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5 riflessioni per guarire un cuore spezzato

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María Belén Andrada

A volte il “sempre” non è per sempre, ma non lo capiamo se non quando ci passiamo di persona. E a quel punto nessuna parola di consolazione può aiutarci a ricucire il nostro cuore infranto e ad andare avanti.

Ogni anima è unica, ogni esperienza è diversa. Il video che ho condiviso – un po’ strano, forse – ne mostra qualcuna: relazioni distrutte, storie finite, cuori rotti. Credo tuttavia che dietro a questo dolore ci sia qualcosa in più. Ma per ottenere quel “qualcosa in più” è necessario attraversare dubbi e persino confusione, per poi riuscire finalmente a trovare le risposte.


LEGGI ANCHE: Come curare un cuore spezzato


Non esiste un “perché”

Non lo capiamo. Non vogliamo sforzarci di comprendere il perché. Ci farà soltanto girare la testa (che non solo è poco piacevole, ma non porta a nulla). Non capiremo mai il motivo ultimo di ciò che ci accade. Solo Dio ha il perché tra le Sue mani. Pero potremmo chiederci quali sono le cose pratiche che hanno causato determinate cose, e dalle risposte trarremo forza e potremo porci nuovi obiettivi.

Dopo essere stati tanto pazienti, dopo aver fatto tanti sforzi, dopo aver mostrato tanto affetto, il dolore che si prova è inspiegabile. Molti si pentono di essersi “esposti”, di aver amato. «Nella sera sarai esaminato sull’amore» (S. Giovanni della Croce), in modo da non doverti mai pentire di aver amato – anche se se ne esce “sconfitti” – soprattutto se hai coinvolto Dio in questo amore, se per amore di Dio hai provato a voler bene all’altra persona (il che, lo so, fa ancora più male)… ma ricorda che questo dura solo un momento, riuscirai a cambiare prospettiva e comprenderai che nel vero amore non si perde mai, ma se ne esce trasformati; il vero amore matura, cresce, si diffonde e produce molti frutti.

Cosa fare con un cuore spezzato?

C’è differenza tra un cuore spezzato e un cuore diviso. Un cuore diviso è conteso da più persone. È il cuore di colui che è immerso nel suo egoismo, perché non vuole rinunciare a nulla. Non vuole accettare la volontà di Dio, nonostante quest’ultima sia manifestata in modo forte e chiaro. In tal caso, come ha detto anche Gesù stesso, è impossibile servire Dio.

Un cuore spezzato può essere guarito da Dio, se glielo permettiamo. Ma se nascondiamo la ferita, se vi mettiamo un dito sopra, se la esponiamo in modo eccessivo e non vi prestiamo le attenzioni necessarie… si infetta. Dovremmo apprezzare la capacità di amare, cioè la capacità di darci, di fare qualcosa per qualcuno, di sacrificarci per un bene maggiore.

Tutti facciamo degli errori

Ci piacerebbe poter dire che esista qualcuno che non sbagli mai. Ma la verità è che tutti quanti commettiamo degli errori, in qualche modo. O meglio, in molti modi! E no, non incontrerai mai nessuno che sia perfetto. Incontrerai però qualcuno “su misura per te”. Arriverà quando meno te lo aspetti, magari senza cercarlo. O forse cercando qualcosa di diverso. Molto probabilmente ti sorprenderà. Non ti disperare, non ti preoccupare, non forzare i tempi. Ho detto che tutti sbagliano, in qualche modo, ma c’è Qualcuno che non si sbaglia: Dio sa quello che fa, come lo fa, perché lo fa e quando lo fa.

Cosa faccio adesso?

Ci piace mostrare il nostro amore, e lo facciamo attraverso i regali (come possiamo vedere nel video del «Museo delle relazioni finite»): alcuni sono semplici, altri stravaganti, altri ancora sono importanti. Ma quando finisce una relazione, possiamo continuare ad amare. Il cuore, sebbene sia infranto, può continuare a mostrare amore. Verso Dio e verso gli altri.

Servire gli altri, abbandonare i propri “drammi”, smetterla di pensare solo ai propri “problemi” e guardare a ciò di cui ha bisogno il prossimo, incrementa la capacità di amare, allarga il cuore. Lo restaura.

E penso che è proprio questo che dobbiamo fare nei confronti di Dio, che è l’unico che non verrà mai meno. Quanti regali gli abbiamo fatto? Quanto tempo gli dedichiamo? Più gli doniamo, e più siamo innamorati di Lui. E, come ho detto, il Suo è un Amore che non fa mai male e non ci abbandona. Anzi, è estremamente generoso: più amore gli mostriamo, e più ce ne darà.


LEGGI ANCHE: Come percepire l’amore di Dio nella mia vita (e come mostrarlo)


Come posso tornare ad amare?

Non abbiate paura del “sempre”, dell’amore o di Dio. Perché dico questo? Perché quando viene meno l’amore umano (che si sviluppa su un piano terreno) si infrangono anche le speranze poste su di esso; e molti giustificano così il fatto di soffocare anche le speranze che risiedono nell’eternità. Non lottiamo, diventiamo pigri e ci lasciamo andare… sostanzialmente vogliamo buttare tutto alla malora. Credo siano due i possibili motivi per cui questo avvenga.

Il primo è che quel “sempre” ci sembra falso. Un abito da sposa, i biglietti per un viaggio, i sogni, i risparmi in comune, frasi come “sei l’unica per me”, “sei la migliore ragazza che io abbia mai conosciuto”, e quell’odioso “per sempre”… tutto questo finisce, da un giorno all’altro, quando la relazione volge al termine. E pensiamo che – sbagliando – quel “per sempre” non esista. Che non possa esistere, perché siamo umani e facciamo degli errori. Ma ci dimentichiamo che Dio è fedele, che Lui non si sbaglia e che quando Lui ci promette di darci un amore su misura per il nostro cuore, quando ci parla dei suoi piani e ci invita all’eternità…  è davvero per sempre! Non sono parole vuote, sono parole che vale la pena ascoltare. E vale la pena – questa espressione comune non è mai stata più appropriata – continuare ad aspettare, continuare a lottare.

Il secondo motivo è che onestamente non ci riteniamo degni di essere amati, né ci sentiamo in grado di amare correttamente. Ma ci dimentichiamo che il Signore non disprezza un cuore ferito, anzi, lo ama, lo cerca, perché vuole guarirlo. Ci dimentichiamo che Lui capisce chi ha il cuore rotto, perché anche il Suo stesso cuore – purissimo e pieno d’amore – è stato trafitto. Per amore. Fino a non avere più sangue da poterci donare, fino all’ultima goccia del suo sangue. Considerando questo vediamo che, per quanto noi possiamo soffrire, il nostro dolore non potrà mai essere grande quanto quello gli abbiamo fatto sopportare.

E possiamo fare anche l’esempio di nostra Madre, il cui Cuore Immacolato è stato trafitto da una spada quando ha visto la sorte del Figlio. «Dov’è andato il tuo diletto, o bella fra le donne?» (Cantico dei Cantici 6:1). Ma la storia non finisce sul Calvario, bensì con la manifestazione della Gloria del Signore.

E infine, l’allegria

Pier Giorgio Frassati ha scritto una volta: «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici! Il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore di ogni altra. Questa malattia è quasi sempre prodotta dall’ateismo, ma lo scopo per cui noi siamo creati ci addita la via, seminata sia pure di molte spine, ma non una triste via: essa è allegria anche attraverso i dolori».

Il cristiano osserva la sofferenza in modo diverso, il significato del dolore è la speranza, è l’allegria. Come riuscire ad essere nella gioia, quando vengono meno tante aspettative, tanti affetti, tante promesse? Si è felici quando si comprende di essere figli di Dio. E i genitori danno cose buone ai propri figli, anche se questi non sempre lo comprendono. Non capiscono perché non possono mettere un dito in una presa di corrente, o perché il papà “cattivo” gli toglie un coltello dalle mani. E piangono. Anche noi a volte arriviamo a piangere. Ma c’è una ragione, c’è un senso, che forse comprenderemo – oppure no – più tardi. Ma alla fine dei conti è la cosa migliore per noi. È il meglio.

Allo stesso modo, dopo ogni sofferenza che avviene nella nostra vita, possiamo essere certi che c’è un perché, che c’è qualcuno (anzi, Qualcuno) che non sbaglia mai, c’è un lieto fine (per quanto banale possa sembrare)… ma a suo tempo. Anzi, a Suo tempo.


LEGGI ANCHE: 3 consigli per non perdere la speranza nei momenti più difficili


«Spesso ci sentiamo delusi proprio nell’amore. In che cosa consiste la grandezza dell’amore di Gesù? Come possiamo sperimentare il suo amore?”. E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto». (Papa Francesco. Incontro con i giovani, Torino 2015)

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María Belén Andrada

A volte il “sempre” non è per sempre, ma non lo capiamo se non quando ci passiamo di persona. E a quel punto nessuna parola di consolazione può aiutarci a ricucire il nostro cuore infranto e ad andare avanti.

Ogni anima è unica, ogni esperienza è diversa. Il video che ho condiviso – un po’ strano, forse – ne mostra qualcuna: relazioni distrutte, storie finite, cuori rotti. Credo tuttavia che dietro a questo dolore ci sia qualcosa in più. Ma per ottenere quel “qualcosa in più” è necessario attraversare dubbi e persino confusione, per poi riuscire finalmente a trovare le risposte.


LEGGI ANCHE: Come curare un cuore spezzato


Non esiste un “perché”

Non lo capiamo. Non vogliamo sforzarci di comprendere il perché. Ci farà soltanto girare la testa (che non solo è poco piacevole, ma non porta a nulla). Non capiremo mai il motivo ultimo di ciò che ci accade. Solo Dio ha il perché tra le Sue mani. Pero potremmo chiederci quali sono le cose pratiche che hanno causato determinate cose, e dalle risposte trarremo forza e potremo porci nuovi obiettivi.

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Dopo essere stati tanto pazienti, dopo aver fatto tanti sforzi, dopo aver mostrato tanto affetto, il dolore che si prova è inspiegabile. Molti si pentono di essersi “esposti”, di aver amato. «Nella sera sarai esaminato sull’amore» (S. Giovanni della Croce), in modo da non doverti mai pentire di aver amato – anche se se ne esce “sconfitti” – soprattutto se hai coinvolto Dio in questo amore, se per amore di Dio hai provato a voler bene all’altra persona (il che, lo so, fa ancora più male)… ma ricorda che questo dura solo un momento, riuscirai a cambiare prospettiva e comprenderai che nel vero amore non si perde mai, ma se ne esce trasformati; il vero amore matura, cresce, si diffonde e produce molti frutti.

Cosa fare con un cuore spezzato?

C’è differenza tra un cuore spezzato e un cuore diviso. Un cuore diviso è conteso da più persone. È il cuore di colui che è immerso nel suo egoismo, perché non vuole rinunciare a nulla. Non vuole accettare la volontà di Dio, nonostante quest’ultima sia manifestata in modo forte e chiaro. In tal caso, come ha detto anche Gesù stesso, è impossibile servire Dio.

Un cuore spezzato può essere guarito da Dio, se glielo permettiamo. Ma se nascondiamo la ferita, se vi mettiamo un dito sopra, se la esponiamo in modo eccessivo e non vi prestiamo le attenzioni necessarie… si infetta. Dovremmo apprezzare la capacità di amare, cioè la capacità di darci, di fare qualcosa per qualcuno, di sacrificarci per un bene maggiore.

Tutti facciamo degli errori

Ci piacerebbe poter dire che esista qualcuno che non sbagli mai. Ma la verità è che tutti quanti commettiamo degli errori, in qualche modo. O meglio, in molti modi! E no, non incontrerai mai nessuno che sia perfetto. Incontrerai però qualcuno “su misura per te”. Arriverà quando meno te lo aspetti, magari senza cercarlo. O forse cercando qualcosa di diverso. Molto probabilmente ti sorprenderà. Non ti disperare, non ti preoccupare, non forzare i tempi. Ho detto che tutti sbagliano, in qualche modo, ma c’è Qualcuno che non si sbaglia: Dio sa quello che fa, come lo fa, perché lo fa e quando lo fa.

Cosa faccio adesso?

Ci piace mostrare il nostro amore, e lo facciamo attraverso i regali (come possiamo vedere nel video del «Museo delle relazioni finite»): alcuni sono semplici, altri stravaganti, altri ancora sono importanti. Ma quando finisce una relazione, possiamo continuare ad amare. Il cuore, sebbene sia infranto, può continuare a mostrare amore. Verso Dio e verso gli altri.

Servire gli altri, abbandonare i propri “drammi”, smetterla di pensare solo ai propri “problemi” e guardare a ciò di cui ha bisogno il prossimo, incrementa la capacità di amare, allarga il cuore. Lo restaura.

E penso che è proprio questo che dobbiamo fare nei confronti di Dio, che è l’unico che non verrà mai meno. Quanti regali gli abbiamo fatto? Quanto tempo gli dedichiamo? Più gli doniamo, e più siamo innamorati di Lui. E, come ho detto, il Suo è un Amore che non fa mai male e non ci abbandona. Anzi, è estremamente generoso: più amore gli mostriamo, e più ce ne darà.


LEGGI ANCHE: Come percepire l’amore di Dio nella mia vita (e come mostrarlo)


Come posso tornare ad amare?

Non abbiate paura del “sempre”, dell’amore o di Dio. Perché dico questo? Perché quando viene meno l’amore umano (che si sviluppa su un piano terreno) si infrangono anche le speranze poste su di esso; e molti giustificano così il fatto di soffocare anche le speranze che risiedono nell’eternità. Non lottiamo, diventiamo pigri e ci lasciamo andare… sostanzialmente vogliamo buttare tutto alla malora. Credo siano due i possibili motivi per cui questo avvenga.

Il primo è che quel “sempre” ci sembra falso. Un abito da sposa, i biglietti per un viaggio, i sogni, i risparmi in comune, frasi come “sei l’unica per me”, “sei la migliore ragazza che io abbia mai conosciuto”, e quell’odioso “per sempre”… tutto questo finisce, da un giorno all’altro, quando la relazione volge al termine. E pensiamo che – sbagliando – quel “per sempre” non esista. Che non possa esistere, perché siamo umani e facciamo degli errori. Ma ci dimentichiamo che Dio è fedele, che Lui non si sbaglia e che quando Lui ci promette di darci un amore su misura per il nostro cuore, quando ci parla dei suoi piani e ci invita all’eternità…  è davvero per sempre! Non sono parole vuote, sono parole che vale la pena ascoltare. E vale la pena – questa espressione comune non è mai stata più appropriata – continuare ad aspettare, continuare a lottare.

Il secondo motivo è che onestamente non ci riteniamo degni di essere amati, né ci sentiamo in grado di amare correttamente. Ma ci dimentichiamo che il Signore non disprezza un cuore ferito, anzi, lo ama, lo cerca, perché vuole guarirlo. Ci dimentichiamo che Lui capisce chi ha il cuore rotto, perché anche il Suo stesso cuore – purissimo e pieno d’amore – è stato trafitto. Per amore. Fino a non avere più sangue da poterci donare, fino all’ultima goccia del suo sangue. Considerando questo vediamo che, per quanto noi possiamo soffrire, il nostro dolore non potrà mai essere grande quanto quello gli abbiamo fatto sopportare.

E possiamo fare anche l’esempio di nostra Madre, il cui Cuore Immacolato è stato trafitto da una spada quando ha visto la sorte del Figlio. «Dov’è andato il tuo diletto, o bella fra le donne?» (Cantico dei Cantici 6:1). Ma la storia non finisce sul Calvario, bensì con la manifestazione della Gloria del Signore.

E infine, l’allegria

Pier Giorgio Frassati ha scritto una volta: «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici! Il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore di ogni altra. Questa malattia è quasi sempre prodotta dall’ateismo, ma lo scopo per cui noi siamo creati ci addita la via, seminata sia pure di molte spine, ma non una triste via: essa è allegria anche attraverso i dolori».

Il cristiano osserva la sofferenza in modo diverso, il significato del dolore è la speranza, è l’allegria. Come riuscire ad essere nella gioia, quando vengono meno tante aspettative, tanti affetti, tante promesse? Si è felici quando si comprende di essere figli di Dio. E i genitori danno cose buone ai propri figli, anche se questi non sempre lo comprendono. Non capiscono perché non possono mettere un dito in una presa di corrente, o perché il papà “cattivo” gli toglie un coltello dalle mani. E piangono. Anche noi a volte arriviamo a piangere. Ma c’è una ragione, c’è un senso, che forse comprenderemo – oppure no – più tardi. Ma alla fine dei conti è la cosa migliore per noi. È il meglio.

Allo stesso modo, dopo ogni sofferenza che avviene nella nostra vita, possiamo essere certi che c’è un perché, che c’è qualcuno (anzi, Qualcuno) che non sbaglia mai, c’è un lieto fine (per quanto banale possa sembrare)… ma a suo tempo. Anzi, a Suo tempo.


LEGGI ANCHE: 3 consigli per non perdere la speranza nei momenti più difficili


«Spesso ci sentiamo delusi proprio nell’amore. In che cosa consiste la grandezza dell’amore di Gesù? Come possiamo sperimentare il suo amore?”. E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto». (Papa Francesco. Incontro con i giovani, Torino 2015)

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