21.7 C
Rome
giovedì, 22 Agosto 2019

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Argomenti Fede e Devozione Come affrontare la depressione e il suicidio con una prospettiva di fede?

Come affrontare la depressione e il suicidio con una prospettiva di fede?

Fede

- Advertisement -

di Gabriel Motoa

Un paio di settimane fa, un amico che non vedo da un bel po’ di tempo mi ha scritto per dirmi che si trovava in città e chiedermi se avevo tempo per mangiare qualcosa con lui e parlare un po’. Un paio di anni fa abbiamo seguito delle lezioni insieme con altri amici, e da allora avevamo un gruppo su Whatsapp in cui condividevamo come andavano le cose o ricordavamo aneddoti di quel periodo. Dopo un po’ che parlavamo gli ho chiesto perché non rispondeva da tempo ai messaggi che gli inviavamo per sapere se andava tutto bene. Sono rimasto sorpreso quando mi ha detto che l’anno prima aveva vissuto un periodo molto difficile e per vari mesi il suo unico pensiero prima di addormentarsi era se prendere o meno un flacone intero di un medicinale che aveva sul comodino per togliersi la vita.

Mi ha detto che in quel periodo si sentiva costantemente triste, senza voglia di alzarsi al mattino. Pensava che nonostante i suoi sforzi continui molte cose non andassero come le aveva progettate, e questo lo faceva sentire peggio. Sapeva che c’era qualcosa che non andava, sapeva che poteva essere depresso ma negava di accettarlo, perché credeva che fosse normale sentirsi tristi di tanto in tanto e di poter gestire la cosa. Combatteva, inoltre, con l’idea che altre persone avrebbero potuto pensare che fosse “fuori di testa” se avesse raccontato cosa gli stava accadendo, e quindi esteriormente continuava a comportarsi come se nulla fosse, ma dentro di sé aveva perso la speranza. Non voleva parlare con la sua famiglia perché pensava che neanche i suoi cari lo avrebbero capito, e neanche lui sapeva come una persona con tutte le sue risorse e opportunità potesse sentirsi in quel modo. Ha quindi pensato che fosse meglio tenerlo per sé, e prendere a poco a poco le distanze dalle persone (noi compresi) che avrebbero potuto chiedergli come stava o com’erano i suoi progetti di vita, fino a quando ha avuto il coraggio di fare il primo passo per porre fine alla sua sofferenza una volta per tutte.

Per farla breve, mi ha detto che un giorno ha deciso che era il momento di cercare aiuto professionale e di accettare che da solo non ce la faceva. Ha consultato uno psichiatra e si è reso conto che da molto tempo soffriva di una grave depressione, e quindi ha accettato di iniziare un trattamento a base di farmaci e allo stesso tempo di ricorrere alla terapia psicologica. Durante quel processo è riuscito a condividere con i suoi genitori e i suoi familiari il fatto che era depresso e che per molto tempo aveva pensato di togliersi la vita. Ha ricevuto il loro sostegno e ha ripreso le attività in modo normale. Aveva voglia di andare avanti con la vita, e nel frattempo portava avanti la terapia.

Alla fine l’ho ringraziato per aver condiviso la sua storia con me e gli ho detto che poteva sinceramente contare sul mio sostegno, se lo desiderava. Mentre stavo tornando a casa ho iniziato a pensare: “Perché non ha avuto fiducia in qualcuno di noi? Perché ha deciso semplicemente di isolarsi? Perché qualcuno a cui tutto sembra andare bene nella vita e che ha un grande futuro davanti a sé è arrivato all’estremo di pensare di uccidersi? Avrei potuto fare qualcosa di più per aiutarlo nonostante la distanza? Come mai nessuno di noi ha visto un unico segnale di quello che stava accadendo? Quante persone possono vivere lo stesso in questo momento e non sanno che ci sono altre opzioni di aiuto?”

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

Come affrontare la depressione e il suicidio con una prospettiva di fede?

Fede

  

- Advertisement -

di Gabriel Motoa

Un paio di settimane fa, un amico che non vedo da un bel po’ di tempo mi ha scritto per dirmi che si trovava in città e chiedermi se avevo tempo per mangiare qualcosa con lui e parlare un po’. Un paio di anni fa abbiamo seguito delle lezioni insieme con altri amici, e da allora avevamo un gruppo su Whatsapp in cui condividevamo come andavano le cose o ricordavamo aneddoti di quel periodo. Dopo un po’ che parlavamo gli ho chiesto perché non rispondeva da tempo ai messaggi che gli inviavamo per sapere se andava tutto bene. Sono rimasto sorpreso quando mi ha detto che l’anno prima aveva vissuto un periodo molto difficile e per vari mesi il suo unico pensiero prima di addormentarsi era se prendere o meno un flacone intero di un medicinale che aveva sul comodino per togliersi la vita.

Mi ha detto che in quel periodo si sentiva costantemente triste, senza voglia di alzarsi al mattino. Pensava che nonostante i suoi sforzi continui molte cose non andassero come le aveva progettate, e questo lo faceva sentire peggio. Sapeva che c’era qualcosa che non andava, sapeva che poteva essere depresso ma negava di accettarlo, perché credeva che fosse normale sentirsi tristi di tanto in tanto e di poter gestire la cosa. Combatteva, inoltre, con l’idea che altre persone avrebbero potuto pensare che fosse “fuori di testa” se avesse raccontato cosa gli stava accadendo, e quindi esteriormente continuava a comportarsi come se nulla fosse, ma dentro di sé aveva perso la speranza. Non voleva parlare con la sua famiglia perché pensava che neanche i suoi cari lo avrebbero capito, e neanche lui sapeva come una persona con tutte le sue risorse e opportunità potesse sentirsi in quel modo. Ha quindi pensato che fosse meglio tenerlo per sé, e prendere a poco a poco le distanze dalle persone (noi compresi) che avrebbero potuto chiedergli come stava o com’erano i suoi progetti di vita, fino a quando ha avuto il coraggio di fare il primo passo per porre fine alla sua sofferenza una volta per tutte.

Per farla breve, mi ha detto che un giorno ha deciso che era il momento di cercare aiuto professionale e di accettare che da solo non ce la faceva. Ha consultato uno psichiatra e si è reso conto che da molto tempo soffriva di una grave depressione, e quindi ha accettato di iniziare un trattamento a base di farmaci e allo stesso tempo di ricorrere alla terapia psicologica. Durante quel processo è riuscito a condividere con i suoi genitori e i suoi familiari il fatto che era depresso e che per molto tempo aveva pensato di togliersi la vita. Ha ricevuto il loro sostegno e ha ripreso le attività in modo normale. Aveva voglia di andare avanti con la vita, e nel frattempo portava avanti la terapia.

Alla fine l’ho ringraziato per aver condiviso la sua storia con me e gli ho detto che poteva sinceramente contare sul mio sostegno, se lo desiderava. Mentre stavo tornando a casa ho iniziato a pensare: “Perché non ha avuto fiducia in qualcuno di noi? Perché ha deciso semplicemente di isolarsi? Perché qualcuno a cui tutto sembra andare bene nella vita e che ha un grande futuro davanti a sé è arrivato all’estremo di pensare di uccidersi? Avrei potuto fare qualcosa di più per aiutarlo nonostante la distanza? Come mai nessuno di noi ha visto un unico segnale di quello che stava accadendo? Quante persone possono vivere lo stesso in questo momento e non sanno che ci sono altre opzioni di aiuto?”

- Advertisement -

- Advertisement -
Originale: Aleteia.org

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

Libri consigliati

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
277FansMi piace
845FollowerSegui
13,000FollowerSegui
595FollowerSegui
56IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Le 110 parabole di papa Francesco

Libri Consigliati – Luglio 2018

Bibbia: poeti e poesie

Seguici su Facebook

Seguici su Instagram

Seguici su Twitter

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO