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Bartolomeo I: uniti al grido di Francesco in difesa della terra

Il Patriarca di Costantinopoli scrive un messaggio in occasione del 50.mo anniversario dell’Earth Day

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Il Patriarca di Costantinopoli scrive un messaggio in occasione del 50.mo anniversario dell’Earth Day: l’umanità è a un bivio, la pandemia ha messo a nudo la fragilità della terra, dobbiamo instaurare un “rapporto nuovo” col pianeta

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Come una drammatica cartina di tornasole. Questo è il coronavirus che accomuna i destini di milioni di persone. Bartolomeo I non usa mezzi termini. “Ricordare il Cinquantesimo della Giornata Mondiale della Terra, in questi giorni della pandemia mondiale, che ha messo l’intero pianeta ‘a riposo’, deve farci riflettere – sostiene in un messaggio – su quanto abbiamo promesso e non mantenuto durante questo mezzo secolo”.

Casa violata

In gioco c’è il presente e il futuro di quello che il Patriarca ortodosso ecumenico chiama il “pianeta azzurro”, “casa di ogni essere vivente e non solo dell’uomo”, la cui “arrogante ambizione”, afferma, ha sovente rovinato questa casa per morivi di interesse, “dimenticando la giustizia, l’amore vicendevole, l’aiuto verso i più poveri e sfortunati, il rispetto reciproco, la sete della presenza di Dio”.

“Come fratelli gridiamo alla intera umanità di fermarsi, di accogliere il grido di dolore che sorge dalla natura ferita”

A una sola voce

Nel giorno in cui il mondo ricorda i 50 anni da quando la terra è diventata oggetto di progressiva sensibilizzazione mondiale, Bartolomeo I si dice “in sintonia” con il messaggio di Papa Francesco contenuto nell’Enciclica Laudato si’. “Mano per mano come fratelli – scrive – gridiamo alla intera umanità di fermarsi, di accogliere il grido di dolore che sorge dalla natura ferita, da questa nostra casa comune, dentro la quale siamo divenuti tiranni e non operatori di pace e suoi buoni economi”.

La scelta è di tutti

E ora che “un piccolissimo e sconosciuto virus” ci “ha fermati”, procurando dolore e lutti, “l’intera umanità – rileva – si è accorta della sua fragilità, della importanza dei rapporti interpersonali”. Per i cristiani in particolare, sottolinea il capo della Chiesa di Costantinopoli, “questo è un tempo di attesa”. Bartolomeo I si chiede se questa esperienza rinnoverà le relazioni sociali e renderà gli esseri umani “pacifici e rispettosi”, custodi della “casa che Dio ci ha dato”. E conclude: “Trovando l’armonia dentro di noi, riscoprendoci e ridonandoci l’uno all’altro, avremo la possibilità di riappropriarci della nostra vita e di superare questo momento e rientrare in un rapporto nuovo con la Terra e con tutto il cosmo, perché ogni cosa ci è data da Dio per il bene. La scelta è di tutti noi assieme”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Come una drammatica cartina di tornasole. Questo è il coronavirus che accomuna i destini di milioni di persone. Bartolomeo I non usa mezzi termini. “Ricordare il Cinquantesimo della Giornata Mondiale della Terra, in questi giorni della pandemia mondiale, che ha messo l’intero pianeta ‘a riposo’, deve farci riflettere – sostiene in un messaggio – su quanto abbiamo promesso e non mantenuto durante questo mezzo secolo”.

Casa violata

In gioco c’è il presente e il futuro di quello che il Patriarca ortodosso ecumenico chiama il “pianeta azzurro”, “casa di ogni essere vivente e non solo dell’uomo”, la cui “arrogante ambizione”, afferma, ha sovente rovinato questa casa per morivi di interesse, “dimenticando la giustizia, l’amore vicendevole, l’aiuto verso i più poveri e sfortunati, il rispetto reciproco, la sete della presenza di Dio”.

“Come fratelli gridiamo alla intera umanità di fermarsi, di accogliere il grido di dolore che sorge dalla natura ferita”

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A una sola voce

Nel giorno in cui il mondo ricorda i 50 anni da quando la terra è diventata oggetto di progressiva sensibilizzazione mondiale, Bartolomeo I si dice “in sintonia” con il messaggio di Papa Francesco contenuto nell’Enciclica Laudato si’. “Mano per mano come fratelli – scrive – gridiamo alla intera umanità di fermarsi, di accogliere il grido di dolore che sorge dalla natura ferita, da questa nostra casa comune, dentro la quale siamo divenuti tiranni e non operatori di pace e suoi buoni economi”.

La scelta è di tutti

E ora che “un piccolissimo e sconosciuto virus” ci “ha fermati”, procurando dolore e lutti, “l’intera umanità – rileva – si è accorta della sua fragilità, della importanza dei rapporti interpersonali”. Per i cristiani in particolare, sottolinea il capo della Chiesa di Costantinopoli, “questo è un tempo di attesa”. Bartolomeo I si chiede se questa esperienza rinnoverà le relazioni sociali e renderà gli esseri umani “pacifici e rispettosi”, custodi della “casa che Dio ci ha dato”. E conclude: “Trovando l’armonia dentro di noi, riscoprendoci e ridonandoci l’uno all’altro, avremo la possibilità di riappropriarci della nostra vita e di superare questo momento e rientrare in un rapporto nuovo con la Terra e con tutto il cosmo, perché ogni cosa ci è data da Dio per il bene. La scelta è di tutti noi assieme”.

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