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A quale tempo liturgico appartiene la festa del Battesimo di Gesù?

Perché la domenica successiva al Battesimo di Gesù non è la prima domenica del tempo Ordinario, ma la seconda? 

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Che fine fa la prima domenica del tempo ordinario? chiede un nostro lettore. Risponde don Roberto Gulino, docente di Liturgia alla Facoltà teologica dell’Italia centrale.

Ci dicono che con la festa del Battesimo di Gesù termina il Tempo di Natale e che quindi questa festa è ancora parte di questo tempo, ma il Messale Romano indica chiaramente che la Prima Domenica del Tempo Ordinario è sostituita dalla festa del Battesimo di Gesù, tanto è vero che il Tempo Ordinario riprende dalla Seconda Domenica. Che fine fa dunque la Prima Domenica del Tempo Ordinario? È possibile che scompaia del tutto? Grazie per la risposta!

Francesco Antonio Schiano

La domanda del nostro amico lettore ci permette di approfondire una realtà purtroppo non molto conosciuta, ossia l’esatto termine del Tempo di Natale (tante volte ho sentito persone rispondere appellandosi al detto «L’Epifania tutte le feste porta via») ed il conseguente inizio del Tempo Ordinario.

Nella struttura ciclica di un anno liturgico «la Chiesa celebra tutto il mistero di Cristo durante il corso dell’anno, dall’Incarnazione alla Pentecoste e all’attesa del ritorno del Signore» (Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 17).

Al di là dei ritmi dell’anno civile (1 gennaio – 31 dicembre), di quello scolastico (metà settembre – metà giugno) o di quello lavorativo (indicativamente da estate a estate) la comunità cristiana fin dai primi secoli ha avuto un modo proprio di scandire il tempo basato sul fare memoria delle varie tappe della vita, della morte, della risurrezione – e di tutte le realtà ad essa collegate – del Signore Gesù.

Così il tempo di Avvento, che inaugura un nuovo anno liturgico, ci permette di prepararci a celebrare la venuta del Signore ed il tempo di Natale racchiude tutte quelle celebrazioni che ci permettono di fare memoria della nascita/venuta/manifestazione di Gesù.

La Quaresima ci prepara alla celebrazione del mistero pasquale, il Triduo ci immette nella passione, morte e risurrezione del Signore, ed il tempo di Pasqua dilata la nostra gioia con la celebrazione del mistero della risurrezione per cinquanta giorni, fino alla discesa dello Spirito Santo nella solennità della Pentecoste.

Negli altri momenti il tempo Ordinario ci permette di contemplare la vita e la predicazione di Gesù scandendo così le nostre settimane di domenica in domenica.

Ma torniamo alla domanda iniziale. Se è abbastanza facile capire quando inizia e termina il tempo di Avvento (si estende dai primi vespri della prima domenica di Avvento fino all’ora nona che precede i primi vespri del Natale, quando comincia appunto il tempo di Natale) non è altrettanto facile capire quando esso termina e soprattutto quando inizia il tempo Ordinario.

Le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario sono di per sé abbastanza chiare (cfr 33 e 44): il tempo di Natale si conclude con la domenica che segue l’Epifania – quella che ricorre dopo il 6 gennaio – in cui la Chiesa celebra la festa del battesimo di Gesù. In questo giorno di grazia, in cui Dio stesso con la sua voce e con la discesa dello Spirito Santo manifesta ai presenti che il Signore è il suo figlio prediletto, mandato per la nostra salvezza, si conclude un percorso iniziato nella notte di Natale (Gesù che si rivela ai pastori), ribadito nell’Epifania (la «manifestazione», in greco «Epifania», ai Magi) e completato con la stessa attestazione-presentazione di Dio sul Signore nel momento del battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano.

Dal lunedì che segue la domenica del Battesimo inizia a tutti gli effetti il tempo Ordinario. L’indicazione che troviamo nel Messale Romano, a pag. 247, e citata dal nostro amico lettore («La prima domenica del tempo Ordinario è sostituita dalla festa del Battesimo di Gesù») ci vuole proprio indicare che la prima domenica del tempo ordinario non esiste, tanto che sempre a pag. 247 del Messale Romano viene riportato il titolo «Prima Settimana» a riprova del fatto che non è possibile celebrare la prima domenica del tempo Ordinario perché non c’è.

Potrebbe sorgere a questo punto una seconda domanda: perché la domenica successiva al Battesimo di Gesù non è la prima domenica del tempo Ordinario, ma la seconda? La risposta è abbastanza semplice: da quando il Signore è risorto la domenica è diventata fondamentale per scandire il tempo dei cristiani, tanto che per noi la settimana inizia sempre con la domenica (altro che «week-end»!) e conteggiamo il tempo Ordinario, e tutti gli altri tempi liturgici, proprio di domenica in domenica, anche a costo di «perdere» la prima che lascia il posto alla festa del Battesimo. Questo ci permette di orientare il tempo in un senso preciso e di «fondarlo» unicamente sulla risurrezione del Signore.

Originale: Toscana Oggi
Redazionehttps://www.spesalvi.it
SpeSalvi.it | Cultura e Informazione cattolica

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Perché la domenica successiva al Battesimo di Gesù non è la prima domenica del tempo Ordinario, ma la seconda? 

  

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Ci dicono che con la festa del Battesimo di Gesù termina il Tempo di Natale e che quindi questa festa è ancora parte di questo tempo, ma il Messale Romano indica chiaramente che la Prima Domenica del Tempo Ordinario è sostituita dalla festa del Battesimo di Gesù, tanto è vero che il Tempo Ordinario riprende dalla Seconda Domenica. Che fine fa dunque la Prima Domenica del Tempo Ordinario? È possibile che scompaia del tutto? Grazie per la risposta!

Francesco Antonio Schiano

La domanda del nostro amico lettore ci permette di approfondire una realtà purtroppo non molto conosciuta, ossia l’esatto termine del Tempo di Natale (tante volte ho sentito persone rispondere appellandosi al detto «L’Epifania tutte le feste porta via») ed il conseguente inizio del Tempo Ordinario.

Nella struttura ciclica di un anno liturgico «la Chiesa celebra tutto il mistero di Cristo durante il corso dell’anno, dall’Incarnazione alla Pentecoste e all’attesa del ritorno del Signore» (Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 17).

Al di là dei ritmi dell’anno civile (1 gennaio – 31 dicembre), di quello scolastico (metà settembre – metà giugno) o di quello lavorativo (indicativamente da estate a estate) la comunità cristiana fin dai primi secoli ha avuto un modo proprio di scandire il tempo basato sul fare memoria delle varie tappe della vita, della morte, della risurrezione – e di tutte le realtà ad essa collegate – del Signore Gesù.

Così il tempo di Avvento, che inaugura un nuovo anno liturgico, ci permette di prepararci a celebrare la venuta del Signore ed il tempo di Natale racchiude tutte quelle celebrazioni che ci permettono di fare memoria della nascita/venuta/manifestazione di Gesù.

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La Quaresima ci prepara alla celebrazione del mistero pasquale, il Triduo ci immette nella passione, morte e risurrezione del Signore, ed il tempo di Pasqua dilata la nostra gioia con la celebrazione del mistero della risurrezione per cinquanta giorni, fino alla discesa dello Spirito Santo nella solennità della Pentecoste.

Negli altri momenti il tempo Ordinario ci permette di contemplare la vita e la predicazione di Gesù scandendo così le nostre settimane di domenica in domenica.

Ma torniamo alla domanda iniziale. Se è abbastanza facile capire quando inizia e termina il tempo di Avvento (si estende dai primi vespri della prima domenica di Avvento fino all’ora nona che precede i primi vespri del Natale, quando comincia appunto il tempo di Natale) non è altrettanto facile capire quando esso termina e soprattutto quando inizia il tempo Ordinario.

Le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e del calendario sono di per sé abbastanza chiare (cfr 33 e 44): il tempo di Natale si conclude con la domenica che segue l’Epifania – quella che ricorre dopo il 6 gennaio – in cui la Chiesa celebra la festa del battesimo di Gesù. In questo giorno di grazia, in cui Dio stesso con la sua voce e con la discesa dello Spirito Santo manifesta ai presenti che il Signore è il suo figlio prediletto, mandato per la nostra salvezza, si conclude un percorso iniziato nella notte di Natale (Gesù che si rivela ai pastori), ribadito nell’Epifania (la «manifestazione», in greco «Epifania», ai Magi) e completato con la stessa attestazione-presentazione di Dio sul Signore nel momento del battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano.

Dal lunedì che segue la domenica del Battesimo inizia a tutti gli effetti il tempo Ordinario. L’indicazione che troviamo nel Messale Romano, a pag. 247, e citata dal nostro amico lettore («La prima domenica del tempo Ordinario è sostituita dalla festa del Battesimo di Gesù») ci vuole proprio indicare che la prima domenica del tempo ordinario non esiste, tanto che sempre a pag. 247 del Messale Romano viene riportato il titolo «Prima Settimana» a riprova del fatto che non è possibile celebrare la prima domenica del tempo Ordinario perché non c’è.

Potrebbe sorgere a questo punto una seconda domanda: perché la domenica successiva al Battesimo di Gesù non è la prima domenica del tempo Ordinario, ma la seconda? La risposta è abbastanza semplice: da quando il Signore è risorto la domenica è diventata fondamentale per scandire il tempo dei cristiani, tanto che per noi la settimana inizia sempre con la domenica (altro che «week-end»!) e conteggiamo il tempo Ordinario, e tutti gli altri tempi liturgici, proprio di domenica in domenica, anche a costo di «perdere» la prima che lascia il posto alla festa del Battesimo. Questo ci permette di orientare il tempo in un senso preciso e di «fondarlo» unicamente sulla risurrezione del Signore.

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