Bartolomeo: l’ambiente distrutto da arroganza e smania di dominio dell’uomo

Il messaggio del patriarca ecumenico di Costantinopoli


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Il messaggio del patriarca ecumenico di Costantinopoli per la Giornata di preghiera per la cura del Creato

NIKOS TZOITIS
ISTANBUL

«La distruzione dell’ambiente è dovuta sia alla arroganza dell’essere umano nei confronti della natura che alla sua smania di dominare la natura avendo come riferimento di vita il proprio edonismo». È quanto affermato dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, nel suo annuale messaggio per la Giornata di preghiera per la cura del Creato, che dal 2017 la Chiesa ortodossa celebra ogni 1° settembre insieme alla Chiesa cattolica. 

«Sono trascorsi ventinove anni – ha ricordato Bartolomeo – da quando il Patriarcato ecumenico ha avviato le sue iniziative per il rispetto e la protezione del Creato, al fine di far emergere quei principi ecologici che sono insiti nell’antropologia e nella cosmologia cristiana, di fare promuovere quella verità che ci fa capire che non può esistere alcuna visione e prospettiva del cammino dell’umanità, nel suo percorso storico, se non si prendono in considerazione quei valori che danno delle prospettive e visioni ad un mondo che funzioni come casa (habitat) naturale dell’uomo». 
 
È lo stesso mondo in cui «la catastrofe ecologica sta bussando alle sue porte». «Questi terribili sviluppi – afferma Bartolomeo nel suo messaggio – sono conseguenze di scelte specifiche di un certo tipo di sviluppo economico, tecnologico e sociale, che disprezza il valore della persona umana e la sacralità della natura». «È impossibile – aggiunge il patriarca – far finta di mostrare reale interesse per la persona umana e allo stesso tempo distruggere l’ambiente e minare cosi l’habitat naturale, la base della vita, in sostanza minare il futuro dell’umanità». 
 
«Malgrado il fatto che noi non riteniamo corretto di giudicare la civiltà contemporanea con dei criteri del peccato, vogliamo però sottolineare che la distruzione dell ambiente nella nostra era è dovuta, sia all’arroganza dell’essere umano nei confronti della natura e la sua smania di dominarla arrogantemente, sia al suo sfrenato edonismo, oramai divenuto un modello di vita», si legge ancora nel documento del primate ortodosso. «Riteniamo altresì errato – prosegue – ritenere che in passato tutto era migliore, come pure è assurdo continuare a chiudere gli occhi a tutto ciò che avviene oggigiorno». 
 
«Il futuro – afferma Bartolomeo – non appartiene all’uomo che ricerca incessantemente piaceri artificiali e nuove soddisfazioni, che vive per il proprio io e ignora il prossimo, all’uomo dello spreco provocante, né all’ingiusto e allo sfruttatore dei deboli. Il futuro appartiene alla giustizia, alla carità, alla civiltà che partecipa alla solidarietà e al rispetto della integrità della creazione». 
 
Sono questi un «ethos» e una «civiltà» che «si conservano nella tradizione della nostra Chiesa cristiano-ortodossa e trovano espressione nei suoi Sacramenti, nei culti e nelle esperienze di vita», sottolinea il patriarca di Costantinopoli, ribadendo quanto già affermato dal grande Sinodo pan-ortodosso di Creta del 2016.  
 
«Ogni abuso, distruzione e speculazione del Creato è un travisamento del messaggio evangelico», conclude Bartolomeo. «La Chiesa di Cristo è un fatto di vita sociale, è la Vittoria sul peccato e la morte ed è contro l’autoreferenzialità, l’autosoddisfazione, motivo per cui bisogna saper istruire le nuove generazioni all’esercizio del rispetto del Creato, esaltando l’umiltà e la sobrietà». 

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