15.6 C
Roma
Dom, 29 Marzo 2020

ROTATE FOR FULL CONTENT

MOBILE THEME

Home Rubriche Culmen et Fons 3. Essenza della Liturgia (Parte Seconda).

3. Essenza della Liturgia (Parte Seconda).

- Advertisement -

Culmen et Fons
Culmen et Fons

Riprendendo il nostro discorso – alla luce di una proiezione essenziale – risulta evidente come tante concezioni circa la liturgia sono precarie o addirittura insufficienti. Infatti, ciò emergerebbe anzitutto da una prima idea, un tempo molto diffusa, secondo la quale la liturgia sarebbe l’insieme di tutte le cerimonie e le prescrizioni (rubriche) inerenti le azioni sacre. Tuttavia, già Pio XII nella sua enciclica Mediator Dei (1947), si schierò contro questa concezione superficiale e per certi versi azzardata: «Non hanno, perciò, un’esatta nozione della sacra liturgia coloro i quali la ritengono come una parte soltanto esterna e sensibile del culto divino o come un cerimoniale decorativo; né sbagliano meno coloro, i quali la considerano come una mera somma di leggi e di precetti con i quali la gerarchia ecclesiastica ordina il compimento dei riti».

Anche in ambito protestante ci sono correnti di pensiero che intendono far passare la liturgia per la classificazione degli atti ufficiali o della loro “veste di preghiera”. Una valutazione parimenti errata, che si riscontra presso taluni psicologi del profondo e sociologi, configurando in essa solo dei simboli sviluppati di una socializzazione.

Molto comune invece, è l’equazione liturgia = culto. Questa espressione (da colere = dedicarsi a, onorare) ha origini remote, inizialmente indicava “l’adorazione di Dio con la lode e il ringraziamento”, attraverso l’utilizzo di segni e di simboli, il canto e la musica e con diversificate modalità di sacrificio. Nel culto in senso stretto si tratta quindi di ciò che gli uomini e precisamente la chiesa, compiono per onorare Dio e ottenere la sua grazia. Emerge qui la linea ascendente, l’actio dell’uomo. Anche Pio XII era di questa idea e faceva propria questa concezione, scriveva infatti così nell’enciclica Mediator Dei: «La sacra liturgia è pertanto il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre come capo della chiesa, e il culto che la società dei fedeli rende al suo capo e, per mezzo di lui, all’eterno Padre: è, per dirla in breve, il culto integrale del corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del capo e delle sue membra».

A onore del vero però, va detto che la linea discendente, che qui non appare, risulta evidente in altri luoghi. In genere si ha l’impressione che nei documenti della chiesa la parola “culto”, contrariamente al suo significato proprio, venga intesa sempre più in un senso ampio, che comprende anche la linea discendente della santificazione. Così suona anche il nome dell’organismo romano preposto alla liturgia, costituito dopo il Vaticano II: Congregatio de cultu divino et disciplina sacramentorum. Il nuovo CIC del 1983, nel can. 834, ha fatto propria la concezione di liturgia della SC nei suoi due aspetti, anche se, nel concetto di cultus, sembra però considerare soltanto l’aspetto ascendente dell’adorazione: nella liturgia, nell’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo, «viene significata e realizzata… la santificazione degli uomini e viene esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto di Dio [cultus Dei] pubblico integrale».

Giuseppe Gravante

in collaborazione con www.santamariadegliangeli.com

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami

3. Essenza della Liturgia (Parte Seconda).

  

- Advertisement -

Culmen et Fons
Culmen et Fons

Riprendendo il nostro discorso – alla luce di una proiezione essenziale – risulta evidente come tante concezioni circa la liturgia sono precarie o addirittura insufficienti. Infatti, ciò emergerebbe anzitutto da una prima idea, un tempo molto diffusa, secondo la quale la liturgia sarebbe l’insieme di tutte le cerimonie e le prescrizioni (rubriche) inerenti le azioni sacre. Tuttavia, già Pio XII nella sua enciclica Mediator Dei (1947), si schierò contro questa concezione superficiale e per certi versi azzardata: «Non hanno, perciò, un’esatta nozione della sacra liturgia coloro i quali la ritengono come una parte soltanto esterna e sensibile del culto divino o come un cerimoniale decorativo; né sbagliano meno coloro, i quali la considerano come una mera somma di leggi e di precetti con i quali la gerarchia ecclesiastica ordina il compimento dei riti».

Anche in ambito protestante ci sono correnti di pensiero che intendono far passare la liturgia per la classificazione degli atti ufficiali o della loro “veste di preghiera”. Una valutazione parimenti errata, che si riscontra presso taluni psicologi del profondo e sociologi, configurando in essa solo dei simboli sviluppati di una socializzazione.

Molto comune invece, è l’equazione liturgia = culto. Questa espressione (da colere = dedicarsi a, onorare) ha origini remote, inizialmente indicava “l’adorazione di Dio con la lode e il ringraziamento”, attraverso l’utilizzo di segni e di simboli, il canto e la musica e con diversificate modalità di sacrificio. Nel culto in senso stretto si tratta quindi di ciò che gli uomini e precisamente la chiesa, compiono per onorare Dio e ottenere la sua grazia. Emerge qui la linea ascendente, l’actio dell’uomo. Anche Pio XII era di questa idea e faceva propria questa concezione, scriveva infatti così nell’enciclica Mediator Dei: «La sacra liturgia è pertanto il culto pubblico che il nostro Redentore rende al Padre come capo della chiesa, e il culto che la società dei fedeli rende al suo capo e, per mezzo di lui, all’eterno Padre: è, per dirla in breve, il culto integrale del corpo mistico di Gesù Cristo, cioè del capo e delle sue membra».

A onore del vero però, va detto che la linea discendente, che qui non appare, risulta evidente in altri luoghi. In genere si ha l’impressione che nei documenti della chiesa la parola “culto”, contrariamente al suo significato proprio, venga intesa sempre più in un senso ampio, che comprende anche la linea discendente della santificazione. Così suona anche il nome dell’organismo romano preposto alla liturgia, costituito dopo il Vaticano II: Congregatio de cultu divino et disciplina sacramentorum. Il nuovo CIC del 1983, nel can. 834, ha fatto propria la concezione di liturgia della SC nei suoi due aspetti, anche se, nel concetto di cultus, sembra però considerare soltanto l’aspetto ascendente dell’adorazione: nella liturgia, nell’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo, «viene significata e realizzata… la santificazione degli uomini e viene esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto di Dio [cultus Dei] pubblico integrale».

- Advertisement -

Giuseppe Gravante

in collaborazione con www.santamariadegliangeli.com

- Advertisement -

Leggi qui il disclaimer sul materiale pubblicato da SpeSalvi.it

G. Gravante
Teologo della Liturgia. È docente di Liturgia presso l'Istituto di Musica Sacra e presso l'Istituto per la formazione laicale "J. Ratzinger" della Diocesi di Termoli-Larino. Nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, è docente di Religione Cattolica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Lateranense; Archivistica Storica e Biblioteconomia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha approfondito la propria formazione liturgica (attraverso seminari e corsi) presso i Pontifici Istituti Liturgici di "S. Anselmo" in Roma e di "S. Giustina" in Padova. È direttore del sito web di cultura e informazione cattolica SpeSalvi.it; collabora con diverse testate online di natura filosofico-teologico e con testate giornalistiche locali. Per Tau Editrice (febbraio 2016): Culmine e Fonte. L’evoluzione della Messa dal Concilio di Trento alla riforma del Vaticano II.

Commenta questo articolo

avatar
  Iscriviti  
Notificami
284FansMi piace
925FollowerSegui
13,000FollowerSegui
629FollowerSegui
69IscrittiIscriviti

Top News

Top Video

Ultimi Articoli

Articoli Popolari

Che differenza c’è tra “padre” e “don”?

E quale titolo si utilizza per monaci e frati? Gentile direttore, forse la mia le sembrerà una domanda banale. Può però spiegarmi la differenza tra...

X Domenica del Tempo Ordinario – Anno C – 5 giungo 2016

IL VANGELO STRABICO X Domenica del tempo Ordinario   - C A  cura di Benito Giorgetta (1Re 17,17-24; Galati 1,11-19; Luca 7,11-17) Imparare a suonare lo spartito della compassione Ascoltiamo...

Francesco in Armenia, preghiera con Karekin II

Dopo quattro ore di volo comincia il viaggio di Francesco in Armenia. L'aereo con a bordo il Pontefice è partito questa mattina alle 9.20...

XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B – 25 ottobre 2015

La 95° puntata del ciclo “Dalla vita alla Parola viva” – “Costruire comunità vive, aperte e accoglienti”. XXX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B Colore...

Cos’è che rende il corpo umano tanto bello?

E' solo l’eros e il desiderio? Qual è la cosa più bella del mondo? Sono sicuro che se ponessimo questa domanda a mille pittori almeno...

Libri consigliati

Il mondo mistico dell’ebraismo

Libri – Diacone: un dossier di studio

Paolo e il suo Vangelo

Lo scandalo della tenerezza

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Seguici su Instagram

È stato rilevato, nel tuo browser, un componente AdBlocker. SpeSalvi.it si mantiene in vita grazie alla pubblicità, ti preghiamo di disabilitarlo oppure di aggiungere il nostro sito alla lista dei siti attendibili.
Per continuare a navigare:
disabilita AdBlock e aggiorna la pagina.
Aiuta SpeSalvi.it
SpeSalvi.it desidera servire ed evangelizzare, ma non è in grado di sostenersi da solo.
Offri il tuo piccolo contributo affinché il sito possa continuare a diffondere il messaggio cristiano in tutto il mondo.
Grazie di cuore per il tuo sostegno!
Leggi la nostra informativa sulla Privacy.
Logo
ANDROID
APP
Scarica la nostra App Android per rimanere sempre aggiornato anche sul tuo smartphone.
2019 (C) Tutti i diritti riservati.
ISTRUZIONI
1. Clicca sul pulsante "Download" e scarica il file ".apk" sul tuo smartphone.
2. Esegui il file ".apk" e clicca su "Installa".
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità e per analizzare il nostro traffico. Navigando in SpeSalvi.it acconsenti al loro utilizzo e dichiari di aver letto e compreso la nostra Informativa sulla Privacy.
ACCONSENTO