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Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A Assunzione della Beata Maria Vergine  - Anno A - 15 agosto 2017

Assunzione della Beata Maria Vergine  – Anno A – 15 agosto 2017

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IL VANGELO STRABICO      

Assunzione della Beata Maria Vergine  – A

(Apocalisse 11,19a; 12,1-6a.10ab ; 1 Corinzi 15,20-27a; Luca 1,39-56)

A  cura di Benito Giorgetta 

 

Maria, Madre del Creatore e Madre come la Chiesa

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.”

Maria, la Madonna, è immagine e modello della Chiesa. Un’espressione del Concilio Vaticano II nella Costituzione Lumen gentium afferma: ”Come già insegnava Sant’Ambrogio, la Madre di Dio è figura della Chiesa nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo» (n. 63). Quindi la Vergine Maria è da imitare per l’esempio di fede, di carità e di perfetta unione con Cristo. Come ogni cristiano, come ogni fedele. In effetti la Madonna è tale proprio perché in modo eminente ed unico ha vissuto, quasi immersa, la dimensione delle tre virtù teologali della fede, della speranza e della carità. Dio le ha proposto un percorso difficile e innovativo: unico, come unico è quello che ciascuno di noi cerca di conoscere ei interpretare nella propria vita.

Ma lei nel disegno di amore di Dio era destinata a diventare la Madre del Redentore. Nell’annunciazione l’angelo che le va a fare visita le porta questa notizia, le rivela questo invito. Dio le chiede il permesso di entrare nella storia umana servendosi della sua disponibilità a diventare grembo accogliente e gravido di vita per il Salvatore del mondo. Nel momento del suo assenso, anche se prima di esprimerlo ha vissuto qualche momento di turbamento, con piena liberta e perfetta adesione alla volontà di Dio, accetta e Dio inizia il suo sinodo (fare la stessa strada) con l’uomo. Nonostante tutto Maria continua la sua vita normale nella semplicità e nella quotidianità, nel nascondimento e nell’attesa, ma coltiva e alimenta, nel suo grembo verginale, la vita che le è stata affidata: quella di Gesù, il figlio di Dio. In questo ci è esempio di fede.

Senza sentirsi privilegiata, particolare, avendo conosciuto dall’angelo annunciatore che anche la cugina Elisabetta è in attesa di un figlio, quando sta per compiersi il tempo del parto la va a trovare e le porta umana solidarietà e vicinanza affettuosa per sostenerla e accompagnarla. Nell’andare non porta se, ma, come tabernacolo e arca dell’alleanza, porta Gesù che era in lei. Così ci insegna come vivere la carità.

Dopo questi fatti e dopo la nascita di Gesù, la vita della Vergine Maria è sempre stata la vita di una donna del suo popolo: pregava, lavorava, andava alla sinagoga… Però ogni azione era compiuta sempre in unione perfetta con Gesù. Questa unione raggiunge il culmine sul Calvario: qui Maria si unisce al Figlio nel martirio del cuore e nell’offerta della vita al Padre per la salvezza dell’umanità. La Madonna ha fatto proprio il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre, in quella obbedienza che porta frutto, che dona la vera vittoria sul male e sulla morte. Da ultimo è stata assunta in cielo in corpo ed anima, come lo saremo anche noi. In questo ci guida alla speranza della vita eterna.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

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Assunzione della Beata Maria Vergine  – Anno A – 15 agosto 2017

  

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(Apocalisse 11,19a; 12,1-6a.10ab ; 1 Corinzi 15,20-27a; Luca 1,39-56)

A  cura di Benito Giorgetta 

 

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Maria, Madre del Creatore e Madre come la Chiesa

Ascoltiamo il Vangelo:

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.”

Maria, la Madonna, è immagine e modello della Chiesa. Un’espressione del Concilio Vaticano II nella Costituzione Lumen gentium afferma: ”Come già insegnava Sant’Ambrogio, la Madre di Dio è figura della Chiesa nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo» (n. 63). Quindi la Vergine Maria è da imitare per l’esempio di fede, di carità e di perfetta unione con Cristo. Come ogni cristiano, come ogni fedele. In effetti la Madonna è tale proprio perché in modo eminente ed unico ha vissuto, quasi immersa, la dimensione delle tre virtù teologali della fede, della speranza e della carità. Dio le ha proposto un percorso difficile e innovativo: unico, come unico è quello che ciascuno di noi cerca di conoscere ei interpretare nella propria vita.

Ma lei nel disegno di amore di Dio era destinata a diventare la Madre del Redentore. Nell’annunciazione l’angelo che le va a fare visita le porta questa notizia, le rivela questo invito. Dio le chiede il permesso di entrare nella storia umana servendosi della sua disponibilità a diventare grembo accogliente e gravido di vita per il Salvatore del mondo. Nel momento del suo assenso, anche se prima di esprimerlo ha vissuto qualche momento di turbamento, con piena liberta e perfetta adesione alla volontà di Dio, accetta e Dio inizia il suo sinodo (fare la stessa strada) con l’uomo. Nonostante tutto Maria continua la sua vita normale nella semplicità e nella quotidianità, nel nascondimento e nell’attesa, ma coltiva e alimenta, nel suo grembo verginale, la vita che le è stata affidata: quella di Gesù, il figlio di Dio. In questo ci è esempio di fede.

Senza sentirsi privilegiata, particolare, avendo conosciuto dall’angelo annunciatore che anche la cugina Elisabetta è in attesa di un figlio, quando sta per compiersi il tempo del parto la va a trovare e le porta umana solidarietà e vicinanza affettuosa per sostenerla e accompagnarla. Nell’andare non porta se, ma, come tabernacolo e arca dell’alleanza, porta Gesù che era in lei. Così ci insegna come vivere la carità.

Dopo questi fatti e dopo la nascita di Gesù, la vita della Vergine Maria è sempre stata la vita di una donna del suo popolo: pregava, lavorava, andava alla sinagoga… Però ogni azione era compiuta sempre in unione perfetta con Gesù. Questa unione raggiunge il culmine sul Calvario: qui Maria si unisce al Figlio nel martirio del cuore e nell’offerta della vita al Padre per la salvezza dell’umanità. La Madonna ha fatto proprio il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre, in quella obbedienza che porta frutto, che dona la vera vittoria sul male e sulla morte. Da ultimo è stata assunta in cielo in corpo ed anima, come lo saremo anche noi. In questo ci guida alla speranza della vita eterna.

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".

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