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5 frasi che i cattolici dovrebbero smettere di dire

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Alcune cose vanno dette, è chiaro. Altre cose vanno dette diversamente, oppure totalmente rimosse dal nostro lessico

Nei social media i cattolici sbandierano alcune frasi con una regolarità che definirei atroce.

Non mi riferisco a formule liturgiche o a citazioni di encicliche papali, ma a frasi coniate da laici (ben intenzionati, per carità) che a molti di noi fanno mettere le mani ai capelli.

Mi sono preso un po’ di tempo per scandagliare Twitter in cerca di quelle espressioni cattoliche che meriterebbero di essere (dialetticamente) “fatte fuori”. Ne è uscita una lista delle cinque frasi che, secondo me, ogni cattolico dovrebbe rimuovere dal proprio lessico quotidiano:


LEGGI ANCHE: I Dieci Comandamenti per gli utenti di Facebook


1. “La modestia è sexy”

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Quello del pudore è un tema scottante. Dalle gonne che arrivano alle ginocchia, fino al velo muliebre a Messa, c’è una forte (e spesso positiva) pressione affinché le donne cattoliche riconoscano che il loro valore e la loro dignità non sono basate sulla capacità di farsi guardare dagli uomini.

In alcuni ambienti cattolici è però diventata di moda la frase “la modestia è sexy” (che ricalca l’inglese “modest is hottest”, ndt), e non se ne può più. Nulla da ridire sull’idea di fondo, cioè che il pudore non sia soltanto suggerito dalla nostra fede ma che sia anche apprezzato dagli uomini della nostra società (sembra un controsenso, ma non lo è). Ma la frase in sé fa crollare tutto quanto detto sinora. Vestire in modo equilibrato non ha a che vedere con l’essere “più sensuali”, bensì con la consapevolezza di essere fatti a immagine e somiglianza di Dio e con il desiderio di avere un aspetto coerente con tale consapevolezza.

Dire che le donne che vestono con modestia siano “sexy” non equivale soltanto a mettere enfasi sul modo distruttivo in cui la nostra società vede il valore della donna, ma suggerisce anche che la mercificazione del corpo sia lecita fintanto che le ginocchia siano coperte.


LEGGI ANCHE: La modestia non si limita al fatto di indossare i vestiti giusti 


2. “Mentalità contraccettiva”

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Non c’è niente di peggio di far sentire in colpa le coppie sposate che cercano di vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa sull’amore coniugale e sulla contraccezione.

Immaginate che, dopo anni di uso di contraccettivi, abbiate finalmente scoperto la verità degli insegnamenti della Chiesa, e che abbiate deciso di assumervi il difficile compito della genitorialità responsabile tramitepianificazione familiare naturale. Adesso pensate di dover spiegare, a chi segue lo stesso metodo, di quanto possa essere difficile astenervi durante i periodi fertili per rimandare una gravidanza alla quale non vi sentite ancora pronti, e sentirvi rispondere candidamente che usate la PFN con una mentalità contraccettiva.

Di nuovo, l’obiettivo della frase può essere anche condivisibile, ma il modo in cui è espresso non fa che angosciare chi fa del suo meglio per essere un buon cattolico.

È chiaro che si debba evitare una gravidanza tramite pianificazione familiare naturale in modo che si abbiano abbastanza soldi per comprare una barca o per fare una vacanza di lusso. Ma io non ho mai conosciuto nessuno che abbia agito così.

La PFN non è semplice. Usare i contraccettivi lo è. Eppure molti di noi la seguono, perché sappiamo che è giusta, sappiamo che ciò che dice la Chiesa sull’amore incondizionato tra coniugi ha senso.

L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che qualcuno sentenzi che “non abbiamo l’approccio giusto” e che ci accusi di essere come degli ubriaconi che non riescono a smettere di bere, nonostante siano in riabilitazione.

3. “Nello spirito del Concilio Vaticano II”

Sacerdotessa anglicanaSacerdotessa anglicana

Il Concilio Vaticano II è uno dei concili più diffamati e fraintesi della storia della Chiesa, soprattutto da parte di individui e gruppi di persone che non hanno neanche preso del tempo per leggere i documenti.

Lo “spirito del Concilio Vaticano II” viene strumentalmente usato come scusa per promuovere delle modifiche mai contemplate dal Concilio stesso. Ordinazione delle donne? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Inni protestanti a Messa? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Collocare il tabernacolo in una cappella fuori dall’aula principale della chiesa o, comunque, fuori dall’altare maggiore? Beh… avete capito!

In realtà i documenti del Concilio Vaticano II continuano le tradizioni esistite sin dai tempi degli Apostoli. Smettiamola dunque di far sembrare che il Concilio Vaticano II vada nella direzione opposta.

4. “Senso di colpa cattolico”

vergogna - senso di colpa - accusa - giudizio

Dai comici dell’ultim’ora fino al barista sotto casa, sembra che tutti si divertano a fare battute sul buon vecchio senso di colpa cattolico. Come se il semplice fatto di essere cattolici porti ad una vita di sofferenza e senso di colpa per cose che dovrebbero renderci felici. In realtà si scrive “senso di colpa cattolico”, ma si legge “coscienza cattolica”. Sapete, quella cosa che oggi non ha più nessuno.

Purtroppo questo termine continua a perpetuare lo sgradevole stereotipo sui cattolici come categoria. Approccio anche abbastanza sciocco, considerando che molti di noi sono spensierati e allegri, invece di essere depressi e costantemente afflitti.


LEGGI ANCHE: Vademecum per distinguere la vergogna dal senso di colpa


5. “Castità emozionale”

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Questa è la ciliegina sulla torta.

Ho letto molti tweet a favore del concetto di castità emozionale. Persone che incoraggiano gli altri a custodire il proprio cuore dall’essere troppo emotivamente coinvolti da qualcuno che non sia Dio. Il termine allude all’idea che chi ha sognato una vita con un’altra persona (il matrimonio, dei figli, una casa e tutto il resto) per soddisfare i nostri bisogni emotivi, stia in realtà usando l’altra persona violando di fatto la virtù della castità.

Quando pensiamo a qualcuno che non è casto, di solito pensiamo a un peccato grave che richiede il Sacramento della Confessione. Prendere quel termine e applicarlo ad una ragazza che, dopo aver visto a Messa un ragazzo che le piace, crea su Pinterest una bacheca sui vestiti da sposa, non fa che confondere le acque e fa sentire tutti peggio.

Dietro alla maggior parte di queste frasi cattoliche vi sono delle idee giuste; rimarcano verità che dovremmo avere ben salde nelle nostre menti. Il problema è che superano il limite e finiscono col far sentire peggio proprio le persone che fanno del loro meglio per vivere in modo retto.

La vita è dura. Vivere lottando per seguire gli insegnamenti della fede cattolica è ancora più duro. Facciamo un passo avanti e aiutiamo chi è su questo percorso: rimuoviamo immediatamente queste frasi dal nostro lessico.

Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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5 frasi che i cattolici dovrebbero smettere di dire

  

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Nei social media i cattolici sbandierano alcune frasi con una regolarità che definirei atroce.

Non mi riferisco a formule liturgiche o a citazioni di encicliche papali, ma a frasi coniate da laici (ben intenzionati, per carità) che a molti di noi fanno mettere le mani ai capelli.

Mi sono preso un po’ di tempo per scandagliare Twitter in cerca di quelle espressioni cattoliche che meriterebbero di essere (dialetticamente) “fatte fuori”. Ne è uscita una lista delle cinque frasi che, secondo me, ogni cattolico dovrebbe rimuovere dal proprio lessico quotidiano:


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1. “La modestia è sexy”

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Quello del pudore è un tema scottante. Dalle gonne che arrivano alle ginocchia, fino al velo muliebre a Messa, c’è una forte (e spesso positiva) pressione affinché le donne cattoliche riconoscano che il loro valore e la loro dignità non sono basate sulla capacità di farsi guardare dagli uomini.

In alcuni ambienti cattolici è però diventata di moda la frase “la modestia è sexy” (che ricalca l’inglese “modest is hottest”, ndt), e non se ne può più. Nulla da ridire sull’idea di fondo, cioè che il pudore non sia soltanto suggerito dalla nostra fede ma che sia anche apprezzato dagli uomini della nostra società (sembra un controsenso, ma non lo è). Ma la frase in sé fa crollare tutto quanto detto sinora. Vestire in modo equilibrato non ha a che vedere con l’essere “più sensuali”, bensì con la consapevolezza di essere fatti a immagine e somiglianza di Dio e con il desiderio di avere un aspetto coerente con tale consapevolezza.

Dire che le donne che vestono con modestia siano “sexy” non equivale soltanto a mettere enfasi sul modo distruttivo in cui la nostra società vede il valore della donna, ma suggerisce anche che la mercificazione del corpo sia lecita fintanto che le ginocchia siano coperte.


LEGGI ANCHE: La modestia non si limita al fatto di indossare i vestiti giusti 


2. “Mentalità contraccettiva”

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Non c’è niente di peggio di far sentire in colpa le coppie sposate che cercano di vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa sull’amore coniugale e sulla contraccezione.

Immaginate che, dopo anni di uso di contraccettivi, abbiate finalmente scoperto la verità degli insegnamenti della Chiesa, e che abbiate deciso di assumervi il difficile compito della genitorialità responsabile tramitepianificazione familiare naturale. Adesso pensate di dover spiegare, a chi segue lo stesso metodo, di quanto possa essere difficile astenervi durante i periodi fertili per rimandare una gravidanza alla quale non vi sentite ancora pronti, e sentirvi rispondere candidamente che usate la PFN con una mentalità contraccettiva.

Di nuovo, l’obiettivo della frase può essere anche condivisibile, ma il modo in cui è espresso non fa che angosciare chi fa del suo meglio per essere un buon cattolico.

È chiaro che si debba evitare una gravidanza tramite pianificazione familiare naturale in modo che si abbiano abbastanza soldi per comprare una barca o per fare una vacanza di lusso. Ma io non ho mai conosciuto nessuno che abbia agito così.

La PFN non è semplice. Usare i contraccettivi lo è. Eppure molti di noi la seguono, perché sappiamo che è giusta, sappiamo che ciò che dice la Chiesa sull’amore incondizionato tra coniugi ha senso.

L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che qualcuno sentenzi che “non abbiamo l’approccio giusto” e che ci accusi di essere come degli ubriaconi che non riescono a smettere di bere, nonostante siano in riabilitazione.

3. “Nello spirito del Concilio Vaticano II”

Sacerdotessa anglicanaSacerdotessa anglicana

Il Concilio Vaticano II è uno dei concili più diffamati e fraintesi della storia della Chiesa, soprattutto da parte di individui e gruppi di persone che non hanno neanche preso del tempo per leggere i documenti.

Lo “spirito del Concilio Vaticano II” viene strumentalmente usato come scusa per promuovere delle modifiche mai contemplate dal Concilio stesso. Ordinazione delle donne? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Inni protestanti a Messa? È lo spirito del Concilio Vaticano II! Collocare il tabernacolo in una cappella fuori dall’aula principale della chiesa o, comunque, fuori dall’altare maggiore? Beh… avete capito!

In realtà i documenti del Concilio Vaticano II continuano le tradizioni esistite sin dai tempi degli Apostoli. Smettiamola dunque di far sembrare che il Concilio Vaticano II vada nella direzione opposta.

4. “Senso di colpa cattolico”

vergogna - senso di colpa - accusa - giudizio

Dai comici dell’ultim’ora fino al barista sotto casa, sembra che tutti si divertano a fare battute sul buon vecchio senso di colpa cattolico. Come se il semplice fatto di essere cattolici porti ad una vita di sofferenza e senso di colpa per cose che dovrebbero renderci felici. In realtà si scrive “senso di colpa cattolico”, ma si legge “coscienza cattolica”. Sapete, quella cosa che oggi non ha più nessuno.

Purtroppo questo termine continua a perpetuare lo sgradevole stereotipo sui cattolici come categoria. Approccio anche abbastanza sciocco, considerando che molti di noi sono spensierati e allegri, invece di essere depressi e costantemente afflitti.


LEGGI ANCHE: Vademecum per distinguere la vergogna dal senso di colpa


5. “Castità emozionale”

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Questa è la ciliegina sulla torta.

Ho letto molti tweet a favore del concetto di castità emozionale. Persone che incoraggiano gli altri a custodire il proprio cuore dall’essere troppo emotivamente coinvolti da qualcuno che non sia Dio. Il termine allude all’idea che chi ha sognato una vita con un’altra persona (il matrimonio, dei figli, una casa e tutto il resto) per soddisfare i nostri bisogni emotivi, stia in realtà usando l’altra persona violando di fatto la virtù della castità.

Quando pensiamo a qualcuno che non è casto, di solito pensiamo a un peccato grave che richiede il Sacramento della Confessione. Prendere quel termine e applicarlo ad una ragazza che, dopo aver visto a Messa un ragazzo che le piace, crea su Pinterest una bacheca sui vestiti da sposa, non fa che confondere le acque e fa sentire tutti peggio.

Dietro alla maggior parte di queste frasi cattoliche vi sono delle idee giuste; rimarcano verità che dovremmo avere ben salde nelle nostre menti. Il problema è che superano il limite e finiscono col far sentire peggio proprio le persone che fanno del loro meglio per vivere in modo retto.

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