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5 anni fa la canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII

Papa Francesco canonizzò Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, alla presenza del Papa emerito Benedetto XVI

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Due nuovi santi, due Papi amati che hanno reso la Chiesa sempre più simile a Cristo. Cinque anni fa, il 27 aprile 2014, nella Domenica della Divina Misericordia Papa Francesco canonizzò Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, alla presenza del Papa emerito Benedetto XVI
 

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Piazza San Pietro indossa ancora i colori della Pasqua di Risurrezione, profuma di fiori ma soprattutto di santità. E’ il 27 aprile del 2014, il centro della cristianità offre al mondo la testimonianza di “due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo”, il volto della bontà e della misericordia di Dio. Papa Francesco disegna così Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II nell’omelia della messa celebrata in San Pietro davanti a più di 500mila persone, giunte da ogni parte del mondo.

Santi nella Domenica della Divina Misericordia

E’ la Domenica della Divina Misericordia, istituita proprio da Giovanni Paolo II nel 1992 nella prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”. Una decisione seguita alle visioni avute da suor Faustina Kowalska, la religiosa polacca vissuta agli inizi del ‘900 e canonizzata dallo stesso Wojtyla nel 2000. Alla messa in San Pietro prende parte anche Benedetto XVI, scelto nel 1981 da Giovanni Paolo II per guidare la Congregazione per la dottrina della fede e suo successore al soglio di Pietro. Un legame vero di amicizia nella fede. Giovanni Paolo II è santo perché viene riconosciuta la guarigione da una grave lesione cerebrale di una donna, Floribhet Mora, avvenuta il primo maggio 2011, giorno della sua beatificazione. Per Giovanni XXII si tratta di una canonizzazione “Pro gratia”, senza un miracolo attestato.

In ogni sofferente vedevano Gesù

Francesco definisce i due Papi come coloro che “hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua Croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù”. Hanno guardato e hanno amato. Due uomini contemplativi, pieni di “speranza viva” e di “gioia indicibile e gloriosa”, capaci di restituire al mondo e alla Chiesa i doni ricevuti da Dio.

Pastori del Popolo di Dio

Santi capaci di mandare avanti e far crescere la Chiesa: spiega Francesco che tratteggia Giovanni XXIII come il Papa della docilità allo Spirito Santo perché, nel convocare il Concilio Vaticano II nel 1959, “si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito”. “Il Papa della Famiglia” è la definizione cucita addosso a Giovanni Paolo II; una luce per il cammino verso il Sinodo annunciato da Francesco nell’ottobre del 2013. Il Papa li chiama entrambi “pastori del popolo di Dio” ai quali raccomanda di insegnarci a “non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama”.

Originale: Vatican News
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Papa Francesco canonizzò Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, alla presenza del Papa emerito Benedetto XVI

  

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Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Piazza San Pietro indossa ancora i colori della Pasqua di Risurrezione, profuma di fiori ma soprattutto di santità. E’ il 27 aprile del 2014, il centro della cristianità offre al mondo la testimonianza di “due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo”, il volto della bontà e della misericordia di Dio. Papa Francesco disegna così Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II nell’omelia della messa celebrata in San Pietro davanti a più di 500mila persone, giunte da ogni parte del mondo.

Santi nella Domenica della Divina Misericordia

E’ la Domenica della Divina Misericordia, istituita proprio da Giovanni Paolo II nel 1992 nella prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”. Una decisione seguita alle visioni avute da suor Faustina Kowalska, la religiosa polacca vissuta agli inizi del ‘900 e canonizzata dallo stesso Wojtyla nel 2000. Alla messa in San Pietro prende parte anche Benedetto XVI, scelto nel 1981 da Giovanni Paolo II per guidare la Congregazione per la dottrina della fede e suo successore al soglio di Pietro. Un legame vero di amicizia nella fede. Giovanni Paolo II è santo perché viene riconosciuta la guarigione da una grave lesione cerebrale di una donna, Floribhet Mora, avvenuta il primo maggio 2011, giorno della sua beatificazione. Per Giovanni XXII si tratta di una canonizzazione “Pro gratia”, senza un miracolo attestato.

In ogni sofferente vedevano Gesù

Francesco definisce i due Papi come coloro che “hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua Croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù”. Hanno guardato e hanno amato. Due uomini contemplativi, pieni di “speranza viva” e di “gioia indicibile e gloriosa”, capaci di restituire al mondo e alla Chiesa i doni ricevuti da Dio.

Pastori del Popolo di Dio

Santi capaci di mandare avanti e far crescere la Chiesa: spiega Francesco che tratteggia Giovanni XXIII come il Papa della docilità allo Spirito Santo perché, nel convocare il Concilio Vaticano II nel 1959, “si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito”. “Il Papa della Famiglia” è la definizione cucita addosso a Giovanni Paolo II; una luce per il cammino verso il Sinodo annunciato da Francesco nell’ottobre del 2013. Il Papa li chiama entrambi “pastori del popolo di Dio” ai quali raccomanda di insegnarci a “non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama”.

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