14 C
Roma
Mer, 22 Gennaio 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno B Ascensione del Signore - Anno B - 17 maggio 2015

Ascensione del Signore – Anno B – 17 maggio 2015

- Advertisement -

Un’esplosione escatologica

At 1, 1-11; Ef 4, 1-13; Mc 16, 15-20

Ascende il Signore tra canti di gioia

 

Probabilmente, il rischio più gravoso al quale la riflessione sull’Ascensione del Signore deve far fronte, è quello di elidere nettamente tale avvenimento dal resto delle vicende pasquali di Gesù. Il mistero della Pasqua, infatti, si snocciola attorno ad un unico “campo semantico”: esso comprende in toto la passione del Signore, la sua morte, la successiva risurrezione, l’Ascensione al cielo e, infine, la Pentecoste. Pertanto, è ulteriormente evidente, come il tornare in vita del Maestro afferma con vigore e parresia tutto lo schiudersi della vita stessa dopo la morte, ulteriormente aggraziata dal successivo completamento offerto dalla salita al cielo dello stesso. Cristo, allora, si colloca nella dimensione trascendente della vita e ne sancisce una nuova possibilità.

Il mistero dell’Ascensione, dunque, è di natura squisitamente cristologica. Tuttavia, esso non può astenersi dall’enuclearsi verso significanze di natura antropologica. L’uomo, attraverso l’Ascensione, sperimenta sulla sua pelle il progetto realizzato di salvezza. L’Ascensione è una sorta d’imbuto trasverso, una “bomba” a detonazione che sancisce un’esplosione escatologica. Negli Atti è scritto: «Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1, 11). La prospettiva della Parusia indica nettamente il termine della storia e questo “tempo di mezzo” non è altro che il tempo della Chiesa, il tempo kerigmatico dell’uomo.

La speranza escatologica del cristiano, che si estende al desiderio dell’incontro ultimo con il Signore, molto spesso è tacciata di vigliaccheria; assume le sembianze opache di una fuga in avanti motivata dall’incapacità di gestire il presente. A tale obiezione, tuttavia, il libro degli Atti risponde attraverso una precisa domanda: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?» (At 1, 11); esso, dunque, si pronuncia con chiarezza e dà una scossa prorompente alle coscienze degli uomini avvilite dal rimorso. Aprendosi così il tempo della Chiesa, l’invito che ne vien fuori è quello di guardare a terra, a coinvolgersi pienamente nella storia e a testimoniare una fede che non si fa dimentica di un futuro ultimo. La missione degli apostoli ne è esempio fulgido e, il loro partire, conferma indiscussa.

 

L’agire responsabile dei fedeli nella storia comincia con la conversione. Gli apostoli domandano al Risorto: «è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?» (At 1, 6). La domanda evidenzia ambiguità, confusione di senso sul ruolo messianico di Gesù. La chiave di volta capace di schiarire e mettere in risalto l’essenza del messianismo, diventa così la conversione: è necessario imparare a credere nel Dio di Gesù Cristo che cambia la vita. L’alterità del piano divino si “afferra” solo nel rispetto di una proposizione pura dello stesso, evirata da ogni parvenza di mondanità e agiatezza. La radice di tale alterità, allora, consiste precisamente nel diverso modo di concepire Dio: non un qualsiasi dio-idolo, ma il Dio rivelato da Gesù Cristo.

La Chiesa, nel tempo fra l’Ascensione e la Parusia, vive per annunziare il Vangelo: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16, 15). I segni che accompagnano la sua azione sono da interpretare. Gli evangelizzatori, ripetendo nella loro azione ciò che fece Gesù, ingaggiano una costante battaglia contro il male. Essi parleranno lingue nuove protesi verso la Pentecoste e al suo significato di superamento della pena conseguente al peccato di Babele. L’evangelizzazione è opera universale, la comunità dei discepoli, perciò, è chiamata a interrogarsi sulle modalità e sui linguaggi da utilizzare. I discepoli, dunque, sono tutti quelli capaci di interpretare i segni del proprio tempo, di mediare la grazia attraverso gli strumenti che esso offre e di riversarla su ciascuno in maniera limpida e schietta.

Giuseppe Gravante

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Ascensione del Signore – Anno B – 17 maggio 2015

  

- Advertisement -

Un’esplosione escatologica

At 1, 1-11; Ef 4, 1-13; Mc 16, 15-20

Ascende il Signore tra canti di gioia

- Advertisement -

 

Probabilmente, il rischio più gravoso al quale la riflessione sull’Ascensione del Signore deve far fronte, è quello di elidere nettamente tale avvenimento dal resto delle vicende pasquali di Gesù. Il mistero della Pasqua, infatti, si snocciola attorno ad un unico “campo semantico”: esso comprende in toto la passione del Signore, la sua morte, la successiva risurrezione, l’Ascensione al cielo e, infine, la Pentecoste. Pertanto, è ulteriormente evidente, come il tornare in vita del Maestro afferma con vigore e parresia tutto lo schiudersi della vita stessa dopo la morte, ulteriormente aggraziata dal successivo completamento offerto dalla salita al cielo dello stesso. Cristo, allora, si colloca nella dimensione trascendente della vita e ne sancisce una nuova possibilità.

Il mistero dell’Ascensione, dunque, è di natura squisitamente cristologica. Tuttavia, esso non può astenersi dall’enuclearsi verso significanze di natura antropologica. L’uomo, attraverso l’Ascensione, sperimenta sulla sua pelle il progetto realizzato di salvezza. L’Ascensione è una sorta d’imbuto trasverso, una “bomba” a detonazione che sancisce un’esplosione escatologica. Negli Atti è scritto: «Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo» (At 1, 11). La prospettiva della Parusia indica nettamente il termine della storia e questo “tempo di mezzo” non è altro che il tempo della Chiesa, il tempo kerigmatico dell’uomo.

La speranza escatologica del cristiano, che si estende al desiderio dell’incontro ultimo con il Signore, molto spesso è tacciata di vigliaccheria; assume le sembianze opache di una fuga in avanti motivata dall’incapacità di gestire il presente. A tale obiezione, tuttavia, il libro degli Atti risponde attraverso una precisa domanda: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?» (At 1, 11); esso, dunque, si pronuncia con chiarezza e dà una scossa prorompente alle coscienze degli uomini avvilite dal rimorso. Aprendosi così il tempo della Chiesa, l’invito che ne vien fuori è quello di guardare a terra, a coinvolgersi pienamente nella storia e a testimoniare una fede che non si fa dimentica di un futuro ultimo. La missione degli apostoli ne è esempio fulgido e, il loro partire, conferma indiscussa.

 

L’agire responsabile dei fedeli nella storia comincia con la conversione. Gli apostoli domandano al Risorto: «è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?» (At 1, 6). La domanda evidenzia ambiguità, confusione di senso sul ruolo messianico di Gesù. La chiave di volta capace di schiarire e mettere in risalto l’essenza del messianismo, diventa così la conversione: è necessario imparare a credere nel Dio di Gesù Cristo che cambia la vita. L’alterità del piano divino si “afferra” solo nel rispetto di una proposizione pura dello stesso, evirata da ogni parvenza di mondanità e agiatezza. La radice di tale alterità, allora, consiste precisamente nel diverso modo di concepire Dio: non un qualsiasi dio-idolo, ma il Dio rivelato da Gesù Cristo.

La Chiesa, nel tempo fra l’Ascensione e la Parusia, vive per annunziare il Vangelo: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16, 15). I segni che accompagnano la sua azione sono da interpretare. Gli evangelizzatori, ripetendo nella loro azione ciò che fece Gesù, ingaggiano una costante battaglia contro il male. Essi parleranno lingue nuove protesi verso la Pentecoste e al suo significato di superamento della pena conseguente al peccato di Babele. L’evangelizzazione è opera universale, la comunità dei discepoli, perciò, è chiamata a interrogarsi sulle modalità e sui linguaggi da utilizzare. I discepoli, dunque, sono tutti quelli capaci di interpretare i segni del proprio tempo, di mediare la grazia attraverso gli strumenti che esso offre e di riversarla su ciascuno in maniera limpida e schietta.

Giuseppe Gravante

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
280FansMi piace
873FollowerSegui
13,000FollowerSegui
615FollowerSegui
62IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Paolo e il suo Vangelo

“Non fare come gli ipocriti”

Desiderio e sequela

Accompagnare gli adulti nella fede

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

Consigli Pubblicitari

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO