, possiamo dialogare senza ripiegarci in atteggiamenti difensivi o, peggio, di chiusura e di sospetto, ma anche senza nulla togliere alle nostre consapevolezze e fedeltà alla nostra Chiesa».  

«Siamo certi – ha rimarcato infine Bartolomeo – che il dialogo arricchisce, fa superare le divergenze, fa comprendere il pensiero dell’altro e nulla toglie a chi entra in dialogo. Per questo non possiamo che stupirci del progredire del dialogo teologico tra le nostre Chiese e delle relazione esistenti».  

A conclusione della preghiera tutti i presenti hanno venerato insieme l’icona della Madonna greca custodita nella Basilica. Il patriarca ha poi portato il suo saluto alla comunità dei Frati minori, presenti con il ministro generale fra Marco Tasca, ricordando con gratitudine il dono della reliquia di San Filippo (un frammento dello sterno) ricevuto durante il viaggio dei frati il 9 maggio a Smirne. Un saluto anche ai membri della Curia generalizia e delle comunità romane, e al vicario di Roma monsignor Angelo De Donatis, con cui Bartolomeo si è congratulato per la “promozione” a cardinale. 

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Il patriarca rimarrà a Roma fino al prossimo sabato 26 aprile per partecipare al convegno “Dibattito sulle nuove politiche e stili di vita nell’era digitale”organizzato in occasione del 25° anniversario della Fondazione Centesimus Annus, fondata da Giovanni Paolo II per promuovere lo studio e la diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa. Nella giornata di sabato, che sarà inaugurata dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin nell’Aula Regia del Palazzo Apostolico vaticano, il leader ortodosso terrà una riflessione sul tema “Un’agenda cristiana per il bene comune”. La mattina sarà ricevuto insieme al suo seguito da Papa Francesco. 

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