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HomeParola di DioIl Vangelo della Festa - Anno CAssunzione B.V.M. - Anno C - 15 agosto 2013.

Assunzione B.V.M. – Anno C – 15 agosto 2013.

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Assunzione
Assunzione

“Assunta”: anche in cielo l’Amore ebbe una Madre.

 Ap 11, 19a; 12, 1-6a.10ab; 1Cor 15, 20-27a; Lc 1, 39-56

 

II cielo è la condizione teologica in cui Dio presiede nella carità. “Assunta in cielo” dunque, significa che, anche Maria, coabita il luogo primigenio dell’Amore e che quest’ultimo, anche lì, non smise di avere una Madre. Quando ne parliamo –  anche se con occhi puntati in basso – esprimiamo comunque la nostra fede nel compimento “glorioso” di Cristo e di Maria. “Glorioso” perché acquistato nella “gloria di Dio”, innestato nella vita e nella presenza stessa del Padre. Anche nella preghiera diciamo: “Padre nostro che sei nei cieli” a indicare “Padre che sei Dio”; cielo pertanto, indica “Dio” nel linguaggio simbolico della Bibbia e della fede cristiana.

Gli ultimi istanti della vita di Maria ci prendono per mano e ci conducono a celebrare la sua gloriosa assunzione al cielo. Ella, presente in tutti i momenti essenziali della vita del figlio, è la donna essenziale: ha partecipato alla nascita del corpo umano di Cristo, può presenziare dunque, anche alla sua glorificazione. In cielo, con Cristo, perché sua madre.

Lo stesso Vangelo tratto dalla Messa vespertina nella vigilia, definisce Maria non solo madre fisicamente, bensì nella fede: ha accolto Cristo nel suo grembo, lo ha accolto nella sua vita, seguendolo fino alla fine.

Maria è sinonimo dell’arca dell’alleanza, poiché come questa fu posta al centro della tenda che Davide piantò per essa – cioè al centro di tutto il popolo di Dio – per custodire in sé l’abitazione di Dio sulla terra; lei custodì nel grembo il Figlio di Dio e divenne arca dell’alleanza anche in cielo, come “donna vestita di sole” generatrice di quel bambino «rapito verso Dio e verso il suo trono» (Ap 12, 5), compiendosi così la salvezza e la potenza del suo Cristo.

Con Maria oggi, possiamo celebrare il Signore che ha compiuto grandi cose in lei: la salvezza operata da Dio nella storia, dalla creazione del mondo sino al suo compimento definitivo. Maria costituisce la primizia dell’umanità salvata, “c’è un tempo – nell’incarnazione –  in cui la chiesa era lei”, un tempo in cui a lei fu affidato il compito del primo annuncio. La nuova umanità nasce dalla misericordia di Dio che entra nella storia e la rovescia dalla caduta.

Maria è la più grande di tutte, è colei che raggiunge in pienezza la comunione con Dio, sia in terra sia in cielo; infatti, Dio stesso il quale capovolge le aspettative umane, rendendo grande una donna umile, innalza anche ogni uomo che si affida a lui.

La Madre di Dio assunta in cielo non è dunque una privilegiata, non è allora un “guru” dei nostri giorni, arbitrariamente innalzata da Dio e enfatizzata dalla nostra spropositata venerazione; no, lei entra a far parte di un progetto preciso di Dio: condurci alla pienezza della vita eterna.

Maria si scopre oggetto dell’Amore sconfinato di Dio, si scopre al centro della storia del suo popolo e di tutta l’umanità. Ciò che Dio ha compiuto per lei è quanto ha realizzato per il suo popolo, la sua esperienza di Dio si umanizza nei confini dell’esperienza del suo popolo e della sua umanità. Maria è dono di questo vissuto esaltante ed illuminante.

Giuseppe Gravante

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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Assunzione B.V.M. – Anno C – 15 agosto 2013.

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“Assunta”: anche in cielo l’Amore ebbe una Madre.

 Ap 11, 19a; 12, 1-6a.10ab; 1Cor 15, 20-27a; Lc 1, 39-56

 

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II cielo è la condizione teologica in cui Dio presiede nella carità. “Assunta in cielo” dunque, significa che, anche Maria, coabita il luogo primigenio dell’Amore e che quest’ultimo, anche lì, non smise di avere una Madre. Quando ne parliamo –  anche se con occhi puntati in basso – esprimiamo comunque la nostra fede nel compimento “glorioso” di Cristo e di Maria. “Glorioso” perché acquistato nella “gloria di Dio”, innestato nella vita e nella presenza stessa del Padre. Anche nella preghiera diciamo: “Padre nostro che sei nei cieli” a indicare “Padre che sei Dio”; cielo pertanto, indica “Dio” nel linguaggio simbolico della Bibbia e della fede cristiana.

Gli ultimi istanti della vita di Maria ci prendono per mano e ci conducono a celebrare la sua gloriosa assunzione al cielo. Ella, presente in tutti i momenti essenziali della vita del figlio, è la donna essenziale: ha partecipato alla nascita del corpo umano di Cristo, può presenziare dunque, anche alla sua glorificazione. In cielo, con Cristo, perché sua madre.

Lo stesso Vangelo tratto dalla Messa vespertina nella vigilia, definisce Maria non solo madre fisicamente, bensì nella fede: ha accolto Cristo nel suo grembo, lo ha accolto nella sua vita, seguendolo fino alla fine.

Maria è sinonimo dell’arca dell’alleanza, poiché come questa fu posta al centro della tenda che Davide piantò per essa – cioè al centro di tutto il popolo di Dio – per custodire in sé l’abitazione di Dio sulla terra; lei custodì nel grembo il Figlio di Dio e divenne arca dell’alleanza anche in cielo, come “donna vestita di sole” generatrice di quel bambino «rapito verso Dio e verso il suo trono» (Ap 12, 5), compiendosi così la salvezza e la potenza del suo Cristo.

Con Maria oggi, possiamo celebrare il Signore che ha compiuto grandi cose in lei: la salvezza operata da Dio nella storia, dalla creazione del mondo sino al suo compimento definitivo. Maria costituisce la primizia dell’umanità salvata, “c’è un tempo – nell’incarnazione –  in cui la chiesa era lei”, un tempo in cui a lei fu affidato il compito del primo annuncio. La nuova umanità nasce dalla misericordia di Dio che entra nella storia e la rovescia dalla caduta.

Maria è la più grande di tutte, è colei che raggiunge in pienezza la comunione con Dio, sia in terra sia in cielo; infatti, Dio stesso il quale capovolge le aspettative umane, rendendo grande una donna umile, innalza anche ogni uomo che si affida a lui.

La Madre di Dio assunta in cielo non è dunque una privilegiata, non è allora un “guru” dei nostri giorni, arbitrariamente innalzata da Dio e enfatizzata dalla nostra spropositata venerazione; no, lei entra a far parte di un progetto preciso di Dio: condurci alla pienezza della vita eterna.

Maria si scopre oggetto dell’Amore sconfinato di Dio, si scopre al centro della storia del suo popolo e di tutta l’umanità. Ciò che Dio ha compiuto per lei è quanto ha realizzato per il suo popolo, la sua esperienza di Dio si umanizza nei confini dell’esperienza del suo popolo e della sua umanità. Maria è dono di questo vissuto esaltante ed illuminante.

Giuseppe Gravante

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G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.
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