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Home Rubriche Risponde il teologo Alla luce delle nuove scoperte sull’universo che posto occupa l’uomo nella creazione?

Alla luce delle nuove scoperte sull’universo che posto occupa l’uomo nella creazione?

Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

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Le scoperte scientifiche che ci svelano ogni giorno qualcosa di più dell’universo, cambiano anche il posto centrale che l’uomo ha nella creazione secondo la Rivelazione? Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Le scoperte scientifiche ci hanno aperto, nel corso degli anni, orizzonti molto vasti: l’universo che oggi conosciamo è più grande di quello che immaginavano i nostri nonni. Mi chiedo, alla luce di tutto questo, che posto occupa l’uomo nella creazione? Possiamo ancora pensare di essere al centro?

Matteo Goracci

Ci sono due modi di vedere il mondo: uno dal punto di vista materiale, l’altro dal punto di vista della vita. Dal punto di vista materiale noi siamo … non si sa bene dove, comunque sopra una minuscola pallina di acqua e terra in giro per lo spazio. Dal punto di vista della vita, però, gli uomini la posseggono al massimo grado e perciò sono al vertice di essa. Gesù dice che non è venuto per gli astri e per i pianeti, ma per l’uomo che Dio ha tanto amato da dare il Figlio. Il lettore scelga.

Se cerchiamo un senso delle cose partendo dalla materia non andiamo più in là di una massa d’idrogeno, e anche in questo caso non sappiamo bene cosa esso sia dal momento che se lo scomponiamo esso ci scompare sotto gli occhi.

Dal punto di vista materiale, insomma, guardando la statua del Biancone non è che un blocco di carbonato di calcio, ma dal punto di vista di Ammannati è l’immagine di Nettuno. Chi ha ragione? Dal punto di vista materiale non c’è nessuna creazione, dal punto di vista razionale senza creazione tutto implode nel non senso.

Ora il senso alle cose, come per l’Ammannati, lo dà l’immagine e non il marmo, dobbiamo perciò ragionare sulla vita che le cose hanno e da cui prendono significato e possono dire ancora qualcosa.

Che cos’è la vita? Intanto c’è la vita vegetale, poi quella animale sensibile, poi c’è quella «umana» che generalmente si dice «razionale». Ma qui mi permetto di dissentire perché la vita umana non è razionale, ma «etica» di cui la razionalità è una componente.

La vita «etica» la intendo come il massimo grado dell’essere, al quale l’uomo appartiene, anche se in forma analogica. Si dice che Dio è Amore – si noti, non uso il termine Bene, perché bene indica solo perfezione d’essere e questo può darsi anche senza vita, come il mondo materiale, invece – Amore vuol dire vitalità, intrinseca operatività, sorgiva generabilità: il Padre genera il Figlio e lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Amore vuol dire: essere vivente e vitale al punto che pur essendo Una sostanza vi sono tre Relazioni (Persone) che sono la Vita. Ecco questo è «l’Essere etico-originario»: vivace, vitale, sorgivo, generante e operante. Intendo questa come Vita: un Essere-Amore, e non un morto e statico Essere-Bene, ma un vitalissimo essere «Etico».

L’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è vita-amore che si esprime non in tre persone, ma in due: una maschile e una femminile, sufficienti tuttavia per essere, in modo somigliante a Dio, una unica realtà etica. Infatti anche l’uomo, come Dio, è un essere etico, cioè è amore, e per esserlo è necessario che la sua unicità sia data e vissuta in due distinte (ma non diverse) persone: l’uomo e la donna sono l’unico essere umano etico, e fondato appunto sull’amore. L’amore reciproco li costituisce in una unica sostanza.

Da questo punto di vista l’uomo è l’unico essere che ha valore, che ha un senso, che ha un fondamento, che ha una dignità. Esso è la vita. Tutto il resto, tutti gli altri significati, prendono senso da questo assunto, perché ogni volta che valutiamo e giudichiamo qualsiasi cosa, questo assunto, che è in noi, è il criterio che ci permette di capire il mondo.

A questo punto che l’uomo nello spazio stia in un angolo o al centro è secondario, esso in quanto vita è al centro e al vertice di ogni altra cosa, perché tutto il resto prende senso da lui, e senza di lui le cose implodono nella non significanza. Ciò non vuol dire che le cose non siano niente, ma che non hanno senso, come del resto è confermato dalla scienza dal momento che tutto è riducibile ad energia, e non a essenze o cose, e nell’energia non c’è una essenza ma solo forze, che non si sa bene cosa siano.

Capisco che questa posizione non è facilmente accettabile, d’altra parte, però, la sola via materiale non porta a niente di più. Per cui, tra le due, è preferibile quella che spiega meglio e che ogni uomo, quando impara ad amare, difficilmente negherebbe, perché sente più il valore di se stesso nell’emozione dell’amore che non nella evoluzione dei suoi atomi.

Athos Turchi

Originale: ToscanaOggi.it
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Alla luce delle nuove scoperte sull’universo che posto occupa l’uomo nella creazione?

Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

  

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Le scoperte scientifiche che ci svelano ogni giorno qualcosa di più dell’universo, cambiano anche il posto centrale che l’uomo ha nella creazione secondo la Rivelazione? Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Le scoperte scientifiche ci hanno aperto, nel corso degli anni, orizzonti molto vasti: l’universo che oggi conosciamo è più grande di quello che immaginavano i nostri nonni. Mi chiedo, alla luce di tutto questo, che posto occupa l’uomo nella creazione? Possiamo ancora pensare di essere al centro?

Matteo Goracci

Ci sono due modi di vedere il mondo: uno dal punto di vista materiale, l’altro dal punto di vista della vita. Dal punto di vista materiale noi siamo … non si sa bene dove, comunque sopra una minuscola pallina di acqua e terra in giro per lo spazio. Dal punto di vista della vita, però, gli uomini la posseggono al massimo grado e perciò sono al vertice di essa. Gesù dice che non è venuto per gli astri e per i pianeti, ma per l’uomo che Dio ha tanto amato da dare il Figlio. Il lettore scelga.

Se cerchiamo un senso delle cose partendo dalla materia non andiamo più in là di una massa d’idrogeno, e anche in questo caso non sappiamo bene cosa esso sia dal momento che se lo scomponiamo esso ci scompare sotto gli occhi.

Dal punto di vista materiale, insomma, guardando la statua del Biancone non è che un blocco di carbonato di calcio, ma dal punto di vista di Ammannati è l’immagine di Nettuno. Chi ha ragione? Dal punto di vista materiale non c’è nessuna creazione, dal punto di vista razionale senza creazione tutto implode nel non senso.

Ora il senso alle cose, come per l’Ammannati, lo dà l’immagine e non il marmo, dobbiamo perciò ragionare sulla vita che le cose hanno e da cui prendono significato e possono dire ancora qualcosa.

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Che cos’è la vita? Intanto c’è la vita vegetale, poi quella animale sensibile, poi c’è quella «umana» che generalmente si dice «razionale». Ma qui mi permetto di dissentire perché la vita umana non è razionale, ma «etica» di cui la razionalità è una componente.

La vita «etica» la intendo come il massimo grado dell’essere, al quale l’uomo appartiene, anche se in forma analogica. Si dice che Dio è Amore – si noti, non uso il termine Bene, perché bene indica solo perfezione d’essere e questo può darsi anche senza vita, come il mondo materiale, invece – Amore vuol dire vitalità, intrinseca operatività, sorgiva generabilità: il Padre genera il Figlio e lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio. Amore vuol dire: essere vivente e vitale al punto che pur essendo Una sostanza vi sono tre Relazioni (Persone) che sono la Vita. Ecco questo è «l’Essere etico-originario»: vivace, vitale, sorgivo, generante e operante. Intendo questa come Vita: un Essere-Amore, e non un morto e statico Essere-Bene, ma un vitalissimo essere «Etico».

L’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è vita-amore che si esprime non in tre persone, ma in due: una maschile e una femminile, sufficienti tuttavia per essere, in modo somigliante a Dio, una unica realtà etica. Infatti anche l’uomo, come Dio, è un essere etico, cioè è amore, e per esserlo è necessario che la sua unicità sia data e vissuta in due distinte (ma non diverse) persone: l’uomo e la donna sono l’unico essere umano etico, e fondato appunto sull’amore. L’amore reciproco li costituisce in una unica sostanza.

Da questo punto di vista l’uomo è l’unico essere che ha valore, che ha un senso, che ha un fondamento, che ha una dignità. Esso è la vita. Tutto il resto, tutti gli altri significati, prendono senso da questo assunto, perché ogni volta che valutiamo e giudichiamo qualsiasi cosa, questo assunto, che è in noi, è il criterio che ci permette di capire il mondo.

A questo punto che l’uomo nello spazio stia in un angolo o al centro è secondario, esso in quanto vita è al centro e al vertice di ogni altra cosa, perché tutto il resto prende senso da lui, e senza di lui le cose implodono nella non significanza. Ciò non vuol dire che le cose non siano niente, ma che non hanno senso, come del resto è confermato dalla scienza dal momento che tutto è riducibile ad energia, e non a essenze o cose, e nell’energia non c’è una essenza ma solo forze, che non si sa bene cosa siano.

Capisco che questa posizione non è facilmente accettabile, d’altra parte, però, la sola via materiale non porta a niente di più. Per cui, tra le due, è preferibile quella che spiega meglio e che ogni uomo, quando impara ad amare, difficilmente negherebbe, perché sente più il valore di se stesso nell’emozione dell’amore che non nella evoluzione dei suoi atomi.

Athos Turchi

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