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La contadina e la candela

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Anni fa una contadina, essendo il marito ammalato gravemente, fece voto di accendere ogni giorno, per un intero anno, un cero dinanzi all’effige della Santa Vergine.
Tutte le mattine, di buon’ora, correva fino alla piazza principale del paese dove si ergeva la chiesa parrocchiale e, recitato un Pater, Ave e Gloria, offriva la sua candela alla Madonna. Poi se ne tornava velocemente a casa per assistere il marito infermo.
Dopo nove giorni, l’uomo si alzò dal letto guarito.

Il decimo giorno, la donna, avendo da lavare tutta la biancheria accumulatasi durante la malattia del marito, disse tra sé:
– Oggi ho troppo lavoro da sbrigare. Vorrà dire che andrò in chiesa domani e accenderò due ceri.
L’indomani pioveva grosso un dito, perciò la donna si disse:
– Oggi c’è troppa pioggia. Se uscissi, m’inzupperei tutta. Vorrà dire che andrò domani e accenderò tre ceri.
Di giorno in giorno, trovava sempre una scusa buona per non andarci. Però la brava donna si faceva premura di tenere il conto delle candele che avrebbe dovuto accendere.

E così un bel dì si accorse che erano già cinquanta.
– Cinquanta candele?!? Ma se io, adesso, vado in chiesa ad accendere cinquanta candele mi prenderanno certamente per matta!
Perciò decise di lasciar stare.

[quote font=”trebuchet” font_size=”22″ font_style=”italic” bgcolor=”#” color=”#” bcolor=”#” arrow=”yes”]Troppo spesso ci rivolgiamo a Lui solo nel bisogno e ci dimentichiamo di ringraziarlo ogni giorno per il dono della vita. Troppo presi dalle nostre vite, dai nostri mille impegni….però quando abbiamo bisogno il tempo per chiedergli una grazia lo troviamo.[/quote]

Redazionehttps://www.spesalvi.it
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Anni fa una contadina, essendo il marito ammalato gravemente, fece voto di accendere ogni giorno, per un intero anno, un cero dinanzi all’effige della Santa Vergine.
Tutte le mattine, di buon’ora, correva fino alla piazza principale del paese dove si ergeva la chiesa parrocchiale e, recitato un Pater, Ave e Gloria, offriva la sua candela alla Madonna. Poi se ne tornava velocemente a casa per assistere il marito infermo.
Dopo nove giorni, l’uomo si alzò dal letto guarito.

Il decimo giorno, la donna, avendo da lavare tutta la biancheria accumulatasi durante la malattia del marito, disse tra sé:
– Oggi ho troppo lavoro da sbrigare. Vorrà dire che andrò in chiesa domani e accenderò due ceri.
L’indomani pioveva grosso un dito, perciò la donna si disse:
– Oggi c’è troppa pioggia. Se uscissi, m’inzupperei tutta. Vorrà dire che andrò domani e accenderò tre ceri.
Di giorno in giorno, trovava sempre una scusa buona per non andarci. Però la brava donna si faceva premura di tenere il conto delle candele che avrebbe dovuto accendere.

E così un bel dì si accorse che erano già cinquanta.
– Cinquanta candele?!? Ma se io, adesso, vado in chiesa ad accendere cinquanta candele mi prenderanno certamente per matta!
Perciò decise di lasciar stare.

[quote font=”trebuchet” font_size=”22″ font_style=”italic” bgcolor=”#” color=”#” bcolor=”#” arrow=”yes”]Troppo spesso ci rivolgiamo a Lui solo nel bisogno e ci dimentichiamo di ringraziarlo ogni giorno per il dono della vita. Troppo presi dalle nostre vite, dai nostri mille impegni….però quando abbiamo bisogno il tempo per chiedergli una grazia lo troviamo.[/quote]

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