7 motivi per continuare a parlare di fede quando alla gente sembra non interessare


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di Winifred Corrigan

Ecco una battaglia che a volte combatto dentro di me: sono in bilico tra l’esuberante prolissità sulla mia fede, sulla mia conversione, su quanto è incredibile Dio, su come vorrei che tutti quelli che amo si convertano (per il proprio benessere e per la propria felicità!), su come vorrei che ogni cattolico sapesse quanto è incredibilmente impressionante andare in chiesa ogni domenica… e l’altro lato di me stessa, quello imbarazzato, silenzioso, di poco impatto, eccessivamente interiore e troppo sensibile, che non vuole creare disagio nelle persone, che non vuole che siano spaventate da una fanatica di Gesù, che non vuole seccare le persone parlando sempre delle “cose di Dio”. Avete idea di cosa parlo?

Beh, allora ecco alcuni consigli per tutti quelli che sono infuocati per lo Spirito ma che sono troppo sensibili (parlo prima di tutto a me stessa). Per tutti coloro che potrebbero avere bisogno di essere incoraggiati a continuare a parlare dell’amore e della verità della fede cattolica sebbene – o forse soprattutto perché – ci troviamo in un ambiente sempre più anti-cattolico.

1. Il tuo amico non religioso potrebbe non sentir parlare di Gesù o della Chiesa da nessun’altra fonte

Nella sfera pubblica – che sia a scuola, sul lavoro, in un negozio, nella partitella di calcio del sabato o insieme ad altre mamme in piscina – potresti essere l’unica persona cattolica che alcune persone potranno mai incontrare. Quanti dei nostri vicini hanno un’idea sbagliata della Chiesa o dei cattolici… che siamo come delle nonnine, che vestiamo stile Casa della prateria, o che siamo tutti sessualmente repressi. No: siamo vibranti, diversi, impegnati, complessi, credenti e pensanti. Chi non è religioso (o è anti-religioso) deve affrontare le contraddizioni viventi che sono i cattolici. E non intendo dire che noi contraddiciamo la realtà, la fede o la verità. No. Intendo contraddire il mondo e le sue false promesse, le sue erronee filosofie, i suoi sistemi incoerenti e le presunzioni.

Potrei sembrare dura, ma è perché l’ho vissuto sulla mia pelle! Ho sofferto personalmente a causa delle bugie che il mondo mi ha venduto con fare ammiccante, prima che scoprissi la Chiesa cattolica e le belle verità che insegna. Quelle verità (anzi, la Verità Incarnata) hanno risposto alle mie domande e mi hanno dato una visione del mondo molto diversa. A volte mi chiedo… cosa sarebbe successo se quelle verità le avessi incontrate prima, magari grazie ad un cattolico credibile e preparato?

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2. Bisogna che gli altri cristiani sappiano che non tutti i cattolici sono ignoranti riguardo a Gesù e alla Scrittura

Intorno a me vedo cattolici schiatti ed eloquenti… su internet. Ci sono praticamente ovunque delle straordinarie risorse – vecchie e nuove – per l’evangelizzazione. Sono a portata di mano, e con esse possiamo costruire il nostro “arsenale mentale” e prepararci per parlare al prossimo. Ma quanto frequentemente capita di essere “superati”, in pubblico, da parte dei più audaci cristiani evangelici? Non voglio accusare nessuno, ma semplicemente offrire uno spunto di riflessione: sto perdendo la mia occasione di mostrare una prospettiva cattolica su questo o quell’argomento? Anche i “fratelli separati” devono sapere che la Chiesa cattolica ha le risposte ad alcune domande e ad alcuni problemi che i cristiani di comunità protestanti o evangeliche non riescono proprio ad affrontare. Dà loro una ragione per mettere in discussione i loro falsi stereotipi sui cattolici ignoranti che non conoscono la bibbia, che non hanno il controllo sulle proprie pulsioni, che non amano i poveri, che non accolgono lo straniero, ecc.

3. Gli altri cattolici hanno bisogno di essere edificati

Quando sento una testimonianza audace ed entusiasta, non posso che sentirmi sollevata. Ci sono molti cattolici demoralizzati, nelle nostre comunità parrocchiali. Persone che sono cadute, ma anche altre che sappiamo essere forti nella loro fede. Non sappiamo mai quando qualcuno può avere bisogno semplicemente di sentire la nostra testimonianza e trarne un incoraggiamento personale.

“Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.” (Romani 1:11-12).

4. Chi ti ascolta è, in questo momento, una persona diversa da quella che era l’ultima volta che ha sentito la tua testimonianza

Io stessa ho avuto momenti di illuminazione. Chi non ne ha mai avuti? Può essere un po’ imbarazzante renderci conto che ciò che abbiamo improvvisamente scoperto essere vero è la stessa cosa che qualcun altro ci ha detto cinque o dieci anni fa. A me aiuta ad essere pazientemente ottimista: parlare della propria fede non è mai una causa persa. Non sappiamo mai quando possa esserci una crepa nella coscienza dell’altra persona, portando il cuore o la sua mente ad aprirsi di più. Una crepa fatta di grazia, attraverso la quale diffondere una nuova comprensione.

5. Devi esercitare la tua voce spirituale

Parlare della propria fede non è un’attività singola. E meno male! È un muscolo, che va allenato. Ed è anche un modo per affinare la chiarezza delle nostre posizioni, per scoprire i nostri punti deboli (da rafforzare tramite preghiera e studio).

©George Martell The Pilot Media Group | CC

6. Non sai mai quale altra persona potrebbe ascoltarti, e come lo Spirito Santo opera quando gliene dai la possibilità

Esatto. Forse la persona che tu pensi di evangelizzare non è quella che viene effettivamente evangelizzata. Potrebbe essere un collega in disparte che non è direttamente coinvolto nella conversazione.

7. Dio sta ascoltando, anche quando nessun altro lo fa

Quando ci sarà il giudizio, renderemo conto di noi stessi. “Dio non mi ha chiamata ad avere successo. Mi ha chiamata ad essere fedele” – Madre Teresa

Va bene, il monito è sempre lo stesso: siate gentili, siate veraci, istruitevi prima di ripetere i vostri errori. Vivete qualcosa, prima di iniziare a sparlarne, dite la verità nell’amore, e così via.

Ma bisogna dire che i cattolici devono smettere di nascondersi dietro alla citazione erroneamente attribuita a San Francesco d’Assisi, “predicate sempre il Vangelo e, se necessario, usate anche le parole“. Rischia di diventare una scusa per non portare avanti la disagevole opera evangelizzatrice, per evitare il martirio bianco di poter sembrare strani. Abbracciate la stranezza! Sarà Lui a ricompensarvi per aver proclamato la Sua Chiesa.

Non dico che bisogni parlare soltanto di cose cattoliche. Ma il punto è che tutto è cattolico… quello che intendo dire è che non c’è nulla che non possa essere discusso da una prospettiva cattolica (anche se a volte significa essere un po’ furtivi). Possiamo parlare di verità, di bellezza e di bontà, e basta. A volte basta far vedere agli altri la nostra gioia. Ma smettiamola di accampare scuse per vivere la nostra fede in privato o per parlare di cattolicesimo soltanto nei confini sicuri con altri cattolici.

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Alcuni versetti della Scrittura per incoraggiarti a parlare in modo audace:

Matteo 5:13-16 – Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Colossesi 4:6 – Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito di sapienza, per sapere come rispondere a ciascuno.

Luca 14:34 – Il sale è buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si salerà?

Filippesi 2:15 – Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo.
 
Marco 16:15 – Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”.

Matteo 5:10-12 – Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

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