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Adulterio, Paulo Coelho

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Credo che poche persone a questo mondo, soprattutto tra quelle che leggono un articolo su un sito cattolico, non abbiano mai sentito parlare di Paulo Coehlo. Amato tanto quanto criticato, c’è chi lo definisce un banale favoliere per adulti e chi invece vede in lui il più attuale mistico laico che l’umanità abbia visto negli ultimi tre secoli. Questo suo ultimo romanzo è tra quelli ambientati in una contemporaneità ben definita nel tempo e nello spazio. La storia è geograficamente ambientata in Svizzera. Il paese perfetto per eccellenza, dove tutto è sano, dove tutto è garantito, e dove nessuno ha alcunché che gli produca frustrazioni e quindi lo induca a scegliere il “male consolatorio”. Eppure ancora una volta dalla penna di Coehlo sgorga esattamente la smentita di una tale diffusa quanto pacifica convinzione.

Adulterio che deriva dal latino adulterare, corrompere, è il termine che indica una relazione sentimentale o sessuale fra due persone delle quali almeno una è già coniugata con un’altra persona, consistendo quindi in una violazione della fedeltà coniugale. L’etimologia è palese, il nesso è combattuto tra due tesi; la prima Ad alterum = andare verso un altro, verso qualcosa/qualcuno di diverso dal legittimo coniuge, oppure, Ad alterum = cambiare, adulterarsi, diventare diversi, come a dire che dopo l’adulterio non si è più come prima. Quindi secondo l’etimologia anche andare con prostitute sarebbe da considerarsi adulterio, mentre passi biblici (Levitico 18:20) restringerebbero il campo solo al tradimento con donne libere – non meretrici – e sposate. Mentre per fornicazione s’intendeva proprio evitare il concubinato, e vari tipi di relazione; tra cui l’abbandonare il proprio marito per un soldato romano ricco ad esempio (cosa diffusa al tempo degli ebrei), gli incesti e cose simili.

Questo nuovo romanzo di Paulo si muove proprio su questo tema; l’adulterarsi il non essere più come prima. Ma ciò che sorprende il lettore non è la storia adulterina in sé quanto tutta la realtà psichica della protagonista. Perché l’ universale nasce innanzitutto dentro di noi. Poi è il fato che decide in quale direzione la farfalla che è ancora crisalide volerà.

Linda ha tutto dalla vita, un marito dovizioso e incondizionatamente innamorato, due figli modello, la bellezza, l’altezza, “gli abiti più raffinati che il denaro possa comprare”, e persino un lavoro che le piace. Ma un giorno imprecisato di autunno nel mezzo dei suoi trentun anni Linda avverte un male oscuro e come altre eroine letterarie, venute prima di lei, viene travolta da una insoddisfazione esistenziale che la porta a esplorare il limite e ad affacciarsi sull’abisso. Una depressione che vira verso l’adulterio la porterà fra le braccia di un politico, suo ex fidanzatino a scuola.

“E’ meglio non vivere piuttosto che non amare”. Cosa porta una donna di successo, che vive in Svizzera con un marito straordinario e dei figli straordinari, abbandonarsi ad una relazione extra coniugale? Alla passione? Adulterio scava per noi proprio questo difficile percorso interiore – che appartiene a noi tutti – e che la protagonista è costretta a vivere per ritrovare la felicità. La passione, la voglia di vivere e amare chiedono un tributo molto alto per conservarsi nell’esistenza quotidiana di una persona e questo il nostro romanzo lo evidenzia senza false illusioni. Un incontro del caso, porterà Linda a vivere un tradimento. Una vita perfetta, quella visibile a tutti, contrapposta ad un turbine di emozioni nascoste che nessuno, tranne lei stessa, può vedere e sa di esistere. Il male non lo si commette quasi mai per il gusto di farlo, bensì per disperazione. È quindi importante guardare in faccia la disperazione che si nasconde dietro al male perché se la si trasforma in speranza, il male non serve più.

E. Simonetti
Ha conseguito il Baccalaureato in S. Teologia presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti affiliato alla Pontificia Università Lateranense - Roma.

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Adulterio, Paulo Coelho

  

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Credo che poche persone a questo mondo, soprattutto tra quelle che leggono un articolo su un sito cattolico, non abbiano mai sentito parlare di Paulo Coehlo. Amato tanto quanto criticato, c’è chi lo definisce un banale favoliere per adulti e chi invece vede in lui il più attuale mistico laico che l’umanità abbia visto negli ultimi tre secoli. Questo suo ultimo romanzo è tra quelli ambientati in una contemporaneità ben definita nel tempo e nello spazio. La storia è geograficamente ambientata in Svizzera. Il paese perfetto per eccellenza, dove tutto è sano, dove tutto è garantito, e dove nessuno ha alcunché che gli produca frustrazioni e quindi lo induca a scegliere il “male consolatorio”. Eppure ancora una volta dalla penna di Coehlo sgorga esattamente la smentita di una tale diffusa quanto pacifica convinzione.

Adulterio che deriva dal latino adulterare, corrompere, è il termine che indica una relazione sentimentale o sessuale fra due persone delle quali almeno una è già coniugata con un’altra persona, consistendo quindi in una violazione della fedeltà coniugale. L’etimologia è palese, il nesso è combattuto tra due tesi; la prima Ad alterum = andare verso un altro, verso qualcosa/qualcuno di diverso dal legittimo coniuge, oppure, Ad alterum = cambiare, adulterarsi, diventare diversi, come a dire che dopo l’adulterio non si è più come prima. Quindi secondo l’etimologia anche andare con prostitute sarebbe da considerarsi adulterio, mentre passi biblici (Levitico 18:20) restringerebbero il campo solo al tradimento con donne libere – non meretrici – e sposate. Mentre per fornicazione s’intendeva proprio evitare il concubinato, e vari tipi di relazione; tra cui l’abbandonare il proprio marito per un soldato romano ricco ad esempio (cosa diffusa al tempo degli ebrei), gli incesti e cose simili.

Questo nuovo romanzo di Paulo si muove proprio su questo tema; l’adulterarsi il non essere più come prima. Ma ciò che sorprende il lettore non è la storia adulterina in sé quanto tutta la realtà psichica della protagonista. Perché l’ universale nasce innanzitutto dentro di noi. Poi è il fato che decide in quale direzione la farfalla che è ancora crisalide volerà.

Linda ha tutto dalla vita, un marito dovizioso e incondizionatamente innamorato, due figli modello, la bellezza, l’altezza, “gli abiti più raffinati che il denaro possa comprare”, e persino un lavoro che le piace. Ma un giorno imprecisato di autunno nel mezzo dei suoi trentun anni Linda avverte un male oscuro e come altre eroine letterarie, venute prima di lei, viene travolta da una insoddisfazione esistenziale che la porta a esplorare il limite e ad affacciarsi sull’abisso. Una depressione che vira verso l’adulterio la porterà fra le braccia di un politico, suo ex fidanzatino a scuola.

“E’ meglio non vivere piuttosto che non amare”. Cosa porta una donna di successo, che vive in Svizzera con un marito straordinario e dei figli straordinari, abbandonarsi ad una relazione extra coniugale? Alla passione? Adulterio scava per noi proprio questo difficile percorso interiore – che appartiene a noi tutti – e che la protagonista è costretta a vivere per ritrovare la felicità. La passione, la voglia di vivere e amare chiedono un tributo molto alto per conservarsi nell’esistenza quotidiana di una persona e questo il nostro romanzo lo evidenzia senza false illusioni. Un incontro del caso, porterà Linda a vivere un tradimento. Una vita perfetta, quella visibile a tutti, contrapposta ad un turbine di emozioni nascoste che nessuno, tranne lei stessa, può vedere e sa di esistere. Il male non lo si commette quasi mai per il gusto di farlo, bensì per disperazione. È quindi importante guardare in faccia la disperazione che si nasconde dietro al male perché se la si trasforma in speranza, il male non serve più.

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E. Simonetti
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