23.8 C
Roma
Gio, 9 Luglio 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Etica e Vita Alfie è morto, l’annuncio dei genitori sui social. Mariella Enoc: “È una...

Alfie è morto, l’annuncio dei genitori sui social. Mariella Enoc: “È una sconfitta”

La morte di Alfie

- Advertisement -
 
Tom e Kate: «Il gladiatore si è arreso. Il nostro cuore è spezzato». Il decesso intorno alle 2.30, sembra in seguito ad una crisi respiratoria. La presidente del Bambino Gesù: «Aprire percorsi condivisi». L’Alder Hey Hospital: «Un viaggio devastante, chiediamo privacy»
 

SALVATORE CERNUZIO
ROMA

«Il nostro bambino ha messo le ali stasera alle 2.30. Abbiamo il cuore spezzato. Grazie a tutti per tutto il vostro supporto». In queste poche righe, accompagnate da un cuore azzurro, c’è tutto il dolore di Kate James: la mamma di Alfie Evans, ha dato questa notte l’annuncio della morte del figlio sulla pagina Facebook “Alfie’s Army” (l’Esercito di Alfie) che in questi mesi ha monitorato e fornito aggiornamenti in tempo reale sulla vicenda del bimbo inglese di 23 mesi affetto da una patologia neurodegenerativa non diagnosticata. Quasi contemporaneamente è arrivato anche il post del papà Thomas: «Il mio gladiatore ha posato lo scudo e si è guadagnato le ali. Ti amo ragazzo mio».   

Mariella Enoc si dice «addolorata». La presidente del Bambino Gesù ha seguito da vicino la vicenda non esitando lunedì scorso a volare a Liverpool per mostrare vicinanza alla famiglia e ribadire la disponibilità del suo ospedale ad accogliere Alfie per garantirgli, oltre alle cure palliative, un accompagnamento fino alla fine. «Ho appreso qualche secondo fa questa triste notizia. Cosa dire.. quando un bimbo muore c’è solo un profondo dolore», commenta a Vatican Insider che l’ha raggiunta al telefono mentre è in viaggio verso la Siria, ad Aleppo, dove è in corso un progetto che coinvolge i medici del Bambino Gesù. «Questa vicenda mi ha coinvolta in prima persona, non voglio dare giudizi di tipo sanitario, negli ultimi giorni i genitori mi sembra che si fossero anche rappacificati coi medici… Rimane solo il dolore umano di fronte alla morte». 
 
«Ogni morte è una sconfitta, specialmente di un bambino», afferma Enoc. «Una volta ad una mamma alla quale era morta la bimba in braccio, dissi: “Il nostro ospedale è stato sconfitto”. “No – mi ha risposto – perché è stato amato e ha avuto dignità”. Credo che lo stesso sia avvenuto per Alfie: è stato circondato dall’amore, soprattutto della sua mamma e del suo papà che ho avuto la fortuna di conoscere, ed è morto con dignità». La storia, tuttavia, non finisce qua: ora, afferma la presidente del nosocomio vaticano, «bisogna iniziare una vera riflessione internazionale e mettere insieme scienziati, famiglie e istituzioni perché non si ripetano più questi scontri e queste battaglie dettate dalla ideologia».  
  
Da parte loro i medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool – dove Alfie era ricoverato dal dicembre 2016, trasportato d’urgenza dopo aver perso conoscenza a casa, in preda alle convulsioni, ed essere poi caduto in coma -hanno diffuso un messaggio di cordoglio in cui definiscono «un viaggio devastante» la vicenda del piccolo paziente. «Vogliamo esprimere la nostra simpatia e condoglianze dal profondo del cuore alla famiglia di Alfie in questo tempo di estrema angoscia. È stato un viaggio devastante per loro. Ora chiediamo sia rispettata la loro privacy e la privacy dello staff dell’Alder Hey».  
 
Due giorni fa il giovane padre Thomas, che in questi mesi ha lottato duramente per la vita del figlio in particolare per un suo trasferimento in Italia (dopo che il Consiglio dei ministri aveva concesso ad Alfie la cittadinanza), ha chiesto che calasse il «silenzio» sulla intera vicenda, al centro negli ultimi giorni di un caso diplomatico che ha coinvolto contemporaneamente Regno Unito, Italia e Vaticano.  
 
In un comunicato letto ai giornalisti assiepati da giorni davanti all’Alder Hey, Tom pregava di porre fine a qualsiasi attività informativa e di supporto per Alfie(dalle interviste alle raccolte firme, dalle campagne on line alle manifestazioni) in modo da «costruire un ponte» con i medici e ristabilire un dialogo che sembra sia essere totalmente mancato in questi sei mesi. Soprattutto Tom chiedeva di farlo per il bene del bambino, per assicurargli «la dignità e il conforto di cui ha bisogno». «I rapporti con l’ospedale Adler Hey sono molto migliorati, stiamo facendo dei passi avanti graduali», diceva ancora il ragazzo che fino al giorno prima denunciava che il figlio fosse tenuto «in ostaggio». La sua speranza – e lo è stata fino all’ultimo momento – era di ottenere almeno il permesso di riportare il bambino a casa sua, dopo l’ultimo “no” della Corte d’Appello di Londra che aveva respinto definitivamente il ricorso avanzato dalla coppia per trasportare il bimbo in Italia. Per i giudici, il trasferimento era inutile e dannoso per il piccolo. 
 
Quanto alle sue condizioni, il papà Tom rassicurava fino a ieri sul fatto che Alfie – che tra dieci giorni avrebbe compiuto 2 anni – fosse «stabile» e che continuasse a respirare nonostante fossero trascorse quasi 96 ore dal distacco dalla ventilazione assistita permanente.  
 
Il distacco era avvenuto la sera di lunedì 23 aprile alle 22.17, per volere del giudice Anthony Hayden. Secondo le previsioni dei medici il bambino sarebbe dovuto sopravvivere non oltre quindici minuti, invece aveva continuato a respirare autonomamente anche se con difficoltà e l’ausilio dell’ossigeno per quasi cinque giorni. Fino a questa notte, quando sembra che una nuova, forte, crisi respiratoria abbia fermato il suo cuore intorno alle 2.30 (orario inglese).  
 
La zia Sarah, sempre presente in questi giorni in ospedale insieme al nonno e ad altri parenti e amici, aveva lanciato durante la notte un appello disperato su Facebook dicendo: «Il nostro guerriero ha bisogno delle nostre preghiere» e chiedeva per lui «100 profondi respiri». 
 
Finora non sono stati forniti dettagli né informazioni aggiuntive sulle dinamiche della morte del piccolo. 

 
 
Originale: Vatican Insider
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti

Alfie è morto, l’annuncio dei genitori sui social. Mariella Enoc: “È una sconfitta”

La morte di Alfie

  

- Advertisement -
 
Tom e Kate: «Il gladiatore si è arreso. Il nostro cuore è spezzato». Il decesso intorno alle 2.30, sembra in seguito ad una crisi respiratoria. La presidente del Bambino Gesù: «Aprire percorsi condivisi». L’Alder Hey Hospital: «Un viaggio devastante, chiediamo privacy»
 

SALVATORE CERNUZIO
ROMA

«Il nostro bambino ha messo le ali stasera alle 2.30. Abbiamo il cuore spezzato. Grazie a tutti per tutto il vostro supporto». In queste poche righe, accompagnate da un cuore azzurro, c’è tutto il dolore di Kate James: la mamma di Alfie Evans, ha dato questa notte l’annuncio della morte del figlio sulla pagina Facebook “Alfie’s Army” (l’Esercito di Alfie) che in questi mesi ha monitorato e fornito aggiornamenti in tempo reale sulla vicenda del bimbo inglese di 23 mesi affetto da una patologia neurodegenerativa non diagnosticata. Quasi contemporaneamente è arrivato anche il post del papà Thomas: «Il mio gladiatore ha posato lo scudo e si è guadagnato le ali. Ti amo ragazzo mio».   

Mariella Enoc si dice «addolorata». La presidente del Bambino Gesù ha seguito da vicino la vicenda non esitando lunedì scorso a volare a Liverpool per mostrare vicinanza alla famiglia e ribadire la disponibilità del suo ospedale ad accogliere Alfie per garantirgli, oltre alle cure palliative, un accompagnamento fino alla fine. «Ho appreso qualche secondo fa questa triste notizia. Cosa dire.. quando un bimbo muore c’è solo un profondo dolore», commenta a Vatican Insider che l’ha raggiunta al telefono mentre è in viaggio verso la Siria, ad Aleppo, dove è in corso un progetto che coinvolge i medici del Bambino Gesù. «Questa vicenda mi ha coinvolta in prima persona, non voglio dare giudizi di tipo sanitario, negli ultimi giorni i genitori mi sembra che si fossero anche rappacificati coi medici… Rimane solo il dolore umano di fronte alla morte». 
 
«Ogni morte è una sconfitta, specialmente di un bambino», afferma Enoc. «Una volta ad una mamma alla quale era morta la bimba in braccio, dissi: “Il nostro ospedale è stato sconfitto”. “No – mi ha risposto – perché è stato amato e ha avuto dignità”. Credo che lo stesso sia avvenuto per Alfie: è stato circondato dall’amore, soprattutto della sua mamma e del suo papà che ho avuto la fortuna di conoscere, ed è morto con dignità». La storia, tuttavia, non finisce qua: ora, afferma la presidente del nosocomio vaticano, «bisogna iniziare una vera riflessione internazionale e mettere insieme scienziati, famiglie e istituzioni perché non si ripetano più questi scontri e queste battaglie dettate dalla ideologia».  
  
Da parte loro i medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool – dove Alfie era ricoverato dal dicembre 2016, trasportato d’urgenza dopo aver perso conoscenza a casa, in preda alle convulsioni, ed essere poi caduto in coma -hanno diffuso un messaggio di cordoglio in cui definiscono «un viaggio devastante» la vicenda del piccolo paziente. «Vogliamo esprimere la nostra simpatia e condoglianze dal profondo del cuore alla famiglia di Alfie in questo tempo di estrema angoscia. È stato un viaggio devastante per loro. Ora chiediamo sia rispettata la loro privacy e la privacy dello staff dell’Alder Hey».  
 
Due giorni fa il giovane padre Thomas, che in questi mesi ha lottato duramente per la vita del figlio in particolare per un suo trasferimento in Italia (dopo che il Consiglio dei ministri aveva concesso ad Alfie la cittadinanza), ha chiesto che calasse il «silenzio» sulla intera vicenda, al centro negli ultimi giorni di un caso diplomatico che ha coinvolto contemporaneamente Regno Unito, Italia e Vaticano.  
 
In un comunicato letto ai giornalisti assiepati da giorni davanti all’Alder Hey, Tom pregava di porre fine a qualsiasi attività informativa e di supporto per Alfie(dalle interviste alle raccolte firme, dalle campagne on line alle manifestazioni) in modo da «costruire un ponte» con i medici e ristabilire un dialogo che sembra sia essere totalmente mancato in questi sei mesi. Soprattutto Tom chiedeva di farlo per il bene del bambino, per assicurargli «la dignità e il conforto di cui ha bisogno». «I rapporti con l’ospedale Adler Hey sono molto migliorati, stiamo facendo dei passi avanti graduali», diceva ancora il ragazzo che fino al giorno prima denunciava che il figlio fosse tenuto «in ostaggio». La sua speranza – e lo è stata fino all’ultimo momento – era di ottenere almeno il permesso di riportare il bambino a casa sua, dopo l’ultimo “no” della Corte d’Appello di Londra che aveva respinto definitivamente il ricorso avanzato dalla coppia per trasportare il bimbo in Italia. Per i giudici, il trasferimento era inutile e dannoso per il piccolo. 
 
Quanto alle sue condizioni, il papà Tom rassicurava fino a ieri sul fatto che Alfie – che tra dieci giorni avrebbe compiuto 2 anni – fosse «stabile» e che continuasse a respirare nonostante fossero trascorse quasi 96 ore dal distacco dalla ventilazione assistita permanente.  
 
Il distacco era avvenuto la sera di lunedì 23 aprile alle 22.17, per volere del giudice Anthony Hayden. Secondo le previsioni dei medici il bambino sarebbe dovuto sopravvivere non oltre quindici minuti, invece aveva continuato a respirare autonomamente anche se con difficoltà e l’ausilio dell’ossigeno per quasi cinque giorni. Fino a questa notte, quando sembra che una nuova, forte, crisi respiratoria abbia fermato il suo cuore intorno alle 2.30 (orario inglese).  
 
La zia Sarah, sempre presente in questi giorni in ospedale insieme al nonno e ad altri parenti e amici, aveva lanciato durante la notte un appello disperato su Facebook dicendo: «Il nostro guerriero ha bisogno delle nostre preghiere» e chiedeva per lui «100 profondi respiri». 
 
Finora non sono stati forniti dettagli né informazioni aggiuntive sulle dinamiche della morte del piccolo. 

 
 
- Advertisement -
Originale: Vatican Insider

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
286FansMi piace
949FollowerSegui
13,000FollowerSegui
628FollowerSegui
97IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Seguici su Instagram

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

0
Dicci il tuo pensiero, per favore commenta.x
()
x
È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO