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Austria: la prassi esequiale

Le profonde trasformazioni dei gesti e dell’ethos collettivo nei confronti dei morti .

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di: Conferenza episcopale austriaca
 
Le profonde trasformazioni dei gesti e dell’ethos collettivo nei confronti dei morti e l’ampliarsi di prassi come lo spargimento delle ceneri dei defunti nella natura, nell’aria o nell’acqua hanno suggerito ai vescovi austriaci di rinnovare le disposizioni relative alla sepoltura. In un testo dal titolo Sepoltura, fuoco e natura: per una prassi pastorale contemporanea reso pubblico alcune settimane fa (Kathpress, 22 febbraio 2019) si sviluppano in 19 punti le riflessioni sul tema.Fra le sottolineature più rilevanti c’è la preoccupazione di non lasciare senza cura pastorale ogni sepoltura che non abbia un’intenzione direttamente anticristiana.Nessun ostacolo alla cremazione, nessuna diversità di rito rispetto alle esequie col corpo del defunto o piuttosto con le ceneri (se non quelle derivanti dai riferimenti specifici), apertura di colombari nelle chiese e di altri luoghi per la custodia delle urne cinerarie (biodegradabili)…La preoccupazione pastorale è di favorire l’intervento dei ministri (preti o diaconi) la cui cura è per i sopravvissuti e per l’onore di persone chiamate alla risurrezione. Nello stesso tempo, si tratta di resistere al disprezzo o svalutazione dei corpi, alla forma anonima che rinuncia al nome dei defunti, alla deriva verso forme a-rituali.Vanno comprese e interpretate le indicazioni dei vecchi che chiedono la cremazione e lo spargimento delle ceneri per contenere il costo del funerale, per non pesare sui sopravvissuti, per non creare ad essi preoccupazioni nel tempo.Le comunità devono farsi carico dei riti e delle memorie, accompagnando familiari e amici.Rimangono fuori dai riti religiosi e dalla cura cristiana la dispersione anonima delle ceneri, la conservazione dell’urna in casa, la divisione delle ceneri o il loro utilizzo come souvenir. Pubblichiamo in una nostra traduzione i punti sintetici del documento, così come vengono presentati nella prima parte del testo.

Le indicazioni

La sepoltura di tutti i defunti è un’opera di misericordia corporale e pertanto è un compito prioritario dell’attività della Chiesa contemporanea nelle cangianti condizioni sociali.

I credenti che optano per la cremazione non possono oggi sentirsene svantaggiati. Non c’è nessuna differenza tra l’accurata preparazione o i mezzi occorrenti per il funerale.

Il diritto di un cattolico alla celebrazione della liturgia dei defunti non cessa anche se i parenti, nella scelta della forma o del luogo di sepoltura, non tengono conto delle norme della Chiesa.

I riti funebri in presenza della bara con la salma, indipendentemente dalla forma di inumazione, sono vivamente e in genere da raccomandare.

Se, prima della cremazione, non è stato celebrato alcun rito funebre, questo deve essere celebrato in presenza dell’urna. L’urna sarà disposta insieme a una foto del defunto.

L’esigenza dell’agire della Chiesa nei riguardi un’urna cineraria è la stessa rispetto a quello con la salma: quando noi parliamo dei nostri defunti, intendiamo coloro che vivono in Dio.

Il rispetto della dignità del defunto riguarda anche il trattamento dell’urna cineraria al di fuori della liturgia.

L’accompagnamento ecclesiale di inumazione di un’urna è vivamente raccomandabile anche dopo il saluto di addio che precede la cremazione, indipendentemente dal luogo.

Nei cimiteri della chiesa è opportuno riservare dei luoghi di sepoltura per le urne, preferibilmente in terra, dal momento che l’inumazione delle ceneri è oggi una modalità comune diffusa in tutti gli strati della popolazione. Nelle zone urbane si può prevedere di riservare dei luoghi per la conservazione delle urne nelle chiese (colombari).

Luoghi alternativi di sepoltura per le urne nei prati e nelle zone boschive o in aree tipo parco, sono previsti parallelamente al cimitero. Queste modalità non escludono a priori una presenza della Chiesa per singole sepolture o un impegno pastorale generale da giudicare tuttavia caso per caso.

Luoghi di sepoltura: sono permanenti – quindi rintracciabili, generalmente accessibili e consentono di poter farne memoria e di pregare; i nomi dei defunti possono essere tralasciati oppure indicati, ed è possibile collocare un segno cristiano. Si raccomanda la benedizione del singolo luogo di sepoltura.

Non sono opzioni cristiane: la dispersione anonima delle ceneri nella natura, nell’aria o nell’acqua, la conservazione dell’urna in una casa privata o appartamento, la sepoltura in giardini privati, la divisione delle ceneri a mo’ di souvenir.

Originale: Settimana News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Austria: la prassi esequiale

Le profonde trasformazioni dei gesti e dell’ethos collettivo nei confronti dei morti .

  

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Le profonde trasformazioni dei gesti e dell’ethos collettivo nei confronti dei morti e l’ampliarsi di prassi come lo spargimento delle ceneri dei defunti nella natura, nell’aria o nell’acqua hanno suggerito ai vescovi austriaci di rinnovare le disposizioni relative alla sepoltura. In un testo dal titolo Sepoltura, fuoco e natura: per una prassi pastorale contemporanea reso pubblico alcune settimane fa (Kathpress, 22 febbraio 2019) si sviluppano in 19 punti le riflessioni sul tema.Fra le sottolineature più rilevanti c’è la preoccupazione di non lasciare senza cura pastorale ogni sepoltura che non abbia un’intenzione direttamente anticristiana.Nessun ostacolo alla cremazione, nessuna diversità di rito rispetto alle esequie col corpo del defunto o piuttosto con le ceneri (se non quelle derivanti dai riferimenti specifici), apertura di colombari nelle chiese e di altri luoghi per la custodia delle urne cinerarie (biodegradabili)…La preoccupazione pastorale è di favorire l’intervento dei ministri (preti o diaconi) la cui cura è per i sopravvissuti e per l’onore di persone chiamate alla risurrezione. Nello stesso tempo, si tratta di resistere al disprezzo o svalutazione dei corpi, alla forma anonima che rinuncia al nome dei defunti, alla deriva verso forme a-rituali.Vanno comprese e interpretate le indicazioni dei vecchi che chiedono la cremazione e lo spargimento delle ceneri per contenere il costo del funerale, per non pesare sui sopravvissuti, per non creare ad essi preoccupazioni nel tempo.Le comunità devono farsi carico dei riti e delle memorie, accompagnando familiari e amici.Rimangono fuori dai riti religiosi e dalla cura cristiana la dispersione anonima delle ceneri, la conservazione dell’urna in casa, la divisione delle ceneri o il loro utilizzo come souvenir. Pubblichiamo in una nostra traduzione i punti sintetici del documento, così come vengono presentati nella prima parte del testo.

Le indicazioni

La sepoltura di tutti i defunti è un’opera di misericordia corporale e pertanto è un compito prioritario dell’attività della Chiesa contemporanea nelle cangianti condizioni sociali.

I credenti che optano per la cremazione non possono oggi sentirsene svantaggiati. Non c’è nessuna differenza tra l’accurata preparazione o i mezzi occorrenti per il funerale.

Il diritto di un cattolico alla celebrazione della liturgia dei defunti non cessa anche se i parenti, nella scelta della forma o del luogo di sepoltura, non tengono conto delle norme della Chiesa.

I riti funebri in presenza della bara con la salma, indipendentemente dalla forma di inumazione, sono vivamente e in genere da raccomandare.

Se, prima della cremazione, non è stato celebrato alcun rito funebre, questo deve essere celebrato in presenza dell’urna. L’urna sarà disposta insieme a una foto del defunto.

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L’esigenza dell’agire della Chiesa nei riguardi un’urna cineraria è la stessa rispetto a quello con la salma: quando noi parliamo dei nostri defunti, intendiamo coloro che vivono in Dio.

Il rispetto della dignità del defunto riguarda anche il trattamento dell’urna cineraria al di fuori della liturgia.

L’accompagnamento ecclesiale di inumazione di un’urna è vivamente raccomandabile anche dopo il saluto di addio che precede la cremazione, indipendentemente dal luogo.

Nei cimiteri della chiesa è opportuno riservare dei luoghi di sepoltura per le urne, preferibilmente in terra, dal momento che l’inumazione delle ceneri è oggi una modalità comune diffusa in tutti gli strati della popolazione. Nelle zone urbane si può prevedere di riservare dei luoghi per la conservazione delle urne nelle chiese (colombari).

Luoghi alternativi di sepoltura per le urne nei prati e nelle zone boschive o in aree tipo parco, sono previsti parallelamente al cimitero. Queste modalità non escludono a priori una presenza della Chiesa per singole sepolture o un impegno pastorale generale da giudicare tuttavia caso per caso.

Luoghi di sepoltura: sono permanenti – quindi rintracciabili, generalmente accessibili e consentono di poter farne memoria e di pregare; i nomi dei defunti possono essere tralasciati oppure indicati, ed è possibile collocare un segno cristiano. Si raccomanda la benedizione del singolo luogo di sepoltura.

Non sono opzioni cristiane: la dispersione anonima delle ceneri nella natura, nell’aria o nell’acqua, la conservazione dell’urna in una casa privata o appartamento, la sepoltura in giardini privati, la divisione delle ceneri a mo’ di souvenir.

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