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Home Argomenti Fede e Devozione 17 gradi di perfezione, secondo San Giovanni della Croce

17 gradi di perfezione, secondo San Giovanni della Croce

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Suggerimenti di un santo per essere santi

  1. Non commettere per niente al mondo alcun peccato, neanche veniale, con piena consapevolezza, né alcuna imperfezione.

  1. Cercare di procedere sempre alla presenza di Dio, in base alle cose che si fanno.

  1. Non fare né dire nulla di importante che Cristo non avrebbe potuto fare o dire se si fosse trovato nelle condizioni in cui ci troviamo e avesse avuto l’età e lo stato di salute che abbiamo noi.

  1. Cercare in tutte le cose il massimo onore e la massima gloria di Dio.

  1. Non abbandonare per nessuna occupazione la preghiera mentale, che è il cibo dell’anima.

  1. Non omettere l’esame di coscienza con il pretesto delle proprie occupazioni, e fare qualche penitenza per ogni mancanza commessa.

  1. Pentirsi molto per qualsiasi momento di cui non si è approfittato o che sia trascorso senza amare Dio.

  1. In tutte le cose, grandi e piccole, avere Dio come fine, altrimenti non si crescerà in perfezione e merito.

  1. Non mancare mai alla preghiera, e quando si sperimentano aridità e difficoltà perseverare in essa proprio per questo, perché Dio spesso vuole vedere cosa c’è nell’anima, e questo non si prova facilmente né con piacere.

  1. Scegliere sempre il luogo più basso e l’ufficio più infimo.

  1. Non intromettersi mai nelle cose di cui non si è stati incaricati, né discutere su qualcosa anche se si ha ragione. Per quanto riguarda le cose che sono state ordinate, non pensare di fare ciò a cui una buona analisi mostra che nulla obbliga.

  1. Non occuparsi delle cose altrui, siano esse buone o cattive, perché oltre al pericolo di peccare questa occupazione provoca distrazione e rende lo spirito meschino.

  1. Cercare sempre di confessarsi con una profonda conoscenza della propria miseria e con sincerità cristallina.

  1. Anche se le cose che si devono fare per dovere e ufficio diventano difficili e noiose, non scoraggiarsi, perché non sarà sempre così, e Dio (…) farà sentire in breve il bene e il guadagno ottenuto.

  1. Ricordare sempre che tutto ciò che succede, favorevole o avverso, viene da Dio, per non cadere da un lato nella superbia e dall’altro nello scoraggiamento.

  1. Ricordare sempre che siamo qui solo per essere santi, e non permettere quindi che nell’anima regni ciò che non porta alla santità.

  1. Cercare sempre di rendere più felici gli altri che se stessi, e in relazione al prossimo non provare invidia né senso di predominio. Questo, però, va inteso in base a ciò che si adegua alla perfezione, perché Dio non è felice se non si antepone ciò che gli è gradito al beneplacito degli uomini.
Redazionehttps://www.spesalvi.it
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  1. Cercare di procedere sempre alla presenza di Dio, in base alle cose che si fanno.

  1. Non fare né dire nulla di importante che Cristo non avrebbe potuto fare o dire se si fosse trovato nelle condizioni in cui ci troviamo e avesse avuto l’età e lo stato di salute che abbiamo noi.

  1. Cercare in tutte le cose il massimo onore e la massima gloria di Dio.

  1. Non abbandonare per nessuna occupazione la preghiera mentale, che è il cibo dell’anima.

  1. Non omettere l’esame di coscienza con il pretesto delle proprie occupazioni, e fare qualche penitenza per ogni mancanza commessa.
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  1. In tutte le cose, grandi e piccole, avere Dio come fine, altrimenti non si crescerà in perfezione e merito.

  1. Non mancare mai alla preghiera, e quando si sperimentano aridità e difficoltà perseverare in essa proprio per questo, perché Dio spesso vuole vedere cosa c’è nell’anima, e questo non si prova facilmente né con piacere.

  1. Scegliere sempre il luogo più basso e l’ufficio più infimo.

  1. Non intromettersi mai nelle cose di cui non si è stati incaricati, né discutere su qualcosa anche se si ha ragione. Per quanto riguarda le cose che sono state ordinate, non pensare di fare ciò a cui una buona analisi mostra che nulla obbliga.

  1. Non occuparsi delle cose altrui, siano esse buone o cattive, perché oltre al pericolo di peccare questa occupazione provoca distrazione e rende lo spirito meschino.

  1. Cercare sempre di confessarsi con una profonda conoscenza della propria miseria e con sincerità cristallina.

  1. Anche se le cose che si devono fare per dovere e ufficio diventano difficili e noiose, non scoraggiarsi, perché non sarà sempre così, e Dio (…) farà sentire in breve il bene e il guadagno ottenuto.

  1. Ricordare sempre che tutto ciò che succede, favorevole o avverso, viene da Dio, per non cadere da un lato nella superbia e dall’altro nello scoraggiamento.

  1. Ricordare sempre che siamo qui solo per essere santi, e non permettere quindi che nell’anima regni ciò che non porta alla santità.

  1. Cercare sempre di rendere più felici gli altri che se stessi, e in relazione al prossimo non provare invidia né senso di predominio. Questo, però, va inteso in base a ciò che si adegua alla perfezione, perché Dio non è felice se non si antepone ciò che gli è gradito al beneplacito degli uomini.
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