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Home Parola di Dio Il Vangelo della Festa - Anno A Ascensione del Signore - Anno A - 24 maggio 2020

Ascensione del Signore – Anno A – 24 maggio 2020

La forza gravitazionale del cielo






    Dal Vangelo secondo Matteo.

    “In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
    Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.




    Uno dei verbi più utilizzati nel, fin’ ora, breve pontificato di papa Francesco, è: andare; poi uscire e camminare. Come si può notare sono tra loro collegati e si richiamano vicendevolmente per indicare che ogni discepolo deve essere posseduto dall’ansia di  non tenere per sé la ricchezza evangelica, ma donarla, portandola, testimoniandola. E’ lo stesso verbo che Gesù consegna ai suoi amici che ha convocato presso il monte che aveva loro indicato. ”Andate … e fate discepoli tutti i popoli…”.

    In virtù del battesimo, ogni figlio di Dio riceve anche il compito di andare, annunciare, donare ciò che a sua volta ha ricevuto. Il regno di Dio si estende per contagio, si diffonde per testimonianza, si afferma per l’amore di coloro che lo compongono. Come Dio, attraverso il battesimo, ci ha immersi in lui, così i suoi figli debbono immergere in loro stessi coloro che incontrano. Debbono scrivere un pezzo di cielo nella vita di quanti avvicinano, incrociano nel cammino di ogni giorno.

    Alla precarietà della testimonianza, alla debolezza e alla fragilità, all’inconsistenza di chi è chiamato a fare da guida, da maestro e sa che non ne è capace, ancora una volta supplisce ed interviene la forza dell’amore di chi chiama, invia e invita a donare. Gesù promette, a coloro che accettano di andare: “Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. La sicurezza non è endemica, l’uomo è incapace di generarla da solo, ma viene donata dalla promessa che non saremo soli, che siamo accompagnati, guidati, preceduti. E’ Dio stesso che come ha avuto fiducia di Gesù, a cui ha chiesto l’obbedienza della croce per la nostra salvezza, così anche a noi chiede la disponibilità ad essere suoi partners nel tentativo di far conoscere la buona notizia la maggior numero di uomini. Ci chiede d’essere lievito posto nella massa per farla fermentare. Lui darà la forza di compiere tutto ma chiede a noi di andare, di scomodarci, di donarci, di dedicarci. Proprio perché l’annuncio e la testimonianza ricevano la forza, la spinta e il dinamismo dell’amore che ha per caratteristica di donarsi di chiedere a se stessi per arricchire gli altri, di togliere per donare.

    Ecco: l’ascensione viene a ricordarci che esiste una forza gravitazionale che attira verso il cielo. E’ contro ogni logica fisica un’attrazione verso l’alto ma con Dio tutto si capovolge e tutto trova spiegazione perché a lui sta a cuore la sorte di ogni uomo. Ma la salvezza non può che discendere dal cielo. L’uomo quando ha avuto la presunzione di salvarsi da solo si è solo imprigionato ulteriormente. Allora occorre avere lo sguardo e la tensione rivolte verso l’alto per ricevere quei doni che poi, andando verso gli altri, saremo capaci di testimoniare. Proprio come ci chiede Gesù: “andate”. Dunque è ora di muoverci, di camminare per incontrare.




    Dio, nostro Padre, con la risurrezione del suo Figlio
    ci ha rigenerati ad una speranza viva.
    Tutti gli uomini, anche senza saperlo, attendono Dio.
    Facciamoci portavoce, mediante la preghiera,
    di questa attesa universale.

    R. Illumina la nostra vita, Signore.

    Perché la carità operosa renda visibile la nostra fede,
    come lampada che illumina tutta la nostra casa
    e si irradia nel mondo intero, preghiamo. R.

    Perché ognuno di noi si senta debitore del grande beneficio della redenzione,
    ed essendo stato salvato per grazia di Dio,
    si faccia cooperatore responsabile della salvezza, preghiamo. R.

    Perché le comunità ecclesiali
    nei territori di missione e nelle antiche stazioni cristiane,
    possano disporre di tutti i ministeri e dei carismi necessari
    all’edificazione del regno, preghiamo. R.

    Perché la misericordia del Signore ci dia occhi
    per vedere il Figlio dell’uomo che passa accanto a noi
    nella persona dei poveri e dei sofferenti, preghiamo. R.

    Perché anche i fratelli che si dicono senza Dio
    si aprano alla conoscenza e all’amore del Padre,
    che non abbandona nessuno e non è mai senza l’uomo, preghiamo. R.

    O Padre, che ci hai innestato
    in Cristo tuo Figlio, crocifisso e risorto,
    donaci di narrare a quanti incontreremo
    le grandi opere della salvezza.
    Per Cristo nostro Signore.

    R. Amen.




    Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore.





Dal Vangelo secondo Matteo.

“In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.



Uno dei verbi più utilizzati nel, fin’ ora, breve pontificato di papa Francesco, è: andare; poi uscire e camminare. Come si può notare sono tra loro collegati e si richiamano vicendevolmente per indicare che ogni discepolo deve essere posseduto dall’ansia di  non tenere per sé la ricchezza evangelica, ma donarla, portandola, testimoniandola. E’ lo stesso verbo che Gesù consegna ai suoi amici che ha convocato presso il monte che aveva loro indicato. ”Andate … e fate discepoli tutti i popoli…”.

In virtù del battesimo, ogni figlio di Dio riceve anche il compito di andare, annunciare, donare ciò che a sua volta ha ricevuto. Il regno di Dio si estende per contagio, si diffonde per testimonianza, si afferma per l’amore di coloro che lo compongono. Come Dio, attraverso il battesimo, ci ha immersi in lui, così i suoi figli debbono immergere in loro stessi coloro che incontrano. Debbono scrivere un pezzo di cielo nella vita di quanti avvicinano, incrociano nel cammino di ogni giorno.

Alla precarietà della testimonianza, alla debolezza e alla fragilità, all’inconsistenza di chi è chiamato a fare da guida, da maestro e sa che non ne è capace, ancora una volta supplisce ed interviene la forza dell’amore di chi chiama, invia e invita a donare. Gesù promette, a coloro che accettano di andare: “Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. La sicurezza non è endemica, l’uomo è incapace di generarla da solo, ma viene donata dalla promessa che non saremo soli, che siamo accompagnati, guidati, preceduti. E’ Dio stesso che come ha avuto fiducia di Gesù, a cui ha chiesto l’obbedienza della croce per la nostra salvezza, così anche a noi chiede la disponibilità ad essere suoi partners nel tentativo di far conoscere la buona notizia la maggior numero di uomini. Ci chiede d’essere lievito posto nella massa per farla fermentare. Lui darà la forza di compiere tutto ma chiede a noi di andare, di scomodarci, di donarci, di dedicarci. Proprio perché l’annuncio e la testimonianza ricevano la forza, la spinta e il dinamismo dell’amore che ha per caratteristica di donarsi di chiedere a se stessi per arricchire gli altri, di togliere per donare.

Ecco: l’ascensione viene a ricordarci che esiste una forza gravitazionale che attira verso il cielo. E’ contro ogni logica fisica un’attrazione verso l’alto ma con Dio tutto si capovolge e tutto trova spiegazione perché a lui sta a cuore la sorte di ogni uomo. Ma la salvezza non può che discendere dal cielo. L’uomo quando ha avuto la presunzione di salvarsi da solo si è solo imprigionato ulteriormente. Allora occorre avere lo sguardo e la tensione rivolte verso l’alto per ricevere quei doni che poi, andando verso gli altri, saremo capaci di testimoniare. Proprio come ci chiede Gesù: “andate”. Dunque è ora di muoverci, di camminare per incontrare.



Dio, nostro Padre, con la risurrezione del suo Figlio
ci ha rigenerati ad una speranza viva.
Tutti gli uomini, anche senza saperlo, attendono Dio.
Facciamoci portavoce, mediante la preghiera,
di questa attesa universale.

R. Illumina la nostra vita, Signore.

Perché la carità operosa renda visibile la nostra fede,
come lampada che illumina tutta la nostra casa
e si irradia nel mondo intero, preghiamo. R.

Perché ognuno di noi si senta debitore del grande beneficio della redenzione,
ed essendo stato salvato per grazia di Dio,
si faccia cooperatore responsabile della salvezza, preghiamo. R.

Perché le comunità ecclesiali
nei territori di missione e nelle antiche stazioni cristiane,
possano disporre di tutti i ministeri e dei carismi necessari
all’edificazione del regno, preghiamo. R.

Perché la misericordia del Signore ci dia occhi
per vedere il Figlio dell’uomo che passa accanto a noi
nella persona dei poveri e dei sofferenti, preghiamo. R.

Perché anche i fratelli che si dicono senza Dio
si aprano alla conoscenza e all’amore del Padre,
che non abbandona nessuno e non è mai senza l’uomo, preghiamo. R.

O Padre, che ci hai innestato
in Cristo tuo Figlio, crocifisso e risorto,
donaci di narrare a quanti incontreremo
le grandi opere della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore.

B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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Ascensione del Signore – Anno A – 24 maggio 2020

La forza gravitazionale del cielo



Dal Vangelo secondo Matteo.

“In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»”.



Uno dei verbi più utilizzati nel, fin’ ora, breve pontificato di papa Francesco, è: andare; poi uscire e camminare. Come si può notare sono tra loro collegati e si richiamano vicendevolmente per indicare che ogni discepolo deve essere posseduto dall’ansia di  non tenere per sé la ricchezza evangelica, ma donarla, portandola, testimoniandola. E’ lo stesso verbo che Gesù consegna ai suoi amici che ha convocato presso il monte che aveva loro indicato. ”Andate … e fate discepoli tutti i popoli…”.

In virtù del battesimo, ogni figlio di Dio riceve anche il compito di andare, annunciare, donare ciò che a sua volta ha ricevuto. Il regno di Dio si estende per contagio, si diffonde per testimonianza, si afferma per l’amore di coloro che lo compongono. Come Dio, attraverso il battesimo, ci ha immersi in lui, così i suoi figli debbono immergere in loro stessi coloro che incontrano. Debbono scrivere un pezzo di cielo nella vita di quanti avvicinano, incrociano nel cammino di ogni giorno.

Alla precarietà della testimonianza, alla debolezza e alla fragilità, all’inconsistenza di chi è chiamato a fare da guida, da maestro e sa che non ne è capace, ancora una volta supplisce ed interviene la forza dell’amore di chi chiama, invia e invita a donare. Gesù promette, a coloro che accettano di andare: “Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. La sicurezza non è endemica, l’uomo è incapace di generarla da solo, ma viene donata dalla promessa che non saremo soli, che siamo accompagnati, guidati, preceduti. E’ Dio stesso che come ha avuto fiducia di Gesù, a cui ha chiesto l’obbedienza della croce per la nostra salvezza, così anche a noi chiede la disponibilità ad essere suoi partners nel tentativo di far conoscere la buona notizia la maggior numero di uomini. Ci chiede d’essere lievito posto nella massa per farla fermentare. Lui darà la forza di compiere tutto ma chiede a noi di andare, di scomodarci, di donarci, di dedicarci. Proprio perché l’annuncio e la testimonianza ricevano la forza, la spinta e il dinamismo dell’amore che ha per caratteristica di donarsi di chiedere a se stessi per arricchire gli altri, di togliere per donare.

Ecco: l’ascensione viene a ricordarci che esiste una forza gravitazionale che attira verso il cielo. E’ contro ogni logica fisica un’attrazione verso l’alto ma con Dio tutto si capovolge e tutto trova spiegazione perché a lui sta a cuore la sorte di ogni uomo. Ma la salvezza non può che discendere dal cielo. L’uomo quando ha avuto la presunzione di salvarsi da solo si è solo imprigionato ulteriormente. Allora occorre avere lo sguardo e la tensione rivolte verso l’alto per ricevere quei doni che poi, andando verso gli altri, saremo capaci di testimoniare. Proprio come ci chiede Gesù: “andate”. Dunque è ora di muoverci, di camminare per incontrare.



Dio, nostro Padre, con la risurrezione del suo Figlio
ci ha rigenerati ad una speranza viva.
Tutti gli uomini, anche senza saperlo, attendono Dio.
Facciamoci portavoce, mediante la preghiera,
di questa attesa universale.

R. Illumina la nostra vita, Signore.

Perché la carità operosa renda visibile la nostra fede,
come lampada che illumina tutta la nostra casa
e si irradia nel mondo intero, preghiamo. R.

Perché ognuno di noi si senta debitore del grande beneficio della redenzione,
ed essendo stato salvato per grazia di Dio,
si faccia cooperatore responsabile della salvezza, preghiamo. R.

Perché le comunità ecclesiali
nei territori di missione e nelle antiche stazioni cristiane,
possano disporre di tutti i ministeri e dei carismi necessari
all’edificazione del regno, preghiamo. R.

Perché la misericordia del Signore ci dia occhi
per vedere il Figlio dell’uomo che passa accanto a noi
nella persona dei poveri e dei sofferenti, preghiamo. R.

Perché anche i fratelli che si dicono senza Dio
si aprano alla conoscenza e all’amore del Padre,
che non abbandona nessuno e non è mai senza l’uomo, preghiamo. R.

O Padre, che ci hai innestato
in Cristo tuo Figlio, crocifisso e risorto,
donaci di narrare a quanti incontreremo
le grandi opere della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.



Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria. Per Cristo nostro Signore.

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B. Giorgetta
BENITO GIORGETTA (16 febbraio 1955 Montemitro, Campobasso), sacerdote della diocesi di Termoli-Larino, parroco di San Timoteo in Termoli (Campobasso), licenziato in sacra teologia con specializzazione in mariologia. Dottore in bioetica, è giornalista pubblicista. Vicario foraneo. Docente di Teologia morale della sessualità e Bioetica presso l'Istituto Teologico Abruzzese Molisano di Chieti. Presidente dell'Associazione "Iktus - Onlus".
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