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Home Argomenti Vita cristiana 5 suggerimenti per scoprire se la vostra umiltà è vera o falsa

5 suggerimenti per scoprire se la vostra umiltà è vera o falsa

L’umiltà è una virtù che tutti desideriamo ma, nel cercarla, ci troviamo di fronte a diversi modi di vederla.

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di Mauricio Montoya

L’umiltà è una virtù che tutti valorizziamo e sicuramente desideriamo, ma nel cercarla ci troviamo di fronte a diversi modi di vederla. A volte queste maniere di percepirla diventano erronee, e per questo vorrei condividere con voi cinque suggerimenti o consigli per identificare una falsa umiltà e sapere come avventurarsi nel compito di purificarla, non senza prima ricordare il significato della parola “umiltà”.

Come si definisce l’umiltà?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci offre un riferimento da cui possiamo partire per offrire una definizione sommaria di questa virtù: “L’umiltà ci fa riconoscere: « Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare » (Mt 11,27), cioè « ai piccoli » (Mt 11,25)” (CCC, 2779). In altre parole, l’umiltà è una virtù necessaria per poter conoscere il Padre, e questa conoscenza è impossibile se non avviene per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo.

Gesù ci rivolge un forte appello ad essere come bambini per poter raggiungere il Regno dei Cieli, e quindi l’umile è chi riconosce la necessità di essere semplice, “piccolo”, e di confidare nell’aiuto dello Spirito Santo. Avendo chiaro questo concetto, passiamo ai suggerimenti!

1. Pregate? Com’è la vostra preghiera?

 

Porvi queste due domande può servire come “termometro spirituale” per misurare la vostra capacità di essere umili, perché chi prega si riconosce bisognoso e confida nella bontà e nella misericordia di Dio. Chi si tiene lontano o abbandona la preghiera cade nel pericolo di confidare solo in se stesso e di credersi autosufficiente. In altre parole, una persona che allontana la preghiera dalla sua vita trova molto più difficile essere umile, perché l’incontro con il Padre ci porta a sentirci piccoli e bisognosi del suo aiuto.

La soluzione a questa situazione inizia con un esame di coscienza in cui riconosciamo i nostri fallimenti e allo stesso tempo anche la misericordia di Dio nella nostra vita. In questo modo potremo comprendere che il cammino spirituale esige una crescita della nostra piccolezza, della nostra umiltà.

2. Cercate di far sì che le vostre azioni vengano riconosciute e valorizzate?

Cercare costantemente il riconoscimento altrui crea in noi la necessità di sentirsi lodati ed elogiati tutto il tempo. Questo ci conduce su un percorso tormentoso in cui se non si viene valorizzati dagli altri non è possibile essere felici e diventa complicato sopportare la vita quotidiana.

Di fronte a questa situazione si dovrebbe lavorare sulla propria autostima. Per farlo è fondamentale riconoscere che le azioni che si svolgono, i risultati che si raggiungono ecc. non hanno bisogno dell’approvazione altrui. Tutte le proprie azioni devono portare a trovare felicità e autostima.

3. Siete grati?

Attualmente esiste un’enorme necessità che tutto venga riconosciuto e ringraziato, ma si insiste poco sull’importanza di essere grati nei confronti degli altri, di Dio e di noi stessi. Chi cammina nell’umiltà comprende l’importanza di ringraziare per tutto. Per quanto piccola possa essere la gentilezza che abbiamo ricevuto, è sempre degna di ringraziamento.

4. Fate opere di carità?

Chi è umile è in grado di donare se stesso e di offrirsi per aiutare la crescita e la conversione di altri. Vorrei ricordarvi una cosa: quando viviamo vedendo coloro che ci circondano come una folla di “altri” le difficoltà diventano più difficili, ma se cerchiamo di rendere quegli “altri” un “noi” tutto diventa un po’ più leggero, il carico è meno pesante. Perché? Perché capiamo di aver bisogno degli altri, non solo per realizzarci come persone, ma per essere felici.

5. Riconoscete la necessità di chiedere a Dio questa virtù?

Come è necessario chiedere a Dio di aumentare la nostra fede, è anche necessario riconoscere che la crescita in questa virtù è costante e continua. Dobbiamo quindi chiedere sempre al Signore di assisterci nel cammino e di aumentare in noi mediante la sua Grazia la capacità di essere umili e di saperci bisognosi di Lui e degli altri.

Vi manca umiltà? Tranquilli! Tutti dobbiamo crescere in questa bella virtù a diversi livelli. L’umiltà nobilita l’uomo, e anche se spesso troviamo concetti sull’umiltà che non sono altro che false illusioni, vorrei invitarvi a iniziare un cammino di purificazione e rafforzamento basandosi sulla semplicità del cuore.

Ricordate infine che umile non è chi affronta tante necessità e mancanza di beni, no; umile è chi fa spazio a Dio nel suo cuore e si affida alla sua benevolenza. Coraggio! L’avventura è appena cominciata.

Originale: Aleteia.org
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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5 suggerimenti per scoprire se la vostra umiltà è vera o falsa

L’umiltà è una virtù che tutti desideriamo ma, nel cercarla, ci troviamo di fronte a diversi modi di vederla.

  

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di Mauricio Montoya

L’umiltà è una virtù che tutti valorizziamo e sicuramente desideriamo, ma nel cercarla ci troviamo di fronte a diversi modi di vederla. A volte queste maniere di percepirla diventano erronee, e per questo vorrei condividere con voi cinque suggerimenti o consigli per identificare una falsa umiltà e sapere come avventurarsi nel compito di purificarla, non senza prima ricordare il significato della parola “umiltà”.

Come si definisce l’umiltà?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci offre un riferimento da cui possiamo partire per offrire una definizione sommaria di questa virtù: “L’umiltà ci fa riconoscere: « Nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare » (Mt 11,27), cioè « ai piccoli » (Mt 11,25)” (CCC, 2779). In altre parole, l’umiltà è una virtù necessaria per poter conoscere il Padre, e questa conoscenza è impossibile se non avviene per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo.

Gesù ci rivolge un forte appello ad essere come bambini per poter raggiungere il Regno dei Cieli, e quindi l’umile è chi riconosce la necessità di essere semplice, “piccolo”, e di confidare nell’aiuto dello Spirito Santo. Avendo chiaro questo concetto, passiamo ai suggerimenti!

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1. Pregate? Com’è la vostra preghiera?

 

Porvi queste due domande può servire come “termometro spirituale” per misurare la vostra capacità di essere umili, perché chi prega si riconosce bisognoso e confida nella bontà e nella misericordia di Dio. Chi si tiene lontano o abbandona la preghiera cade nel pericolo di confidare solo in se stesso e di credersi autosufficiente. In altre parole, una persona che allontana la preghiera dalla sua vita trova molto più difficile essere umile, perché l’incontro con il Padre ci porta a sentirci piccoli e bisognosi del suo aiuto.

La soluzione a questa situazione inizia con un esame di coscienza in cui riconosciamo i nostri fallimenti e allo stesso tempo anche la misericordia di Dio nella nostra vita. In questo modo potremo comprendere che il cammino spirituale esige una crescita della nostra piccolezza, della nostra umiltà.

2. Cercate di far sì che le vostre azioni vengano riconosciute e valorizzate?

Cercare costantemente il riconoscimento altrui crea in noi la necessità di sentirsi lodati ed elogiati tutto il tempo. Questo ci conduce su un percorso tormentoso in cui se non si viene valorizzati dagli altri non è possibile essere felici e diventa complicato sopportare la vita quotidiana.

Di fronte a questa situazione si dovrebbe lavorare sulla propria autostima. Per farlo è fondamentale riconoscere che le azioni che si svolgono, i risultati che si raggiungono ecc. non hanno bisogno dell’approvazione altrui. Tutte le proprie azioni devono portare a trovare felicità e autostima.

3. Siete grati?

Attualmente esiste un’enorme necessità che tutto venga riconosciuto e ringraziato, ma si insiste poco sull’importanza di essere grati nei confronti degli altri, di Dio e di noi stessi. Chi cammina nell’umiltà comprende l’importanza di ringraziare per tutto. Per quanto piccola possa essere la gentilezza che abbiamo ricevuto, è sempre degna di ringraziamento.

4. Fate opere di carità?

Chi è umile è in grado di donare se stesso e di offrirsi per aiutare la crescita e la conversione di altri. Vorrei ricordarvi una cosa: quando viviamo vedendo coloro che ci circondano come una folla di “altri” le difficoltà diventano più difficili, ma se cerchiamo di rendere quegli “altri” un “noi” tutto diventa un po’ più leggero, il carico è meno pesante. Perché? Perché capiamo di aver bisogno degli altri, non solo per realizzarci come persone, ma per essere felici.

5. Riconoscete la necessità di chiedere a Dio questa virtù?

Come è necessario chiedere a Dio di aumentare la nostra fede, è anche necessario riconoscere che la crescita in questa virtù è costante e continua. Dobbiamo quindi chiedere sempre al Signore di assisterci nel cammino e di aumentare in noi mediante la sua Grazia la capacità di essere umili e di saperci bisognosi di Lui e degli altri.

Vi manca umiltà? Tranquilli! Tutti dobbiamo crescere in questa bella virtù a diversi livelli. L’umiltà nobilita l’uomo, e anche se spesso troviamo concetti sull’umiltà che non sono altro che false illusioni, vorrei invitarvi a iniziare un cammino di purificazione e rafforzamento basandosi sulla semplicità del cuore.

Ricordate infine che umile non è chi affronta tante necessità e mancanza di beni, no; umile è chi fa spazio a Dio nel suo cuore e si affida alla sua benevolenza. Coraggio! L’avventura è appena cominciata.

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