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Ven, 14 Agosto 2020

B. Giorgetta

BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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Epifania del Signore – Anno A – 6 gennaio 2020

Quell’evento così unico e straordinario qual è stata la nascita di Dio, anche se è accaduta in una località sconosciuta e si è rivelato a chi non aveva capacità e dignità testimoniale, come i pastori che furono i primi ad accorrere, era comunque destinata a coinvolgere tutta la terra e ciascun uomo.

XXXIV Domenica Tempo Ordinario – Gesù Cristo Re dell’universo – Anno C – 24 novembre 2019

Un Dio che muore è impossibile, inconcepibile, ma nel cristianesimo è vero. L’amore rende possibile ciò che è impossibile. Storico. L’amore vale più della vita. E Gesù dall’alto della croce lo ha dimostrato donandosi, vittima di riconciliazione per il bene e la salvezza di ogni uomo.

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 17 novembre 2019

Come chi, dopo una giornata intensa di duro lavoro, prima di lasciare il suo posto rassetta i ferri e si prepara a far ritorno in casa, così l’uomo, al termine della sua esistenza terrena, è chiamato a riordinare la sua vita ed orientarsi verso Dio.

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 10 novembre 2019

Con la morte la vita non si distrugge ma si trasforma. Come si chiude il sipario di questo mondo si apre lo scenario dell’eternità, della vita trasformata e della vita compiuta. La morte è la porta della vita e la tomba diventa la vera culla perché eterna.

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 27 ottobre 2019

Tutto nasce da una bella preghiera pronunciata dal fariseo che è salito al tempio. “Ti ringrazio…” ma poi si perde, offuscato ed ammaliato dal suo egoismo, nelle accecanti accuse verso gli altri. Non si può pregare Dio ed accusare i suoi figli, è una preghiera ingiusta e pretenziosa. Nessuno può giudicare perché non si conosce fino in fondo la verità. L’unico che potrebbe giudicare è Dio e se ne astiene per non condannare ma salvare e l’uomo che ne è incapace si riveste di autorità, si sente superiore e pronuncia giudizi e condanne senza appelli. Dio che è Padre difende i suoi figli e non tollera che noi ci permettiamo di giudicare.

XXIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 20 ottobre 2019

Una giornata senza preghiera è una giornata da cestinare. La preghiera ci dona Dio e ci dona a Dio. Pregare è come esporsi al calore del Padre. Una pianta senza l’esposizione al sole non vive e, quando manca la luce, cerca, s’innalza, verso di essa per essere piena di vita ed assicurarsi la crescita.

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 13 ottobre 2019

Gesù li incontra ed ascolta la loro richiesta esaudendola. Vengono inviati ai sacerdoti, per la rituale purificazione, e, mentre vanno, vengono guariti secondo la loro richiesta. Nove si accontentano della guarigione e fuggono via soddisfatti ed avvolti nella loro libertà ritrovata. Uno solo, lo straniero fra essi, sente la necessità di tornare indietro per ringraziare Gesù. E solo lui viene salvato oltre che guarito.

XXVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 6 ottobre 2019

Il servizio in genere è considerato come degradante e schiavizzante. Addirittura nelle epoche passate, coloro che oggi si chiamano ragazze alla pari, collaboratrici domestiche, colf o badanti, venivano, genericamente e poco elegantemente, chiamate serve.

XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 29 settembre 2019

“Il valore dell’umiltà lo acquistano più facilmente i poveri che i ricchi. Infatti i poveri nella scarsità dei mezzi hanno per amica la mitezza. I ricchi hanno come loro familiare l’arroganza. Non si deve negare, tuttavia, che in molti ricchi si trovi quella disposizione a usare della propria abbondanza non per orgogliosa ostentazione, ma per opere di bontà. Essi considerano grande guadagno ciò che elargiscono a sollievo delle miserie e delle sofferenze altrui” (San Leone Magno) . Certamente non fu così per epulone.
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